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Sottoprodotti (terre e rocce da scavo)

La gestione delle terre e rocce da scavo rientra nel campo di applicazione della parte IV del D.lgs. n. 152/2006. A seconda delle condizioni che si verificano, le terre e rocce possono assumere qualifiche diverse e conseguentemente essere sottoposte a un diverso regime giuridico.

Le terre e rocce possono essere escluse dalla disciplina dei rifiuti se ricorrono le condizione previste dall’art. 185 d.lgs. 152/2006 relativo alle esclusioni dall’ambito di applicazione della suddetta disciplina.

In particolare, sono esclusi dalla disciplina dei rifiuti:

“b) il terreno (in situ), inclusi il suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno, fermo restando quanto previsto dagli articoli 239 e seguenti relativamente alla bonifica di siti contaminati;

c) il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato”.

Inoltre, il suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale, utilizzati in siti diversi da quelli in cui sono stati escavati, devono essere valutati ai sensi, nell´ordine, degli articoli 183, comma 1, lettera a), 184-bis e 184-ter.

Quando ricorrono le condizioni, dunque, le terre e rocce da scavo possono essere qualificate come sottoprodotti o se sottoposte ad opportune operazioni di recupero, cessare di essere rifiuti. In quest’ultimo caso dovranno essere soddisfatte le condizioni di cui alle lettere da a) a d) dell’art 184 ter del D.lgs. n. 152/2006 e successive modificazioni, nonché gli specifici criteri tecnici adottati in conformità  a quanto stabilito dal comma 2 del medesimo art. 184 ter.

 

Il 7 agosto 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPR del 13 giugno 2017, n. 120 “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’art. 8 del decreto legge 12 settembre 2014 n. 133, convertito con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.”

Schema di riferimento per la qualifica e gestione delle terre e rocce da scavo

Schema terre e rocce da scavo

 

MODULISTICA

Gli articoli 20 e 21 del DPR del 13 giugno 2017, n. 120, prevedono un nuovo utilizzo di terre e rocce come sottoprodotti, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, vale a dire: cantieri in cui sono prodotte terre e rocce da scavo in quantità non superiori a seimila metri cubi (ancorché comprese in attività o opere AIA o VIA), come anche quelle provenienti da cantieri di grandi dimensioni (purché non sottoposti ad AIA o VIA).

Le attività di scavo potranno avere inizio solo ed esclusivamente una volta trascorsi almeno 15 giorni dalla trasmissione, anche solo telematica, del modulo di cui all’Allegato 6 al Comune del luogo di produzione e ad Arpae.

Il trasporto delle terre e rocce, al di fuori del sito di produzione, dovrà essere accompagnato dal modulo di cui all’Allegato 7, e la dichiarazione di avvenuto utilizzo dovrà essere trasmessa, anche solo telematicamente, tramite il modulo di cui all’Allegato 8, al comune del luogo di produzione, al comune di destinazione e ad Arpae, entro e non oltre il periodo di validità della comunicazione di utilizzo effettuata con il modulo di cui all’allegato 6.

Gli allegati al nuovo regolamento costituiscono parte integrante del medesimo, pertanto, vanno compilati e utilizzati come precisamente indicato dal regolamento stesso, secondo le definizioni che esso prevede all’art.2.

MODULISTICA

  • Dichiarazione di utilizzo di cui all’articolo 21 - allegato 6

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  • Documento di trasporto- allegato 7

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  • Dichiarazione di avvenuto utilizzo (D.A.U.) - allegato 8

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Formato .odt
Formato .doc

Ai fini di garantire trasparenza presso gli utenti, in quanto le verifiche saranno effettuate a campione, sono stati individuati Criteri che preferibilmente verranno utilizzati per la scelta delle ispezioni programmate, in ordine di priorità:

A. tipologia di documentazione allegata (in particolare se relativa a cantieri di grandi dimensioni, che coinvolgono anche documentazione di VIA, siti contaminati ecc)

B. eventuali incongruenze riscontrate durante il controllo documentale

C. volumi di materiale scavato

D. Eventuale programma di lavoro specificamente concordato con i Comuni competenti.



DATI AMBIENTALI: Numero pratiche e quantitativi di terre e rocce gestiti come sottoprodotto in Emilia-Romagna

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Domande frequenti (FAQ) sulle terre e rocce da scavo (.pdf, ultimo aggiornamento: 17/04/2019)