Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae / Aria /

Rapporto Annuale sulla Qualità dell’Aria nella Provincia di Reggio Emilia

Anno 2006

Nella Regione Emilia Romagna il rilevamento sistematico della qualità dell’aria ha avuto inizio nella prima metà degli anni ’70, con la costituzione della rete regionale di monitoraggio tramite iniziative sia degli Enti Locali e della Regione, che delle principali industrie insediate nelle aree di Ravenna, Piacenza, Ferrara e nel comprensorio delle ceramiche a Modena e Reggio Emilia. Tale sistema è stato poi ampliato, cambiando la sua funzione, alla data di pubblicazione del D.P.C.M. 28/3/1983 con il quale è stato rivoluzionato il concetto di misura alle immissioni, introducendo anche in Italia limiti di accettabilità e limiti massimi di esposizione per la protezione igienico-sanitaria della popolazione. Negli anni successivi il DPR. 203/88 e il D.M. 20 maggio 1991 ha sancito i presupposti per la realizzazione delle reti di misura definendo i criteri base per la realizzazione di un nuovo sistema di rilevamento. La ristrutturazione, avviata nel 1996, ha infine esteso il monitoraggio a tutti i centri urbani con 40.000-50.000 abitanti, e in alcuni casi anche ai centri abitati minori, ampliando la tipologia di inquinanti monitorati tra cui la frazione inalabile delle polveri (PM10) e il benzene.
La rete presente in Regione è, quindi, diretto sviluppo del percorso iniziato allora che comprendeva nel 2000 88 stazioni di rilevamento degli inquinanti e 10 laboratori mobili. Per superare queste ed altre criticità evidenziatesi nel corso degli anni, la Regione Emilia-Romagna nel 2001 ha commissionato ad Arpa l’elaborazione di una proposta di revisione della rete di monitoraggio dell’aria (Progetto SINA), formalmente approvata nel 2002; le risultanze sono visibili nel documento della Giunta Regionale n°43 del 12/01/2004, “Aggiornamento delle Linee di indirizzo per l´espletamento delle funzioni degli Enti locali in materia di inquinamento atmosferico (artt. 121 e 122, L.R. 3/99)” già emanate con atto di Giunta regionale 804/01.
Nel contempo, il percorso normativo italiano, recependo le direttive Europee in materia, ha portato all’avvio del processo di ristrutturazione del monitoraggio. A supporto di questo processo e su richiesta del Ministero per l’Ambiente, APAT con il Centro Tematico Nazionale - Atmosfera Clima Emissioni (CTN-ACE), ha predisposto uno studio di tutta la normativa e degli strumenti tecnici a livello europeo che si è tradotto nelle “Linee guida per la predisposizione delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria in Italia”. Questo documento rappresenta attualmente il riferimento per la  predisposizione delle reti di misura sul territorio italiano ed ha come obiettivo primario, oltre alla rispondenza normativa, l’omogeneità delle misure sia su scala locale (comunale e provinciale), sia su scala più vasta (regionale, nazionale ed europea), che necessariamente debbono integrarsi e divenire un unico strumento di valutazione.
Arpa e Regione Emilia-Romagna, che hanno partecipato alla stesura delle suddette linee guida, sono quindi state in grado di predisporre, già prima della loro presentazione ufficiale, avvenuta a Roma nel dicembre 2004, una serie di analisi e di proposte per la ristrutturazione della rete di misura in accordo con quanto in esse contenuto. Questo ha portato alla definizione della nuova rete di misura che, secondo quanto previsto dalla normativa, esplica la sua funzione nella misura della qualità dell’aria all’interno della Regione intesa come area vasta. Dal confronto tra i punti di misura della rete di monitoraggio esistente e di quella futura emerge una riduzione di circa un terzo dei punti di misura in funzione alla quale corrisponde però una riqualificazione degli stessi che verrà attuata attraverso il potenziamento delle misure degli inquinanti attualmente più critici, quali il PM10, il PM2.5.

Lo sviluppo previsto delle modalità di misurazione della qualità dell’aria sul territorio costituirà un efficace supporto alla modellistica, in fase di sviluppo costante, e consentirà di ottenere mappe delle concentrazioni degli inquinanti sull’intero territorio regionale: il risultato sarà quindi non più una rete di misura limitata alle province e ai capoluoghi, ma una rete di rilevamento regionale a tutti gli effetti da cui tutti i Comuni, le Province e la Regione trarranno le informazioni necessarie alla gestione e al governo della qualità dell’aria.

 

Luca Torreggiani - Servizio Sistemi Ambientali - Responsabile Provinciale Rete di Monitoraggio della Qualità dell’Aria

Anno riferimento: 2006

Anno pubblicazione: 2007




Materia: Aria

Nodi: ex Arpae Reggio Emilia vedi Area Ovest

Tipologia: Tecnico/istituzionali