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Le attività di Arpa a supporto del recupero della motonave Gokbel

In questa pagina riportiamo tutti gli aggiornamenti relativi alle attività di monitoraggio ambientale di Arpa Emilia-Romagna a supporto delle attività di recupero della motonave Gokbel, affondata il 28 dicembre 2014 al largo del porto di Ravenna.


(aggiornamento del 19/08/2015)

Terminate le operazioni di recupero del cargo turco Gokbel

Sono state completate le operazioni di recupero della motonave turca Gokbel, affondata nelle acque davanti al porto di Ravenna il 28 dicembre 2014 dopo la collisione con la nave Lady Aziza (bandiera del Belize, equipaggio siriano) su un basso fondale e con a bordo 25 tonnellate di carburante. "Grazie al coordinamento di tutte le istituzioni interessate e alle professionalita´ messe in campo - ha commentato il ministro dell´Ambiente Gian Luca Galletti - e´ stata ultimata, peraltro senza costi per lo Stato, una operazione delicata con la quale sono stati tutelati adeguatamente il mare ed il litorale adriatico". La nave, trainata da un rimorchiatore sara´ trasferita in Turchia. Il complesso intervento di raddrizzamento e recupero della nave e´ stato completato con successo, previa rimozione del carburante a bordo, il 2 agosto e realizzato con costi a totale carico dell´armatore e delle assicurazioni. Le operazioni sono state eseguite sotto il coordinamento e il controllo di un Tavolo tecnico istituito dal Ministro dell´Ambiente Gian Luca Galletti a supporto dell´Autorita´ marittima. Il Ministro aveva fornito chiare e precise direttive per coordinare gli interventi di rimozione e scongiurare la minaccia di eventuale inquinamento con effetti negativi dell´ecosistema costiero. Tutte le operazioni sono state costantemente monitorate da personale della Guardia costiera, dal Reparto Ambientale Marino del Ministero Ambiente e da Arpa Emilia Romagna. La Gokbel, trainata da un rimorchiatore turco, ha preso il largo per raggiungere le coste turche.

La Struttura Oceanografica Daphne e la Sezione Provinciale di Ravenna stanno completando gli accertamenti che ad oggi non hanno evidenziato alcun impatto ambientale.

Recupero Gokbel

Fase di recupero del relitto Gokbel (foto archivio Struttura Daphne)



(aggiornamento del 16/07/2015)


Il recupero della Gokbel in dirittura d´arrivo 

Entro il mese di luglio dovrebbe essere effettuato il trasferimento del relitto della nave Gokbel e a quel punto la complessa operazione di recupero del cargo affondato a dicembre al largo del porto di Ravenna potrà dirsi conclusa.

Nei giorni scorsi è stato effettuato, da parte della ditta Smit Salvage, incaricata dall’armatore al recupero del relitto, il taglio del blocco degli alloggi. Inoltre la ditta sta provvedendo a mettere in corretto assetto la chiglia della nave per il successivo trasferimento e sta provvedendo al ripristino e bonifica del fondale, recuperando tutto le strutture disperse della nave.

Tutte le operazioni non hanno finora creato problemi all’ambiente marino. ArpaER - Struttura Daphne, in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Ravenna, si appresta a recuperare sia le strumentazioni oceanografiche posizionate nell’area di indagine, sia gli organismi filtratori/bioaccumulatori collocati nell´area per monitorare e registrare eventuali dispersioni di microinquinanti che potrebbero avere interessato gli organismi che vivono nell’ambiente marino. A oggi, i controlli effettuati non hanno rilevato alcuna dispersione di inquinanti nello specchio d’acqua circostante il relitto.

A conclusione delle operazioni saranno effettuati anche campionamenti del sedimento, per verificare eventuali accumuli di microinquinanti. Le analisi saranno eseguite dal personale del laboratorio integrato della Sezione Provinciale Arpa di Ravenna.

L´operazione di recupero, pur protraendosi nei tempi per problemi tecnici, è stata per Arpa un´importante esperienza di collaborazione tra istituzioni, in particolare con il personale efficiente e disponibile della Capitaneria di Porto.

Gokbel

Lo scafo della nave Gokbel, recuperato dal pontone Italia, ora visibile (foto archivio Struttura oceanografica Daphne - ArpaER)

 

(aggiornamento del 23/06/2015)

Problemi tecnici: si protraggono le attività di recupero del relitto 

Condizioni particolari stanno ritardando il recupero del relitto. In particolare le sovrastrutture del  relitto adagiate sul fondale si sono riempite di sedimento a seguito del moto ondoso e della corrente, appesantendo il relitto e impedendo le attività di parbuckling.

La società Smit Salvage B.V., incaricata dall’armatore della Gokbel al recupero, si è quindi trovata costretta a presentare un nuovo piano, basato sulla separazione del blocco degli alloggi (affossato sul fondale e pieno di fango) dallo scafo. La situazione è stata prospettata in una riunione il 22 giugno 2015 presso la Capitaneria di Porto di Ravenna, in cui si è concordato che:
- il taglio del blocco alloggi sarà eseguito mediante la trazione di una catena predisposta e vincolata al pontone Italia;
- tutte le operazioni saranno eseguite secondo le norme di sicurezza e le buone pratiche;
- verrà posta massima attenzione al fine di evitare qualsiasi fenomeno di inquinamento e il fondale sarà ripulito di tutto il materiale disperso;
- oltre ai mezzi antinquinamento disponibili nel porto di Ravenna, previa richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, saranno utilizzati altre 2 imbarcazioni della società Castalia con tutte le dotazioni antinquinamento previste (panne galleggianti/assorbenti, stimme ecc.).

I tempi di fine attività di recupero sono previsti per il 7 luglio.

Arpa Emilia-Romagna, con la Struttura Oceanografica Daphne e la Sezione di Ravenna prosegue nelle attività di controllo ambientale dell’area marina interessata.

Ad oggi tutti i controlli non hanno evidenziano alcuna problematica.

 

(aggiornamento del 05/06/2015)

Proseguono le attività di controllo da parte di ARPA del tratto di mare circostante il relitto del cargo turco “Gokbel”. Grazie alle condizioni buone del mare si stanno susseguendo a ritmo serrato le fasi di recupero, che dovrebbero portare alla fase di rotazione della nave affondata nel fine settimana.

I campionamenti e le successive analisi si stanno svolgendo senza intoppi, grazie alla collaborazione del personale Arpa della Struttura Oceanografica Daphne e della Sezione di Ravenna con la Capitaneria di Porto di Ravenna.

Gokbel, 5 giugno 2015

 

 

(aggiornamento del 29/05/2015)

Attività in laboratorio

L´attività in laboratorio è iniziata prima dell´avvio dei lavori di rimozione: sono stati analizzati 5 campioni periodici di acqua di mare per il monitoraggio della zona intorno al relitto della nave Gokbel.
In seguito, le analisi sono state svolte su 19 campioni di diversa tipologia: acqua, sedimenti e mitili.
L´indagine su queste tre matrici ambientali ha la finalità di rilevare l´eventuale fuoriuscita di idrocarburi dalla nave.

La tabella seguente illustra le indagini svolte fino ad oggi.

matrice analizzata

numero di campioni

parametri cercati

acqua

16

idrocarburi volatili e non volatili

sedimento

2

mitili

1

idrocarburi policiclici aromatici

Le analisi proseguono sui campioni di acqua di mare prelevati ogni 2 giorni.

Laboratorio

 

(aggiornamento del 21/05/2015)

Il TGR Emilia-Romagna del 19 maggio 2015 ha dedicato un servizio al recupero della Gokbel, durante il quale ha intervistato anche la responsabile della Struttura Oceanografica Daphne, Carla Rita Ferrari.
Guarda il servizio sul sito RAI (dal minuto 11:00 a 12:35).

Daphne-TGR

 

(aggiornamento del 20/05/2015)

Proseguono le attività di controllo di Arpa del tratto di mare circostante il relitto della nave “Gokbel”, grazie anche alla salda collaborazione con la Capitaneria di Porto di Ravenna. Le fasi di recupero del relitto stanno proseguendo come da programma.

Da lunedì 18 maggio è operativo il pontone “Italia” dell’impresa Neri di Livorno, che dovrà agganciare e risollevare il relitto. Queste fasi saranno effettuate entro la settimana, sempre che le condizioni meteo marine permettano le attività in mare, soprattutto quelle eseguite dai sommozzatori in mare.

Gli esiti delle analisi dei campioni di acqua prelevati dalla Struttura Daphne e analizzati presso i laboratori della Sezione Arpa di Ravenna hanno dato risultati buoni. Da domenica 17 maggio è operativo anche un Laboratorio Ambientale Mobile (LAM) del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. La componente LAM è un laboratorio ambientale che permette l’accertamento di potenziali violazioni che possono causare danni o situazioni di pericolo per l’ambiente marino e costiero. Il Laboratorio Ambientale Mobile opererà in sinergia con il personale dell’Arpa.

Mercoledì 20 maggio il personale del LAM è uscito in mare con la motonave Daphne II di Arpa Emilia-Romagna per partecipare alle attività di campionamento, per poi proseguire nei laboratori della Sezione di Ravenna per visionare le attività analitiche.

Recupero Gokbel

Nella foto: La M/n Daphne mentre effettua le attività di controllo nei pressi del relitto Gokbel, presenti anche tutti i mezzi, pontoni e imbarcazioni a supporto, per l´esecuzione delle attività di recupero
(foto  effettuata a bordo della CP 274, mezzo navale della Capitaneria di Porto di Ravenna, che ha effettuato una uscita per un controllo delle operazione di recupero).

 

(aggiornamento del 08/05/2015)

Concluse le attività in mare di Arpa ER preliminari alle attività di rimozione

Boa-correntometroSi sono concluse le attività in mare di Arpa Emilia-Romagna preliminari alle attività di rimozione del relitto della nave Gokbel. Tutte le attività hanno la finalità di verificare le eventuali variazioni della qualità ambientale e i possibili impatti indotti su acque, sedimenti e organismi viventi (biota), tenendo conto delle sostanze pericolose presenti sulla nave Gokbel, in particolare gli idrocarburi.

Le attività preliminari avevano lo scopo di fornire un quadro delle condizioni ambientali dell’area di interesse prima dell’inizio dei lavori di recupero, da confrontare poi con i risultati delle stesse indagini a fine attività, per valutare le eventuali variazioni e l´eventuale accumulo di microinquinanti. Inoltre, una serie di rilevazioni dei parametri chimico-fisici di base sulla colonna d’acqua sono utili per una descrizione precisa delle condizioni idrologiche dell’area.

Venerdì 8 maggio è stato posizionato, alla profondità di circa di 6 metri, un correntometro (RCM9 Aanderaa) per la misurazione delle correnti nel periodo di attività di rimozione, in corrispondenza della boa di segnalazione. Il correntometro è stato fornito dalla Capitaneria di porto di Ravenna.

Per verificare eventuali bioaccumuli (in particolare di IPA, idrocarburi policiclici aromatici), sono stati inoltre posizionati alcuni campioni di mitili. In particolare, in corrispondenza di due boe delimitanti la zona di sicurezza del relitto (anche queste gentilmente fornite dalla Capitaneria), sono state posizionate ceste contenenti molluschi bivalvi prelevati da un allevamento in mare (mitili della specie Mytilus galloprovincialis) a due diverse profondità, a 4 metri dalla superficie e a 2 metri dal fondo.

mitili

Per quanto riguarda i campionamenti del sedimento, le indagini vengono eseguite sia sul contenuto/accumulo di microinquinanti, sia sulle comunità bentoniche (organismi che vivono nel sedimento). Sono stati individuati tre punti di campionamento, due vicino al relitto e uno in una zona più al largo, non influenzata da eventuali sversamenti. In ciascun punto è stato prelevato 1 campione di sedimento superficiale e portato ai laboratori Arpa di Ravenna per la determinazione del contenuto di idrocarburi.

 

(aggiornamento del 04/05/2015)

Le attività di campionamento e analisi di Arpa
Già da gennaio 2015, Arpa è attiva con campionamenti e analisi mirate delle acque adiacenti al relitto, effettuati dalla Struttura Oceanografica Daphne e dalla Sezione Provinciale di Ravenna, per tenere costantemente monitorata la zona e poter rilevare eventuali sversamenti dal relitto, specialmente in caso di eccezionali condizioni meteo marine avverse come nei giorni del 5 e 6 febbraio.  

A inizio maggio 2015 è partito uno specifico piano di campionamento ambientale con due priorità:
- verificare che durante le operazioni di rimozione non avvengano sversamenti accidentali che alterino le condizioni ambientali;
- misurare preventivamente, e ridurre al minimo, eventuali rischi ed impatti per la salvaguardia delle attività antropiche presenti in tali ambienti, in particolare la pesca e il turismo.

Il Piano di monitoraggio verificherà eventuali contaminazioni dell’acqua, del sedimento e degli organismi presenti nell’area.

Le indagini saranno effettuate in diverse fasi:
- preliminare ante operam di rimozione;
- durante le attività rimozione;
- al termine delle operazioni di recupero.

Un valido ausilio per svolgere le attività di campionamento in mare verrà assicurato anche dalla Capitaneria di Porto di Ravenna.

 

L´affondamento
La motonave Gokbel di bandiera turca è affondata il 28 dicembre 2014, a circa 3 miglia dall’imboccatura del porto di Ravenna a seguito di collisione con la motonave Lady Aziza, di bandiera Belize, con la tragica morte di cinque membri dell’equipaggio. La Gokbel, costruita nel 2011, lunga f.t. di 87m e larga f.t. 12.30 m, trasportava un carico di circa 1500 t di barite contenuta in sacchi. Lo scafo si è adagiato sul fondale ad una profondità di circa 14 m. Nella collisione non si sono verificati sversamenti in mare di materiali inquinanti, ma nel relitto sono rimasti confinati circa 25 m3 di olio diesel e 0.5 m3 di olio lubrificante.

Il Tavolo tecnico
Per approfondire sul piano tecnico-giuridico le tematiche legate alla rimozione del relitto - e per minimizzare i rischi di impatto sull’ecosistema marino circostante - il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare ha istituito presso la Prefettura di Ravenna (con Decreto 4014 del 03/03/2015), a supporto della locale Direzione Marittima, un Tavolo tecnico a cui ha partecipato attivamente anche la Struttura Oceanografica Daphne di Arpa Emilia-Romagna.
Le attività di Arpa rientrano in quanto definito dal Tavolo tecnico.

 

Questa pagina è curata da Arpa ER, Struttura Oceanografica Daphne e Sezione Provinciale di Ravenna

 

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