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Informazioni sanitarie

 

Effetti sulla salute

La risposta dell´organismo umano all´innalzamento della temperatura avviene mediante l´attivazione di diversi meccanismi quali:

  • la dilatazione dei vasi periferici e l´aumento del flusso sanguigno cutaneo in modo da incrementare e rendere più efficiente la dispersione di calore;
  • la sudorazione e quindi l´evaporazione dell´acqua prodotta dalle ghiandole sudoripare che ricoprono la superficie cutanea;
  • l´aumento della frequenza respiratoria in quanto l´aria espirata è più calda di quella inspirata e contiene vapore acqueo che disperde il calore interno.

Quando questi meccanismi sono inefficienti o insufficienti ad un´adeguata dispersione del calore - vuoi per intensità dell´esposizione vuoi per limitazioni indotte da stati patologici pre-esistenti - si manifestano i danni alla salute prodotti dall´eccesso di calore. I danni possono essere:

  • diretti, colpo di sole, colpo di calore, collasso da calore, crampi
  • indiretti, aggravamento delle condizioni patologiche pre-esistenti che porta ad un aumento della mortalità generale e per cause specifiche.

 

EFFETTI DIRETTI

Colpo di sole
L´evenienza più grave e fortunatamente più rara, il colpo di sole (insolazione), è causata dal notevole aumento della temperatura corporea per insufficienza dei meccanismi termoregolatori per sovraccarico funzionale delle ghiandole sudoripare. Si manifesta per esposizione prolungata alle radiazioni solari, in modo particolare nelle giornate estive molto calde con calma di vento e radiazione solare intensa. I sintomi sono un improvviso malessere generale, obnubilamento del sensorio, difficoltà nel respiro, mal di testa, nausea e sensazione di vertigine, fino ad una possibile perdita di conoscenza. La temperatura corporea aumenta rapidamente (in 10-15 minuti) fino anche a 40-41ºC, la pressione arteriosa diminuisce repentinamente, la pelle appare secca ed arrossata, perché cessa la sudorazione.

Colpo di calore
Il colpo di calore si manifesta con una ampia gradazione di segni e sintomi a seconda della gravità della condizione. I primi segni del danno da calore risultano da una combinazione di debolezza, nausea, vomito, cefalea, brividi, crampi muscolari e andatura instabile. Se il quadro clinico progredisce si manifestano alterazioni della coscienza di vario grado e intensità (stato d´ansia, stato confusionale, declino, sincope, coma), la temperatura corporea sale sopra i 40 ºC ed è seguita da un possibile malfunzionamento degli organi interni che può condurre alla morte.

Collasso da calore
Meno grave è il collasso da calore. È dovuto ad un collasso dei vasi periferici con un insufficiente apporto di sangue al cervello. La sintomatologia insorge durante un´attività fisica in un ambiente eccessivamente caldo, specie in soggetti non acclimatati, con una ridotta efficienza cardiaca (insufficiente compenso in occasione di una diffusa vasodilatazione periferica) a causa di un diminuito volume sanguigno per disidratazione (ispissatio sanguinis). La sintomatologia inizia con sudorazione profusa a tutto il corpo, ansia, facile tendenza alla stanchezza, debolezza muscolare, polso debole, caduta della pressione arteriosa, pelle fredda, umida e molto pallida, specie al viso.

Crampi da calore
I crampi da calore si manifestano di solito in modo brusco durante o al termine di una intensa attività fisica con elevata temperatura ambientale che provoca una sudorazione profusa con perdita di cloruro sodico e modificazione dell´equilibrio idrico-salino (con riflessi sulla pressione osmotica e sui potenziali elettrici).

 

EFFETTI INDIRETTI

L´eccesso di calore conduce a morte in modo indiretto quando pre-esistenti condizioni patologiche impediscono di beneficiare dei meccanismi compensativi della termoregolazione o quando questi, paradossalmente, fanno precipitare una situazione instabile. Gli effetti indiretti sono peraltro di importanza sanitaria nettamente preponderante rispetto a quelli diretti. Mentre infatti gli effetti diretti sono spesso episodi isolati, in occasione di periodi di caldo intenso si verifica un aggravamento nella popolazione delle condizioni patologiche pre-esistenti che comporta frequentemente un notevole aumento della mortalità generale e per cause specifiche. Tra le cause di morte più frequentemente registrate in associazione con episodi di onde di calore descritti in letteratura sono comprese le seguenti: cardiopatia ischemia, accidente vascolare cerebrale, diabete, broncopneumopatia, cause violente, omicidio e suicidio. Nelle stesse occasioni è stato registrato anche un significativo aumento degli accessi al pronto soccorso e alle cure ospedaliere per le stesse cause sopra elencate e per nefropatie, disordini del sistema nervoso centrale, enfisema ed epilessia.

Le dimensioni degli effetti in termini quantitativi sono risultate dipendere principalmente dalla durata, dalla intensità e dalla subitaneità della comparsa dell´ondata di calore. Ma, oltre a questi, molti altri fattori sono in grado di modulare la risposta agli eccessi di calore.
L´adattamento alle alte temperature è un fattore protettivo. Nelle regioni tropicali, caratterizzate da temperature estive stabilmente elevate e prolungate, gli effetti delle onde di calore si manifestano solo a partire da valori di temperature sensibilmente più elevati di quelli ai quali gli stessi effetti si manifestano nelle regioni temperate.
L´assenza di remissione notturna delle alte temperature impedisce una rigenerazione almeno parziale dei meccanismi di termoregolazione dell´organismo umano con conseguente maggiore possibilità di scompenso.
Alti valori di umidità relativa associati alle alte temperature rendono inefficace il meccanismo compensativo della sudorazione, ostacolando l´evaporazione del sudore.
L´esposizione simultanea agli inquinanti atmosferici urbani e in particolare all´ozono che raggiunge i suoi massimi nel periodo estivo, potenzia gli effetti delle alte temperature.
Le condizioni abitative rappresentano un fattore di rischio di primaria importanza per i sottogruppi di popolazione maggiormente suscettibili agli effetti del calore ambientale. Vivere in una situazione urbana o metropolitana espone a maggior rischio che vivere in una situazione rurale per via dell´effetto climatico che genera l´isola di calore urbana: riduzione della ventilazione, maggiore concentrazione di presidi meccanici che generano calore. Tra le condizioni abitative sfavorevoli è da includere il dimorare ai piani alti degli edifici, dove la temperatura dell´aria è più elevata e le difficoltà a spostarsi maggiori per le persone anziane o disabili.

 

GRUPPI A RISCHIO

Le persone più esposte agli effetti sanitari connessi con le ondate di calore sono:

  • Gli anziani. Tutte le osservazioni epidemiologiche concordano nell´indicare l´età tra i principali co-fattori di rischio per la mortalità e la morbosità legate all´esposizione ad alte temperature. Gli anziani (sopra i 75 anni) e i molto anziani (sopra gli 85 anni) sono quelli che concentrano il rischio rispetto ai giovani adulti, sia perché lo stimolo della sete spesso diminuisce con l´età avanzata aumentando il rischio di disidratazione, sia perché l´adattamento alla temperatura esterna attraverso i normali processi di raffredamento corporeo è più difficoltoso e stressante per l´organismo. Inoltre, la dilatazione dei vasi sanguigni periferici derivante dalla reazione dell´organismo all´aumento della temperatura, può comportare negli anziani problemi per il cuore e per la circolazione;
  • I bambini. I bambini molto piccoli, che come gli anziani hanno un imperfetto funzionamento della termoregolazione, più facilmente mostrano i sintomi dell´ipertermia specialmente quando affetti da diarrea, infezioni delle alte vie respiratorie e disordini neurologici.
  • Le persone affette da diabete, patologie broncopolmonari, ipertensione, patologie cardiovascolari, malattie mentali. II soggetto cardiopatico per ischemia, scompenso, aritmia o altra condizione ha una ridotta capacità di reagire allo stress termico data dalla difficoltà di potenziare la gittata cardiaca, necessaria per aumentare il volume del circolo cutaneo e quindi la dispersione di calore. Una profusa sudorazione compensativa, innescata dall´esposizione ad alte temperature, determina la perdita di liquidi e di sali che in un organismo disidratato, condizione frequente negli anziani, conduce ad emoconcentrazione e, potenzialmente, a trombosi del circolo coronario, cerebrale o polmonare e a coagulazione intravasale disseminata. I soggetti diabetici con neuropatia periferica, invece, sono incapaci di produrre una sudorazione efficace per via della interruzione del segnale che dal centro della termoregolazione è diretto alle ghiandole sudoripare.
  • Persone che assumono regolarmente farmaci. I farmaci anticolinergici, i barbiturici, i butirrofenoni e i fenotiazinici sono depressori selettivi dei centri ipotalamici; mentre l´efedrina, le anfetamine e le altre amine sono simpaticomimeti e possono aumentare la produzione di calore metabolico.
  • Le persone non autosufficienti.
  • Le persone che svolgono attività lavorative all´aperto o in ambienti in cui c´è produzione di calore.
  • Le persone in condizioni socio-economiche disagiate. La povertà, la solitudine, la non conoscenza della lingua locale, il limitato accesso ai media televisione e giornali aumentano la condizione di fragilità perché riducono la consapevolezza dei rischi e limitano l´accesso alle soluzioni di emergenza. Chi è più povero o più isolato, inoltre, ha minori possibilità di spostare temporaneamente il proprio domicilio in zone più favorevoli e minori possibilità di condizionare l´aria della propria abitazione.