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Campagne sedimentologiche

Nello studio dei litorali, il dato sedimentologico rappresenta una importante fonte di informazioni per conoscere le caratteristiche fisiche e idrodinamiche dei sistemi costieri e le modalità di trasporto dei sedimenti.

La distribuzione granulometrica dei sedimenti è controllata dalla profondità, e quindi dall’energia delle onde, dalla presenza di foci fluviali, dalla morfologia dei fondali, dall’esistenza di manufatti e ripascimenti e dall’azione di processi erosivi.

Nel corso degli anni, la costa emiliano-romagnola è stata oggetto di tre campagne sedimentologiche, che hanno interessato l’intero litorale regionale e di numerosi studi locali, svolti nell’ambito di progetti di monitoraggio di interventi di difesa o di nuove opere. Vuoi sapere di più sulle campagne sedimentologiche effettuate in Emilia-Romagna?

Nel 2012, è stata condotta la più recente campagna sedimentologica del litorale, in occasione della quinta campagna topo-batimetrica della costa regionale. Si è trattato della seconda campagna di misura, nella storia del rilievo delle reti di monitoraggio costiero, gestite da ArpaER.

Gli obiettivi dello studio sedimentologico sono stati:

  • la caratterizzazione tessiturale dei sedimenti presenti (al 2012) sulla spiaggia emersa e sommersa lungo la costa regionale;
  • l’individuazione delle modificazioni tessiturali avvenute nei vari tratti costieri attraverso il confronto con i dati acquisiti nelle campagne precedenti (nel 1993 per il Piano Costa 1996 e nel 1971-1972 effettuate dall’Università di Ferrara).

Sono stati analizzati oltre 300 campioni di sedimento: 130 raccolti alle stesse coordinate del 1993 unitamente a 170 campioni integrativi scelti in base a criteri specifici. 

I risultati hanno evidenziato che, al 2012, il litorale emiliano-romagnolo è composto da sabbie prevalenti e, in misura minore e solo sulla spiaggia sommersa, da sabbie siltose e da silt.

Esaminando il diametro medio dei sedimenti (vedi figura) emerge che il 56% dei campioni è rappresentato dalla classe di sabbia fine (0.25-0.125 mm), il 21%  da quella molto fine (0.125-0.063 mm), il 12% da quella media (0.5-0.25 mm) e il 10% ha le dimensioni del silt (0.063-0.002 mm).

Il grado di selezione dei campioni, nella maggior parte dei casi, tende a peggiorare con la profondità. Diversamente, in corrispondenza di spiagge vicine a foci e protette da opere (ad esempio Savio), i sedimenti prossimi alla riva risultano meno selezionati di quelli più profondi.

Sulla spiaggia emersa, e nei primi fondali, i sedimenti sono ben selezionati a differenza di quanto accade verso il largo.

Lungo il litorale regionale la maggior parte delle spiagge emerse e dei primi fondali (fino a -2,5 m e -3 m) è composta da sedimenti con diametro medio delle dimensioni della sabbia fine. Esistono tuttavia vari tratti costieri caratterizzati da depositi più grossolani, con granulo medio dell’ordine della sabbia media: da Cesenatico a Cervia, le spiagge vicino al Bevano, la zona a ridosso dei Fiumi Uniti, la spiaggia nord di Punta Marina a sud del pennello del  Ruvido, il tratto tra Marina Romea e Lido degli Estensi e lo Scanno di Goro. Ad eccezione delle ultime due spiagge elencate, le altre sono accomunate da forti fenomeni erosivi.

Il diametro medio sui fondali,  tra i 3 e i 7 metri di profondità, è molto variabile da zona a zona. I depositi più grossolani, con granulo medio delle dimensioni della sabbia fine, sono stati individuati nei tratti tra Cattolica e Rimini e tra Casal Borsetti e Porto Garibaldi.