Organismi del benthos
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Actinia equina (pomodoro di mare)

E’ un’attinia formata da un corpo lungo e liscio e una larga base adesiva. Nella parte superiore, la bocca è circondata da tentacoli corti e numerosi. Il colore è rosso vivo. Di giorno l’animale si chiude formando una palla e si riapre al crepuscolo.

Si nutre di piccoli crostacei e pesci.

Predilige l’ambiente mediolitorale.

Foto L. Bianchi.

 

Aiptasia mutabilis (anemone bruno)

L'attinia ha una base adesiva più stretta rispetto al corpo. I tentacoli sono retrattili, larghi alla base e stretti in punta. Spesso ospita alghe simbionti che le conferiscono un colore brunastro.

Vive in ambiente roccioso, fino a 2 metri di profondità.

 

Anemonia sulcata (anemone di mare) 

E’ un anemone caratterizzato da lunghi tentacoli, molto fragili. La colorazione varia dal verde al grigiastro. Spesso ospita alghe simbionti, che gli danno il colore violaceo alle punte dei tentacoli. Si nutre di piccoli invertebrati, pesci e crostacei.

Vive sul substrato duro, dalla linea di bassa marea fino ad una profondità di 6 metri. Predilige fondali ben illuminati per potere ospitare le alghe simbionti.

Foto M. Fiumana.

 

 

Aplysia fasciata (lepre di mare)

Gasteropode dotato di una conchiglia ridotta e interna al corpo. Questo è allungato, basso e bombato, di colore bruno, dotato di due larghe espansioni laterali, i parapodi, che servono per il nuoto. La presenza di due lunghi tentacoli sul capo gli ha conferito il nome di lepre di mare. E’ un animale erbivoro, infatti si nutre di alghe verdi. È una specie che può raggiungere dimensioni notevoli, fino a  circa 30 cm.

Depone ovature a forma di lunghi cordoni arancio-giallastro, noti col nome di “spaghetti di mare”.

Vive nelle zone ricche di vegetazione 

Foto L. Bianchi.

 

Arbacia lixula (riccio di mare) 

Riccio dotato di aculei numerosi e privi di ventose. Riesce a sopportare una forte insolazione, anche se conduce vita più attiva nelle ore notturne. È di colore nero, si nutre di alghe incrostanti, raschiandole con i denti di cui è provvista la particolare struttura boccale.

Vive esclusivamente in zone rocciose, da 0 a 50 metri.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

Balanus sp. (dente di cane)

E’ un crostaceo che vive fissato su oggetti sommersi. Il corpo è protetto da un guscio formato da piastre calcaree. La parte centrale, dove convergono le piastre calcaree è chiusa da valve che l’animale può aprire per nutrirsi agitando i cirri, piccole ciglia che catturano il plancton.

Vive sui substrati duri, mitili, pareti dei porti, chiglie delle barche, ecc, prediligendo le zone di marea.

 

Blennidi sp. (bavosa)

Sono pesci bentonici, privi di vescica natatoria. Si muovono sul fondale, appoggiandosi alle pinne ventrali. Sono pesci che riescono facilmente ad adattarsi e a sfruttare al meglio l’ambiente in cui vivono. Sfruttano le fessure come tane, per il riparo notturno e la riproduzione. Sono pesci predatori, ma si cibano anche di alghe che strappano dalle rocce.

Foto L. Bianchi.

 

Calliactis parasitica (ortica di mare)

Attinia con il corpo allungato di colore grigio-bruno, corona di tentacoli corti e chiari.

Vive spesso in simbiosi con il paguro, un piccolo crostaceo, dal quale ne ricava il vantaggio di potersi spostare per catturare meglio le sue prede.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Carcinus mediterraneus

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Crostaceo di colore verde oliva, lungo fino a 4 cm.

Vive in fondali sabbiosi e rocciosi fino a 20 m di profondità.

 

Cereus pedunculatus

Attinia dal corpo allungato che vive nelle fessure delle pozze provocate dalla marea e dal livello di bassa marea. Si trova su ogni tipo di substrato rigido, fino a 30 metri di profondità. Si ritrae quando la luce è molto forte.

   Cereus from Cowes, IOW (Photograph by Ray Hamblett)

 

 

Cerianthus membranaceus

 

Il cerianto vive nei fondali mobili con il corpo, lungo fino a 40 cm, infossato nella sabbia e racchiuso da un tubo membranoso prodotto dall’animale stesso. La bocca è circondata di due serie di tentacoli, corti quelli interni e molto lunghi quelli esterni. Si nutre di plancton e piccoli animali.

 

Ciona intestinalis

Ascidia di colore biancastro traslucido, a volte giallo tendente al verdastro.

Ciona intestinalis

 

Conger conger (grongo)

Il corpo del grongo è anguilliforme e può raggiungere i 2 metri di lunghezza. A differenza delle anguille, il grongo vive solo in mare, all’interno di anfratti. E’ attivo di notte e il suo morso può essere pericoloso. Si ciba principalmente di pesci.

   

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Cucumaria planci (oloturia)

  

Appartenente allo stesso gruppo di stelle e ricci di mare, è un’oloturia dal corpo allungato e una serie di tentacoli ramificati disposti attorno all’apertura della bocca che servono  per catturare il cibo. Specie non molto frequente, vive nei fondali fangosi e sabbiosi.

Foto P. Gambi.

 

Dromia personata (granchio facchino)

Ha il corpo tozzo di colore marrone, ricoperto di una fitta peluria. Il nome italiano deriva dall’abitudine di proteggersi sotto altri organismi(spugne, ascidie, alghe) che sorregge con le zampe. Raggiunge i 10 cm di larghezza e vive nei fondali rocciosi, da pochi metri fino a 130 m di profondità.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Echinaster sepositus (stella rossa)

Stella di colore rosso – arancione, con corpo piccolo da cui partono 5 braccia. Raggiunge i 30 cm di diametro. È un animale dai lenti movimenti e si ciba di detriti in sospensione, spugne e vermi.

 

Echinus melo (riccio melone)

E’ un grosso riccio dal corpo globoso e gli aculei molto corti e radi. Vive a profondità dai 20 ai 100 m, si nutre di piccoli organismi.

 

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Eriphia verrucosa

Crostaceo che raggiunge grandi dimensioni (fino a 10 cm). Si trova spesso attaccato ad altri granchi o animali provvisti di guscio. Vive negli anfratti delle rocce, fino a 10 m di profondità.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Gobidi sp. (ghiozzi)

I gobidi sono pesci che comprendono numerose specie difficili da determinare. 

La forma è tozza e leggermente schiacciata. Vivono sottocosta, a pochi metri di profondità e molti sono sedentari.

  

Foto P. Gambi.

 

Hippocampus hippocampus, H. ramulosus (cavalluccio marino)

 

Il cavalluccio marino vive su fondali sabbiosi, detritici e rocciosi, si nutre di piccoli pesci e crostacei. Durante il periodo riproduttivo è il maschio a gestire la gravidanza e a partorire i piccoli dopo un mese di gestazione.

Simile H. hippocampus, se ne distingue per la presenza di “ramificazioni” su capo e sul dorso. Le caratteristiche sono le medesime, con l’eccezione che durante l’accoppiamento le code dei cavallucci s’intrecciano.

Foto L. Bianchi.

 

Marthasterias glacialis (stella)

Stella da corpo ben sviluppato, caratterizzato da una serie di protuberanze dotate di spine. Può anche raggiungere gli 80 cm di diametro.

Si nutre di bivalvi, che riesce ad aprire con la forza delle braccia, di ricci, crostacei… Per digerire estroflette lo stomaco e ne avvolge la preda.

Foto P. Gambi.

 

Maja squinado (grancevola)

La grancevola è il granchio più grande che vive in Mediterraneo, il suo corpo infatti raggiunge i 15 – 18 cm di larghezza. Ai lati del carapace vi sono numerose spine, mentre il dorso è costellato di tubercoli spinosi su cui si fissano alghe e altri organismi.

Vive su fondo sabbioso in inverno, dai 20 ai 50 m di profondità, mentre in estate migra verso fondali meno profondi. Sono animali prevalentemente notturni e si cibano di piccoli invertebrati e organismi morti.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Ophiotrix fragilis  (stella serpentina)

L’ofiura è chiamata stella serpentina perché possiede un corpo centrale dal quale partono 5 lunghe e fragilissime braccia, caratterizzate da tantissimi aculei trasparenti. Può raggiungere i 10 – 12 cm di diametro, vive su fondali sabbiosi e rocciosi. Gi esemplari più grandi si trovano sotto le rocce o nelle praterie di Posidonia, in prossimità della superficie (per esempio sulle nostre scogliere) si trovano gli esemplari più piccoli. Si nutrono per filtrazione passiva di piccoli invertebrati che catturano con gli aculei presenti sulle braccia.

  

Foto L. Bianchi.

 

Pachygrapsus marmoratus

Probabilmente è il granchio che vediamo più spesso sulle pareti dei porti e sugli scogli fuori dall’acqua poiché può resistere anche qualche ora all’asciutto (purché l’aria si a umida!). Il colore grigio – rossiccio nei giovani e giallo – brunastro negli adulti, ha il carapace molto appiattito e questo gli consente di nascondersi nei piccoli anfratti quando si sente minacciato o viene spaventato dalle persone che lo osservano, infatti il Pachygrapsus ha una vista molto acuta. Si nutre di piccoli invertebrati e detriti organici.

   

 

Palaemon elegans (gamberetto)

Questo gamberetto, difficile da vedere a causa della sua trasparenza, è molto comune su spiagge rocciose, sui porti, sulla folta vegetazione e nelle pozze di marea. Sui nostri scogli se ne trovano tantissimi tra le alghe, visibili solo dai loro movimenti a scatti all’indietro.

Foto L. Bianchi.

 

Paracentrotus lividus (riccio di mare)

Chiamato anche impropriamente “riccio femmina”, ha una colorazione del corpo variabile (dal violaceo, al marroncino,al verde). E’ una specie che predilige l’ombra, infatti durante il giorno si ricopre di minuscoli frammenti di vario genere per proteggersi dall’insolazione.

Vive dalla superficie ai 70 m di profondità.

 

Foto P. Gambi.

 

Phallusia mamillata (ascidia)

E’ un’ascidia che vive sui sassi che affiorano dai fondali sabbiosi e argillosi.  La struttura esterna dell’animale è rigida e di colore biancastro. Si nutre filtrando fino a 170 l d’acqua in 24 ore e trattenendo le sostanze nutritive grazie alle numerosissime ciglia presenti all’interno della cavità orale.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Rhizostoma pulmo (polmone di mare)

Grande medusa, non urticante, dotata di un’ombrella a forma di campana. Il nome italiano deriva dalla particolare forma dei suoi tentacoli.

Vive in ambiente pelagico e si ciba di organismi planctonici, spesso tra i suoi tentacoli trovano rifugio piccoli esemplari di sugarelli.

 

Foto M. Fiumana.

 

Sciaena umbra (corvina)

 

Pesce di colore scuro, dal dorso arcuato e dalle pinne ben sviluppate, le inferiori profilate di bianco. Vive in branchi, frequenta le grotte soprattutto nelle ore notturne. Si ciba di piccoli invertebrati.

Foto Biologia del Mediterraneo - FIAS.

 

Trypterigion tripteronotus 

  

Il peperoncino è un piccolo pesce (8 cm circa) che vive sui fondali rocciosi ricchi di vegetazione di colore rosso e nero il maschio e marrone chiaro le femmine. Nuotano a zig – zag davanti al nido per attirare l’attenzione delle femmine.

Nonostante le ridotte dimensioni, questi pesci hanno dimostrato di avere un’ottima memoria e di sapere ritrovare il nido anche a 100 m di distanza.

Si nutrono di piccoli crostacei che trovano sul fondo.

T. xanthosoma. Foto L. Bianchi.
 

 

 

 

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