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Rete regionale di monitoraggio dello stato ambientale delle acque marino costiere


L´attività di monitoraggio svolta fin dal 1978 dalla Struttura Oceanografica Daphne risponde a diverse normative sia regionali che nazionali.

Basandosi in particolare sulla LR 39/78 l´attività di monitoraggio si è orientata prevalentemente nel produrre servizi e studi al fine di presidiare, controllare le risorse marine e sviluppare conoscenze sull´ecosistema marino costiero. Ecco quindi che al programma di monitoraggio sull´eutrofizzazione delle acque marino costiere dell´Emilia-Romagna sono state integrate le indagini derivanti dall´applicazione delle normative nazionali, in particolare il DLgs 152/99 integrato con il DLgs 258/00, LR 44/95, LR 3/99 e LR 3/00.

Da tutto questo si evince che l´area di indagine è molto maggiore rispetto a quanto richiesto dalla normativa nazionale (il DLgs 152/99 richiede il monitoraggio fino a 3 km dalla costa), ricoprendo una zona che raggiunge il limite delle acque territoriali ed anche una frequenza di monitoraggio maggiore.

Praticamente, rispetto ad una frequenza di 11 campionamenti annui richiesti dal DLgs 152/99, vengono effettuati in media all´anno 45 campionamenti, mantenendo, condizioni meteo permettendo, una frequenza settimanale per gran parte del periodo annuale.

Tra le principali finalità del monitoraggio si evidenziano:

- definizione dell´intensità e dell´estensione delle fioriture microalgali nell´area compresa fra il delta del Po e Cattolica;
- controllo degli effetti derivanti dalle diverse fasi dell´evoluzione del fenomeno (ipossie ed anossie nei fondali, morie di organismi bentonici, caratteristiche organolettiche delle acque);
- determinazione della concentrazione dei nutrienti (fosforo e azoto) e loro andamenti temporali e spaziali;
- determinazione dei principali parametri fisico-chimici delle acque (temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pH, clorofilla "a" e trasparenza), loro andamenti temporali e spaziali;
- bioaccumulo e sedimentazione di microinquinati nel biota (Mytilus galloprovincialis) e sedimento;
- biocenosi di fondo;
- granulometria sedimenti;
- test ecotossicologici;
- rilevazione degli aggregati mucillaginosi, loro distribuzione spaziale e dinamica di formazione.

In particolare, la rete di monitoraggio dell´eutrofizzazione costiera (Figura A) comprende 32 stazioni di misura e campionamento distribuite su transetti perpendicolari a costa di distanza di 3, 10 e 20 km da costa, e su stazioni a costa (0,5 km).

In risposta al DLgs 152/99 per ogni transetto sono state individuate tre stazioni lungo la direttrice ortogonale alla costa, collocate rispettivamente a 0,5, 1 e 3 km dalla riva (Figura B); il criterio adottato per la collocazione dei transetti tiene conto dei diversi bacini drenanti e della distribuzione nord-sud delle variabili idrologiche. Questo criterio è dato dal fatto che la costa emiliano romagnola è caratterizzata da un fondale di tipo "Basso", un fondale cioè che presenta ad una distanza di 200 metri dalla costa, una batimetria inferiore a 5 metri.

  

Rete di monitoraggio dell´eutrofizzazione (A) e rete regionale di monitoraggio dello stato ambientale delle acque marino costiere (B)
 

Figura A

acque marino costiere A

 

Figura B

acque marino costiere B

 

 

Referente: Carla Rita Ferrari, (Struttura Oceanografica Daphne)