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Politiche di difesa della costa in Emilia-Romagna

L´Emilia-Romagna vanta una esperienza pluridecennale nella protezione e gestione delle zone costiere, fin da quando, negli anni ’70, è stato creato il livello amministrativo regionale in Italia.

La Regione Emilia-Romagna programma e realizza azioni strategiche e interventi per contrastare e mitigare i fenomeni di erosione e di ingressione marina lungo il litorale della costa emiliano-romagnola. Gli interventi consistono nel ripristino della naturale dinamica di trasporto della sabbia lungo il litorale mediante il ripascimento degli arenili, attraverso l’utilizzo di depositi sottomarini, e la realizzazione e la manutenzione di opere di difesa. Tale programmazione è predisposta dal Servizio Difesa del Suolo, della Costa e Bonifica sulla base di finanziamenti previsti da leggi nazionali o regionali di settore, ed in attuazione a quanto previsto dalle pianificazioni di bacino.

La stretta collaborazione di Arpa Emilia-Romagna (ArpaER), con i servizi regionali che si occupano di difesa della costa, è stata determinante per la definizione e attuazione di politiche di avanguardia, che hanno portato la Regione Emilia-Romagna ai vertici in Italia nel campo della difesa dei litorali.

L’attività di studio, ricerca e monitoraggio dell´Agenzia (Unità mare e costa) ha permesso di ricavare una vasta mole di dati e informazioni sui processi fisici, biologici e ambientali avvenuti in seguito alle operazioni di dragaggio e ripascimento.

I risultati hanno mostrato in maniera inequivocabile che il ripascimento è la tecnica più indicata per la protezione delle spiagge del litorale emiliano-romagnolo, tanto più se realizzato con sabbie sottomarine. Anche per quel che riguarda le aree di prelievo al largo, si è potuto dimostrare che non sono zone di riproduzione per specie ittiche pregiate. In ogni caso, tali aree vengono completamente ripopolate, nel giro di due o tre anni, dalle specie zoobenthoniche pre-esistenti.

Cosa fa la Regione Emilia-Romagna   


Per approfondire un po’

Nove anni di ripascimento alla conferenza Icce 2012 (Ecoscienza 4/2012)

I mille usi del mare adriatico (Ecoscienza 2/2011)

La difesa delle spiagge tra scogliere e ripascimento (Ecoscienza 2/2011)

Il piano decennale di difesa della costa (Arpa Rivista 2/2009)
 

Un po´ di storia
Nel corso della seconda metà del ‘900, i processi erosivi si sono diffusi sino ad interessare 105 km di litorale emiliano-romagnolo, su un totale di 130 km.

Per contenere l’erosione, a partire dal 1931, lo Stato ha protetto circa 65 km di costa, in pratica la metà dell’intero litorale, tramite opere  rigide, ossia scogliere parallele emerse e pennelli. Tali interventi hanno fermato l’avanzata del mare, determinando però un impatto paesaggistico-ambientale che ha messo a rischio lo sviluppo dell’industria turistico-balneare.

Nel 1979, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di occuparsi seriamente del problema, dotandosi della legge regionale n° 9/1979 che promuoveva la realizzazione di un piano progettuale per la difesa della costa adriatica. In seguito al Piano Costa 1981, si è quindi realizzato il primo significativo intervento di ripascimento in Italia (nel 1983), con l’apporto di 538.000 m3 di sabbia su 5,6 km di spiagge. Successivamente, sono stati condotti  numerosi altri interventi, con sabbia di cave a terra,  a difesa di circa 16 km di costa

A metà degli anni ’90, la “visione” di difesa della costa, mediante ripascimento, inizia a essere giudicata con scetticismo. Si diffonde una generale propensione verso ipotetici “interventi definitivi”, che portano alla realizzazione di nuove scogliere. A partire dal 1995, a protezione di 4.3 km di costa, iniziano interventi nei comuni di Ravenna e Cesenatico, con scogliere aventi la cresta a quota medio mare. 

Poiché diversi studi hanno dimostrato che il  ripascimento è la tecnica più indicata per la difesa delle spiagge del litorale emiliano-romagnolo, dal 2000 la Regione Emilia-Romagna ha promosso e realizzato nuovi interventi di ripascimento e sostenuto progetti e ricerche inerenti la difesa del litorale. Il principale supporto a questa affermazione è il dato di fatto che, a partire dalla metà degli anni ’80, a causa della subsidenza e della fortissima riduzione degli apporti di sabbia al mare, da parte dei fiumi, quasi tutte le spiagge difese con scogliere sono entrare in erosione. E´ stato quindi necessario portare sabbia periodicamente, non solo su di esse, ma anche sulle spiagge libere ai lati, poichè queste opere creano sempre una falcata erosiva sottoflutto. Tali evidenze hanno reso manifesto che non esistono ipotetici "interventi definitivi" ma che solo una corretta gestione della costa può garantire l’equilibrio delle spiagge in erosione e, conseguentemente, il futuro del turismo balneare. Nelle attività realizzate dalla Regione Emilia-Romagna, ArpaER ha collaborato attivamente ed è sempre stata coinvolta.