Temi ambientali
Arpae in regione
Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae / Forlì-Cesena / Informazioni per le imprese / Terre e rocce da scavo /

Reimpiego di terra e rocce da scavo per tipologie progettuali non assoggettate a VIA e AUA

La Legge n. 98 del 09.08.2013, di conversione del Decreto Legge n. 69 del 19.06.2013, entrata in vigore il 20/08/2013 (S.O. alla G.U. n.194 del 20/08/2013), prevede, per quanto concerne la normativa ambientale, importanti modifiche in relazione alla gestione delle terre e rocce da scavo, contenute negli articoli 41 e 41 bis.

L´art. 41 circoscrive il campo di applicazione del D.M. 161/2012 agli interventi che, per tipologia progettuale, sono assoggettati alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o all’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) (Titoli III e III bis, della Parte II del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.)

L´art. 41bis (commi da 1 a 5) regolamenta gli altri interventi relativi alla gestione delle terre e rocce da scavo, cioè quelli non assoggettati a VIA o AIA.

Allo scopo di agevolare i necessari adempimenti di legge Arpa ha predisposto una modulistica specifica.

Per poter avviare l’iter ai sensi dell’art. 41 bis della Legge 98/13 il proponente/produttore deve  redigere ed inviare ad Arpa quanto richiesto nel Modulo 1 “Dichiarazione di riutilizzo terre e rocce da scavo”.

La dichiarazione afferma che i materiali di scavo (tutti o una quota di quelli derivanti dall’ intervento) hanno le caratteristiche del sottoprodotto di cui all´art. 184 bis, del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. (sottoprodotto), quindi le quattro condizioni di cui al citato articolo sono tutte soddisfatte al momento della presentazione della dichiarazione.

A conclusione dei lavori di scavo e riutilizzo, come previsto dal comma 3, dell´art. 41 bis, il produttore dovrà confermare alle autorità competenti, Arpa e Comune, il completo utilizzo dei materiali da scavo secondo le previsioni comunicate, utilizzando preferibilmente l’allegato Modulo 2  “Conferma del completo utilizzo dei materiali da scavo”.

A seguito delle modifiche normative intervenute si può quindi definire il seguente schema semplificato, relativo ai ruoli e competenze di Arpa in materia di terre e rocce da scavo distinguendo tre diversi scenari:

  • Scenario A: le terre e rocce da scavo con limiti di contaminazione inferiori alle colonne A/B della tabella 1, all.5, parte IV, e riutilizzate nel medesimo sito di produzione, soggette all’applicazione del D. Lgs. 152/06 art. 185 così come interpretato dalla Legge 28/2012 integrata dalla L. 98/2013, non rientrano nel campo di applicazione dei rifiuti;
  • Scenario B: le terre e rocce da scavo prodotte in siti non sottoposti ai regimi normativi di VIA o AIA e riutilizzate in siti diversi da quelli di produzione sono soggette all’applicazione dell’art. 41 bis della Legge 98/2013;
  • Scenario C: le terre e rocce da scavo prodotte in siti sottoposti ai regimi normativi di VIA o AIA e riutilizzate in siti diversi da quelli di produzione sono soggette all’applicazione del DM 161/2012.

La Modulistica predisposta soddisfa le condizioni di reimpiego di terra e rocce da scavo solo per lo  scenario B.

 

Schema Terre e rocce da scavo

 

Modulistica

Modulo 1 “Dichiarazione di riutilizzo terre e rocce da scavo

Modulo 2  “Conferma del completo utilizzo dei materiali da scavo