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Verso un´economia circolare senza rifiuti

VERSO UN’ECONOMIA CIRCOLARE SENZA RIFIUTI. Una crescita verde che non si può rinviare

La Commissione europea ha adottato il 2 dicembre 2015 un nuovo e ambizioso pacchetto di misure per incentivare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, illustrate in Ecoscienza da Karmenu Vella, commissario europeo per l’Ambiente. Rivedere le norme sulla gestione dei rifiuti in sinergia con le politiche di prodotto e incentivare lo sviluppo di mercati per le materie prime secondarie: sono questi gli ambiti chiave della “catena del valore” su cui puntare per “chiudere il cerchio” dell’economia circolare.

In un modello economico in cui 
i rifiuti di qualcuno diventano risorse per gli altri, c’è sempre meno spazio per modelli tradizionali
 di pianificazione e gestione dei rifiuti. Occorrono quindi nuove norme in materia di riutilizzo, di sottoprodotti e di riduzione dei rifiuti alla fonte, provvedimenti già in preparazione nel nostro paese.

La Regione Emilia-Romagna, prima in Italia, ha approvato
 lo scorso ottobre una norma a sostegno dell’economia circolare (Lr 16/2015); una visione economica dei rifiuti e la riduzione della produzione sono alla base della norma. Di particolare rilievo
 è la previsione della tariffa puntuale sui rifiuti solidi urbani e assimilati (paga di più chi produce più rifiuti).

Nel servizio anche aspetti tecnici su costi e tariffe di smaltimento 
e gli studi di ArpaER sui rifiuti solidi urbani; non mancano esempi di esperienze positive già in corso.

Vai a Ecoscienza 5/2015, versione sfogliabile

Scarica Ecoscienza 5/2015 (pdf)