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Invio fatture ad Arpae e Split Payment

Le fatture dei fornitori e le note di debito indirizzate ad Arpae devono essere intestate e recapitate a Arpae, Via Po, n. 5 - CAP 40139 – BOLOGNA C.F./P.I.: 04290860370 e devono riportare, oltre al riferimento al numero dell´ordine, tutti i dati richiesti dall´art. 42 della legge n. 89 del 23 giugno 2014 (conversione in legge del DL 66/2014):

- Numero e data fattura/nota di debito
- Data di emissione
- Ragione sociale e CF/P.IVA del fornitore
- Oggetto della fornitura
- Importo totale con indicazione del regime IVA applicato e di eventuali altri oneri e spese
- La scadenza della fattura
- Il codice identificativo di gara (CIG) ove richiesto
- Il codice unico di Progetto (CUP) ove richiesto
- Qualsiasi altra informazione necessaria

 

Dal 31 marzo 2015 vengono accettate e potranno essere pagate solo fatture e note di debito inviate in forma elettronica ai sensi del D.M. MEF n. 55 del 3 aprile 2013 e dell´art. 25 DL 66/2014 convertito nella Legge n. 89 del 23 giugno 2014 (sistema SDI). Per ogni informazione ulteriore si rimanda al sito http://www.fatturapa.gov.it/.
Le fatture dovranno riportare il Codice Univoco Ufficio di Arpa UFFRF4, reperibile anche al sito http://www.indicepa.gov.it/

Le note di debito emesse da non titolari di partita Iva e ogni altra richiesta di pagamento non formulata tramite nota di debito o fattura va inviata, preferibilmente in formato pdf, all´indirizzo PEC workflow_amm@cert.arpa.emr.it ed esclusivamente via posta elettronica.

 

Split Payment

Applicazione ad Arpae delle norme relative a Split Payment (Legge 190/14 di Stabilità 2015, D.L. n. 50/2017)

Nota informativa per i fornitori di Arpae

A seguito della previsione dell’art. 1 D.L. 50/2017 e del D.M. 13/07/2017, viene esteso all’Arpae il meccanismo impositivo del così detto “split payment”, previsto all’art. 1 comma 629 della legge di stabilità 2015.

Da quanto sopra, ne discende che anche alla nostra Agenzia dovrà essere applicato il meccanismo dello Split Payment per le fatture emesse con data uguale o successiva al 01/07/2017 da parte di tutte le categorie di fornitori nazionali di beni e servizi soggetti ad Iva; ne consegue quindi che, contrariamente a quanto tutt’ora avviene, non potranno essere accettate fatture che non prevedano la suddetta modalità di addebito dell’IVA.

 

In sostanza, in relazione agli acquisti di beni e servizi effettuati, l’IVA addebitata dal fornitore nelle relative fatture dovrà essere versata dall’amministrazione acquirente direttamente all’erario, anziché allo stesso fornitore, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta.

Pertanto le fatture ricevute da questo Ente dovranno riportare l’annotazione “scissione pagamenti” e/o il riferimento all’applicazione dell’art. 17-ter, D.P.R. n. 633/1972. In mancanza di tali riferimenti saranno restituite al fornitore per la riemissione in forma corretta.

 

Si precisa che in base alla circolare n. 1/E dell’Agenzia delle Entrate del 9 febbraio 2015, detto regime della scissione dei pagamenti diviene il regime “naturale” di Arpae e pertanto la disciplina riguarda tutti gli acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni individuate dalla norma, ovvero sia quelli effettuati nell’ambito dell’attività Istituzionale (c.d ambito non commerciale) che quelli effettuati nell’esercizio di attività d’impresa.

La scissione dei pagamenti riguarda le operazioni documentate mediante fattura soggetta ad Iva, emessa da tutti i fornitori, ai sensi dell’art. 21 del DPR n. 633 del 1972. Devono, pertanto, ritenersi escluse dal predetto meccanismo le operazioni (ad es, piccole spese dell’ente pubblico) certificate dal fornitore mediante il rilascio della ricevuta fiscale di cui all’art. 8 della legge 10 maggio 1976, n. 249, o dello scontrino fiscale di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, e successive modificazioni (cfr. art. 12, comma 1, della L. n. 413 del 1991) ovvero non fiscale per i soggetti che si avvalgono della trasmissione telematica dei corrispettivi sensi dell’art. 1, commi 429 e ss. della legge 30 dicembre 2004, n. 311, ovvero altre modalità semplificate di certificazione specificatamente previste.

Direzione Amministrativa Arpae
Area Bilancio e Controllo Economico

Bologna, 12 giugno 2017

 

Indicazioni per la redazione dei contratti relative alle fatture fornitori che prevedono la ritenuta dello 0,5%

Nei casi di contratti di forniture di opere, lavori, servizi, forniture e concessioni a cui deve essere applicata nella fatturazione la ritenuta dello 0,5%, ai sensi dell’ art. 30 del D. Lgs. 50/2016, su ogni fattura dovrà essere calcolata la ritenuta corrispondente allo 0,5%, che verrà liquidata al termine del contratto, dopo approvazione della verifica di conformità e previa acquisizione del documento unico di regolarità contributiva. 

In tutti i nuovi  contratti stipulati, come previsto dalla sentenza n. 16977 della Corte di Cassazione del 05/10/2012 il fornitore, in fase di emissione delle fatture, provvederà ad esporre l´importo totale della prestazione e della relativa ritenuta e applicherà l´IVA sulla differenza. 

La mancata evidenziazione in fattura della ritenuta applicata renderà non contabilizzabile la fattura e quindi da respingere nel sistema di interscambio SDI. 

Al termine del contratto, dopo approvazione della verifica di conformità e previa acquisizione del documento unico di regolarità contributiva, il fornitore emetterà fattura comprensiva di tutte le ritenute operate ed su queste applicherà la rispettiva IVA



Direzione Amministrativa Arpae

Bologna, 31 gennaio 2019