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Controlli

Attività di Arpae

Rete locale di sorveglianza della radioattività ambientale attorno al sito nucleare di Caorso

La rete è attualmente gestita dall´Arpae sezione provinciale di Piacenza ed operativa dal 1980, per dar seguito a quanto previsto da precedenti Piani Sanitari della Regione Emilia-Romagna; essa costituisce lo strumento operativo attraverso cui è possibile valutare l´impatto radiologico dovuto ai rilasci in esercizio della centrale, segnalare eventuali anomalie legate a modificazioni territoriali o ad eventi non configurabili come situazioni incidentali, nonché effettuare una stima della dose efficace per gli individui appartenenti a "gruppi critici" della popolazione.

Il Piano annuale di monitoraggio si basa su prelievi ed analisi radiometriche di matrici rappresentative; sono stati scelti quali punti di prelievo due cascine, situate ad una distanza dall´impianto inferiore ai 2 Km, in località Roncarolo e San Nazzaro, con produzioni agricole e zootecniche caratteristiche della zona. Attualmente sono mediamente qualche centinaia le misure radiometriche eseguite ogni anno sulle diverse matrici.

Programma di monitoraggio della rete locale della radioattività ambientale

In relazione all´avvio delle azioni di disattivazione dell´impianto di Caorso, Apat (oggi Ispra) e Arpa Emilia-Romagna hanno inoltre sottoscritto, nel luglio 2005, un Protocollo d´Intesa relativo al coordinamento e all´integrazione delle attività di monitoraggio e controllo da attuare, fra cui la predisposizione, a cura di Arpa Emilia-Romagna, del programma annuale di monitoraggio e controllo della radioattività ambientale attorno al sito nucleare di Caorso.

Protocollo d´Intesa APAT - Arpa Emilia-Romagna (pdf, 1,8 Mb)

 

Fig. 1 Reti di monitoraggio, punti di prelievo

 

Fig. 2 Presenza Cesio-137 nei terreni coltivati anni 1982-2012

 

I risultati delle misure sono sovrapponibili a quelle degli anni precedenti e non hanno evidenziato situazioni di criticità. Fatta eccezione per episodi connessi ad eventi incidentali - Chernobyl e fonderia "Premoli" di Rovello Lambro nel maggio 1989 - i livelli della radioattività ambientale registrati dalla rete di sorveglianza ambientale attorno al sito di Caorso risultano della stessa entità rispetto alla “campagna di zero" del 1977 e del "punto di zero", ad eccezione delle matrici "fluviali" (indicatori) che hanno evidenziato occasionalmente la presenza di radionuclidi in “tracce” presenti negli effluenti liquidi. Il Cesio-137 risulta inferiore o prossimo al limite di rivelabilità in tutte le matrici alimentari, mentre si osserva in tutte le matrici ambientali analizzate, quale conseguenza dell’incidente di Chernobyl. Nelle matrici di origine fluviale (fiume Po) si riscontra, sia a monte che a valle dell’impianto anche in periodi di non esercizio, contaminazione da Iodio-131 attribuibile all’impiego di questo radionuclide in ambito sanitario; il Cobalto-60, radionuclide "artificiale" presente negli effluenti liquidi, è stato riscontrato solo occasionalmente negli anni in tracce. I risultati ottenuti risultano confrontabili con i valori rilevati da Sogin (divenuta proprietaria della centrale nel 1999) nell’ambito della propria rete di sorveglianza attorno al sito nucleare e relativi ad analoghe matrici.



Controlli radiometrici


Sugli scarichi 

Su richiesta di Ispra il CTR Radioattività ambientale ha inoltre effettuato controlli radiometrici sugli scarichi. Nel corso del 2015 sono state acquisite aliquote di un campione di effluenti liquidi da un serbatoio di accumulo dell’impianto, su cui sono state eseguite analisi indipendenti di spettrometria gamma a verifica del rispetto della formula di scarico. Le analisi mostrano la presenza dei radionuclidi artificiali Cs137 e Co60 nel rispetto della formula di scarico.

 

Sui materiali rilasciabili prodotti dalla dismissione

La dismissione di un impianto nucleare comporta la produzione e gestione di notevole quantità di materiali solidi (metallici, materiali cementizi ed altri) che presenta attività inferiore ai livelli di allontanamento definiti (Decreto Ministeriale del 4/8/2000 “Autorizzazione  Sogin attività preliminari decomissioning impianto di Caorso” e Decreto Ministeriale del 10/2/2014 “Autorizzazione disattivazione accelerata Centrale di Caorso ai sensi dell´art. 55 Dlgs 230/95 e s.m.i. ...”).

In occasione di interventi di rimozione/allontanamento di tali materiali, Arpae sezione provinciale di Piacenza, nell´ambito della propria attività di vigilanza e controllo relativamente alle modalità di gestione dei rifiuti prodotti presso l´impianto, effettua sopralluoghi con misure in sito e/o prelievo di campioni da sottoporre ad analisi radiometriche in laboratorio, a verifica della conformità per l´allontanamento.

L´Attività di vigilanza e controllo finora svolta comprende:

Anno 2005: 4 sopralluoghi su un numero complessivo di 14 container per l’esecuzione di misure sui materiali metallici rilasciabili e destinati alle fonderie (840 misure di intensità di dose gamma in aria).

Anno 2006: 7 sopralluoghi a verifica delle modalità di gestione di rifiuti prodotti (materiali contenenti amianto) da opere di rimozione dell’edificio reattore, edificio Off-Gas, edificio Turbina; prelievo di 6 campioni di coibenti destinati ad analisi radiometriche di laboratorio (rispettati livelli allontanamento).

Anno 2007: 5 sopralluoghi - eseguite verifiche strumentali su materiale ferroso; controllati 8 autocarri in uscita nonché rottame ferroso ubicato in aree di stoccaggio provvisorio. I controlli eseguiti sugli autocarri non hanno evidenziato presenza di “anomalie” radimetriche e le misure eseguite in prossimità delle aree di stoccaggio sono risultate comparabili al fondo ambientale medio locale.

Anno 2008: 4 sopralluoghi - eseguite verifiche strumentali su materiale ferroso prodotto dalla demolizione dell’ Edificio Torri RHR (Residual Heat Removal System); controllati 9 autocarri in uscita nonché 7 aree di stoccaggio provvisorio dei cumuli di tale rottame ferroso destinato alla fusione. I controlli eseguiti sugli autocarri non hanno evidenziato presenza di “anomalie” radimetriche e le misure eseguite in prossimità delle aree di stoccaggio sono risultate comparabili al fondo ambientale medio locale.

Anno 2009: 1 sopralluogo - eseguite verifiche amministrative e strumentali su materiale ferroso prodotto ubicato in 10 apposite aree di stoccaggio provvisorio. Le misure eseguite sono risultate comparabili al fondo ambientale medio locale.

Anno 2010: 11 sopralluoghi - eseguite verifiche amministrative e strumentali su materiale ferroso prodotto dalla demolizione dell’Edificio Turbina; controllati 18 container ubicati in apposite aree di stoccaggio provvisorio, relativi ad autocarri in uscita dall’impianto. Le misure eseguite non hanno evidenziato presenza di “anomalie radiometriche”.

Anno 2011: 14 sopralluoghi - eseguite verifiche strumentali su materiale ferroso prodotto dalla demolizione dell’Edificio Turbina; controllati circa 50 container ubicati in apposite aree di stoccaggio provvisorio, relativi ad autocarri in uscita dall’impianto. Le misure eseguite non hanno evidenziato presenza di “anomalie radiometriche”.

Anno 2012: 3 sopralluoghi - eseguite verifiche strumentali su materiale ferroso prodotto dalle operazioni di demolizione dell’Edificio Turbina: sono stati controllati 12 container ubicati in apposite aree di stoccaggio provvisorio, relativi ad autocarri in uscita dall’impianto. Le misure eseguite non hanno evidenziato presenza di “anomalie radiometriche”.

Anno 2013: 1 sopralluogo - eseguite verifiche strumentali su materiale ferroso prodotto dalle operazioni di demolizione dell’Edificio Off-Gas: sono stati controllati cumuli ubicati in apposite aree di stoccaggio provvisorio, nonché un contenitore di un autocarro. Le misure eseguite non hanno evidenziato presenza di “anomalie radiometriche”.

Anno 2014: 0 sopralluoghi. Non sono stati allontanati materiali provenienti dalla disattivazione dell’impianto.

Anno 2015: 3 sopralluoghi - eseguite verifiche strumentali su materiale cementizio prodotto da pregresse operazioni di demolizione degli Edifici Off-Gas e Turbina: sono stati controllati 15 fusti cilindrici ubicati in apposite aree di stoccaggio provvisorio. Le misure eseguite hanno evidenziato il rispetto dei “livelli di allontanamento”.