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Siti contaminati: strategie e valutazione degli impatti

Relazioni presentate al corso di formazione - Ravenna 3 dicembre 2001

 

Negli anni recenti la tematica del risanamento dei Siti Contaminati ha assunto una importanza di elevato interesse nazionale a seguito della progressiva consapevolezza delle implicazioni sociali e sanitarie coinvolte nell´argomento.
Come è noto, il settore è normato dal D.L.vo 22/97, in particolare dall’articolo 17, che riguarda specificatamente la bonifica di siti inquinati, e dal suo regolamento tecnico attuativo, che è stato formalizzato attraverso il Decreto Ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471. Per quanto attiene ad attività di “Bonifica di Siti” l’esecuzione di veri epropri interventi è più diffusa per quelli di minore superficie e volumetria, quali le piccole aree impattate da fuoriuscite accidentali di liquidi o il risanamento delle aree interessate da perdite da serbatoi nelle stazioni di servizio.
Per tali specifiche tipologie di problemi si registra ancora la mancanza del riferimento normativo per il tema dei Serbatoi interrati a seguito dell’annullamento del DM 246/99, avvenuto con sentenza della Corte Costituzionale n. 266 del 5/7/2001 nonché la non emanazione, da parte della Regione, dei criteri ex articolo 13 del DM 471/99 (interventi di bonifica e ripristino Ambientale di siti che non richiedono autorizzazione). Da questa disamina normativa ne discendono diversi compiti attribuiti ad Arpa, che svolge in generale numerosi ruoli tecnici di supporto ai diversi enti locali interessati, sia per le attività di controllo sui siti, sia per le istruttorie tecniche degli elaborati progettuali ai diversi livelli.
L’applicazione del percorso procedurale delineato dal DM 471/99 presenta comunque alcuni problemi oggetto di un ampio dibattito su aspetti giuridici e tecnici, che si possono riassumere in:

  • difficoltà interpretative di alcuni aspetti tecnici del decreto;
  • l’affidamento delle competenze ai Comuni, che spesso non hanno le risorse organizzative per gestire il problema;
  • l’incompletezza delle tabelle di riferimento per la molteplicità degli analiti presenti nei siti più complessi;
  • la mancanza di adeguata documentazione tecnico-scientifica a supporto dei limiti tabellari definiti, per la gestione adeguata di casi specifici;
  • la mancanza di risorse finanziarie affinché il pubblico possa gestire gli “interventi in via sostitutiva” quando non interviene il privato;
  • la carenza di strumenti di programmazione per la definizione delle priorità di accertamento ed intervento nei siti da bonificare.

Arpa soffre attualmente del fatto che ancora non sono state date risposte definitive a questioni di carattere tecnico che hanno sollevato difficoltà nell’applicazione del DM 471/99, come i problemi relativi ai riferimenti tabellari per specifiche sostanze (quali Sn, PCB, diossine ed idrocarburi) o per sostanze non normate (MtBE); l’elaborazione ed interpretazione dei dati di caratterizzazione del sottosuolo per situazioni complesse.
Non si pretende di risolvere alcun dubbio con l’organizzazione di questo corso, ma di dare alcune chiavi di lettura ai problemi di applicazione del D. M. 471/99.

F. Strumìa (a cura di)

Corso Siti contaminati

Numero pagine: 92
Anno pubblicazione: 2002




Materia: Suolo

Nodi: ex Arpae Ravenna vedi Area Est

Tipologia: Tecnico/istituzionali