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Il Controllo della Radioattività dei mezzi in ingresso PAIP

Informazioni generali 

Attività di Arpa 2013-2014

Al fine del controllo di tutti i mezzi conferenti rifiuti, nel rispetto delle norme e regolamenti vigenti per la tutela del personale, della popolazione e dell’ambiente, all’ingresso dell’area dell’impianto del Termovalorizzazione di Parma è stato previsto un sistema di monitoraggio della radioattività costituito da due apparati del tipo a portale (PMA - portale monitoraggio radioattività).

Il controllo è stato previsto in quanto possono essere rinvenute, nei rifiuti urbani e nei rottami metallici, sorgenti radiologiche o materiali radioattivi non correttamente smaltiti di varia provenienza.

E´ noto infatti che sorgenti di radiazioni ionizzanti vengono usate in diversi ambiti, sia industriali che medici. Numerose sono le apparecchiature che contengono, per il loro funzionamento, questo tipo di sorgenti anche con alta attività e potenzialmente pericolose le quali, se non correttamente smaltite, divengono delle ‘sorgenti orfane’.

Nel passato vari radionuclidi venivano usati in oggetti comuni per gli scopi più vari: per esempio per rendere sempre visibili quadranti di strumentazione tecnica oppure orologi da polso o per lampade da campeggio che impiegano reti radioattive per rendere migliore l’illuminazione. Attualmente l’utilizzo della radioattività per tali fini non è più permesso, ma, talvolta, si possono ritrovare questi oggetti tra i rifiuti sempre a causa di un conferimento non corretto da parte dell´utenza.

Da ultimo in ambiente ospedaliero l’utilizzo di sorgenti non sigillate a scopi diagnostici o terapeutici è sempre più frequente. Oltre alle terapie metaboliche con ricovero, moltissime sono le applicazioni che vengono eseguite negli ambulatori a cui seguono le immediate dimissioni dei pazienti. Molto spesso, inoltre, degenti portatori di radionuclidi vengono ricoverati in reparti diversi da quelli di medicina nucleare e radioterapia, dove opera personale preparato a trattare con sorgenti di radiazioni ionizzanti. E´ andato quindi aumentando il volume di rifiuto considerato, ai sensi di legge, ‘non radioattivo’. Tale rifiuto viene immesso nell’ambiente sia da parte di persone non ricoverate, sia attraverso rifiuti ospedalieri considerati ‘non radioattivi’ secondo la normativa vigente, anche se in essi sono spesso presenti tracce di radioattività e possono presentare un problema per il conferimento negli inceneritori.

 

Portale di monitoraggio e interventi di controllo successivi

Di seguito si descrive sinteticamente la sequenza di operazioni svolte per il controllo radiometrico e la gestione della situazione a valle di un riscontro positivo di uno dei portali per il monitoraggio della radioattività come da istruzione tecnica operativa di Iren Ambiente Spa. 

Il mezzo con il carico entra nel portale di controllo che si attiva autonomamente tramite i sensori di posizione che rilevano la sua presenza.

Se al passaggio dell’automezzo il portale non ha generato segnalazioni di attività le procedure seguono il normale iter di accettazione del carico presso l’area impiantistica.

Se, invece. il portale ha segnalato un’anomalia, viene chiesto di ripetere il passaggio sul portale. l’automezzo ripercorre il portale e, se non ci sono segnalazioni di attività, viene accettato secondo le specifiche procedure di ingresso.

Se anche al secondo passaggio si registra un’anomalia radiologica, viene richiesto di parcheggiare il mezzo presso una apposita area definita “area di quarantena”.

Vengono informate le autorità competenti (tra cui Arpa) e viene attivato l’Esperto Qualificato (EQ) dell’azienda.

L’EQ valuta la situazione richiedendo, se del caso, ulteriori passaggi del mezzo attraverso il portale entro le 48 ore successive all’avvenuta segnalazione. A valle dei successivi passaggi,nel caso venga confermata la positività del mezzo, interviene direttamente effettuando tutti i controlli previsti sul mezzo e sul carico, cercando di isolare la frazione del carico contaminata. Sulla base del materiale radioattivo isolato deciderà se lasciarlo in appositi contenitori per il tempo necessario al decadimento o se richiedere l´intervento di una Ditta specializzata per il recupero del materiale stesso. Nel dettaglio se si ha rilevazione di contaminazione si possono presentare i seguenti casi.

Se la materia radioattiva è soggetta a decadimento rapido (T1/2 (emivita) < 75 gg):

  • l’EQ provvede ad isolare la sorgente che viene conservata in contenitori di plastica rigida a decadere nell’area di quarantena recintata e segnalata;

  • l’EQ redige una relazione relativa al piano di intervento/messa in sicurezza effettuato con indicate le modalità di intervento comprensive delle modalità di un eventuale confinamento temporaneo del materiale in attesa di decadimento;

  • accertato il decadimento l’EQ provvede a dare il benestare allo smaltimento del rifiuto presso l’area impiantistica.

Se invece la materia radioattiva è soggetta a decadimento in tempi lunghi (T1/2 75 gg):

  • l’EQ elabora un eventuale piano di confinamento del mezzo con messa in sicurezza del personale ed un piano di intervento/messa in sicurezza e le modalità di eventuale confinamento temporaneo del materiale in attesa del suo allontanamento definitivo;

  • viene inviata una comunicazione di individuazione di una ‘sorgente orfana’ ovvero di materia radioattiva soggetta a decadimento in tempi lunghi (T1/2 ≥ 75 gg), alle autorità competenti (tra cui Arpa) allegando il piano di intervento/messa in sicurezza elaborato dall’EQ;

  • per la prosecuzione delle attività viene contattata una azienda specializzata/autorizzata per la definizione delle modalità e dei tempi di smaltimento della sorgente che prodice un piano di bonifica/intervento;

  • viene smaltita la materia radioattiva tramite azienda autorizzata comunicandolo agli Enti competenti.