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Qualità dell’aria in Emilia-Romagna. I dati del 2015

Confermata tendenza alla diminuzione delle concentrazioni medie di inquinanti. Aumentati i superamenti giornalieri dei limiti di legge.

(11/01/16) 

Nel 2015, a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, le concentrazioni di polveri in Emilia-Romagna sono state superiori a quelle osservate nel 2014; i valori sono tuttavia inferiori rispetto agli anni fino al 2009. Nel semestre invernale vengono emessi mediamente circa i due terzi delle polveri sottili e dell’ossido di carbonio. Almeno la metà delle polveri PM10 e PM2.5 è di origine secondaria, ovvero si forma in atmosfera a partire da altri inquinanti. L’estate è invece caratterizzata dalla elevata presenza di ozono, frutto della  trasformazione da parte della luce solare degli inquinanti emessi in atmosfera.

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Le sfavorevoli condizioni meteorologiche che si sono presentate nel 2015, in particolare dal 20 ottobre, hanno determinato un aumento dei giorni di superamento dei limiti di legge previsti per l’inquinante più critico (il PM10) e un peggioramento anche per gli altri indicatori principali.

A partire dal 20 ottobre 2015 la concentrazione media giornaliera di PM10 è stata prossima o superiore al valore limite di 50 µg/m3 per più giorni consecutivi in gran parte della regione, anche se non ha mai raggiunto i valori massimi registrati in altri periodi del passato. (La massima concentrazione del decennio fu registrata nel marzo 2012, quando si registrarono fino a 250 µg/m3 di PM10). I valori massimi dell’inverno 2015 sono stati rilevati nel periodo 15-17 dicembre, con punte comprese quasi tutte tra 90 e 123 µg/m3 in alcune stazioni da traffico.

Il numero di giorni meteorologicamente  “favorevoli” all’accumulo di inquinanti è stato, nel 2015, il più elevato dal 2005, di poco superiore al 2006, l’anno più critico tra gli ultimi dieci .

Un’analisi della distribuzione mensile delle emissioni mostra, inoltre, come nel primo e nell’ultimo trimestre di ogni anno si concentrino oltre il 65% delle emissioni di PM10 (irritante e riconosciuto cancerogeno). Anche gli altri principali fattori inquinanti dell’aria, ad eccezione dell’ammoniaca, sono emessi per oltre il 50% nel semestre invernale; tutto ciò a causa del funzionamento degli impianti di riscaldamento domestico, che si aggiungono alle altre fonti, presenti in modo quasi uniforme durante i dodici mesi (trasporti, emissioni industriali, produzione di energia, agricoltura ed allevamenti).

Il valore limite giornaliero di PM10 (50 µg/m3 ), è stato superato, nel 2015, per oltre 35 giorni (numero massimo definito dalla norma vigente) in 23 delle 43 stazioni della rete regionale che lo misurano. Il massimo numero di superamenti (67) è stato registrato a Parma e Reggio Emilia.

Per quel che riguarda la media annua di PM10 e PM2.5, i valori del 2015 sono stati quasi ovunque superiori al 2014, ma la media annua di PM10 è stata inferiore  ai limiti di legge in tutte le 43 stazioni. Il valore limite per la media annuale di PM2.5 è risultato inferiore al limite di legge in 23 delle 24 stazioni che misurano questo inquinante (è stato superato nella sola stazione di fondo rurale di Besenzone PC).

Nel periodo estivo (aprile-settembre), l´inquinante che ha maggiormente destato preoccupazioni è stato l´ozono, per il quale è stato superato il valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute (numero di superamenti del valore della media massima giornaliera calcolata su 8 ore nell’arco di 1 anno, di 120 µg/m3) in tutte le 34 stazioni che misurano questo inquinante.

I valori degli altri inquinanti (biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio) sono rimasti entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento.

 

 



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