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Linea di riva

La linea di riva è l’indicatore tradizionalmente utilizzato per definire la tendenza evolutiva delle coste basse e sabbiose.

Nelle spiagge naturali, un suo spostamento verso mare, o verso terra, rappresenta rispettivamente la tendenza della spiaggia all’accumulo o all’erosione.

Nelle spiagge soggette a modificazioni antropiche, questa interpretazione perde di validità, poichè avanzamenti della linea di riva possono attribuirsi a interventi di ripascimento o alla costruzione di opere frangiflutto in corrispondenza di spiagge che in realtà tendono all’erosione. In spiagge in naturale accumulo, invece, la linea di riva può apparire in arretramento a causa del prelievo di sedimento per il ripascimento di altre zone in perdita.

L’indicatore della linea di riva, quindi, risente fortemente degli interventi di ripascimento e di prelievo, sempre più frequenti negli ultimi decenni.

Nel 2006, su 110 km di litorale oggetto di analisi, oltre 60 km sono in avanzamento rispetto al 1983 (57%), 27 km sono in equilibrio (25%) e solo 20 m (circa il 18%) hanno subito arretramenti. L’analisi della variazione della linea di riva ha interessato circa 110 km dei 130 km di fronte mare. Sono state escluse dalle elaborazioni le foci fluviali, le darsene, le bocche portuali e dei canali di scolo.

Il buon andamento, a scala regionale, della variazione della linea di riva è stato prevalentemente determinato dagli interventi di ripascimento. Dal 1983 al 2006, infatti, sono stati apportati lungo tutto il litorale regionale oltre 5,5 milioni di m3 di sabbia.

Maggiori informazioni sull’analisi della linea di riva in Emilia-Romagna, sono disponibili sull’Annuario dei dati ambientali.

Come funzionano gli indicatori di erosione costiera?

Classi della linea di riva


Come si effettua il rilievo della linea di riva?
Il rilievo della linea di riva può essere effettuato con diversi metodi, i più comuni sono il tracciamento da foto-intepetrazione e la misura diretta con GPS differenziale.

ArpaER ha tracciato la linea di riva di tutto il litorale regionale (circa 130 km) partendo dai fotogrammi eseguiti con voli aerei del 1982, 1991, 1998 e 2005. Altre linee di riva dell’intero litorale emiliano-romagnolo sono state tracciate da altri Enti Regionali tra queste quella ottenuta dal volo RAF del 1943 (le foto aeree scattate durante la seconda guerra mondiale).

La bontà della linea di riva ottenuta tramite foto-interpetrazione è funzione di numerosi fattori quali il livello di marea, la pendenza della spiaggia e l’interpretazione stessa dell’operatore. Questi elementi possono determinare errori di interpretazione anche dell’ordine di diversi metri.

Per questo motivo ArpaER effettua dal 2006 un rilievo diretto e continuo di tutta la linea di riva tramite GPS differenziale, definendola come la linea congiungente i punti di spiaggia a quota zero sul livello medio mare.

Nel 2012, nel corso della quinta campagna topo-batimetrica è stato effettuato anche il rilievo diretto e continua con DGPS della linea di riva.