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Normativa

La normativa di riferimento per la tutela della qualità dell’aria affronta la tematica secondo due aspetti fondamentali; da una parte agisce mediante il controllo delle emissioni dalle fonti inquinanti, attraverso limiti di emissione, dall’altra individua gli obiettivi di qualità dell’aria e valuta questa, predisponendone il monitoraggio e fissando standard di qualità, con metodi e criteri comuni, con lo scopo di proteggere la salute umana e l’ambiente nel suo complesso.

Qui di seguito si riportano i principali riferimenti legislativi vigenti in materia.

Monitoraggio e gestione della qualità dell´aria

La definizione di obiettivi e standard di qualità dell’aria, ai fini della protezione della salute umana e dell’ambiente nel suo complesso, nonché la valutazione per il monitoraggio del rispetto degli standard ed il raggiungimento degli obiettivi preposti sono indicati nel:

  • D.Lgs. n° 155 del 13/8/2010 e ss. mm. ii. (D.Lgs. n° 250/2012, D.M. Ambiente 26 gennaio 2017 e D.Lgs. n° 81 del 30/5/2018) in cui trovano attuazione la Direttiva 2008/50/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 21/5/2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, e le nuove disposizioni di attuazione nazionale della Direttiva 2004/107/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 15/12/2004, concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente e le disposizioni concernenti l’attuazione della Direttiva 2016/2284/Ue (direttiva NEC) Nello specifico:
    • regolamenta la gestione della qualità dell’aria, per il biossido di zolfo, biossido di azoto, ossidi di azoto, PM10, PM2.5, piombo, benzene, monossido di carbonio, ozono, oltre che i suddetti inquinanti della Direttiva 2004/107/Ce, andando per questi a definire i valori limite, valori obiettivo, obiettivi a lungo termine, soglie di informazione e di allarme, livelli critici, obbligo di concentrazione e obiettivo di riduzione delle esposizioni - vai alla tabella dei parametri normativi;
    • indica, quali strumenti attraverso cui deve essere effettuata la valutazione della qualità dell’aria, la zonizzazione e la classificazione del territorio in zone e agglomerati, la rilevazione ed il monitoraggio dei livelli di inquinamento atmosferico, effettuati mediante reti di monitoraggio e l’impiego di tecniche modellistiche, l’inventario delle emissioni e gli scenari emissivi;
    • indica, in caso di superamento dei valori limite, dei livelli critici, dei valori obiettivo, delle soglie di informazione e allarme, le competenze (Regioni, Province autonome, Stato) e le modalità affinché siano intraprese misure, che non comportino costi sproporzionati, necessarie per agire sulle principali sorgenti di emissione per raggiungere gli standard e gli obiettivi (Piani) nonché provvedimenti per informare il pubblico in modo adeguato e tempestivo;
    • disciplina l’attività di comunicazione di informazioni relative alla qualità dell’aria.
  • D.M. Ambiente 29 novembre 2012 individua sul territorio nazionale stazioni speciali di misurazione della qualità dell’aria (di fondo e non) per inquinanti quali PM2.5, PM10, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, ozono e suoi precursori, previste dal D.Lgs. 155/2010.
  • D.M. Ambiente 13 marzo 2013 individua sul territorio nazionale le stazioni per il calcolo dell’indicatore di esposizione, previste dal D.Lgs. 155/2010.

La regione Emilia-Romagna ha parallelamente sviluppato una propria disciplina giuridica che è andata ad affiancare e attuare quella nazionale. In particolare, per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, ha affidato ad ARPA Emilia Romagna la gestione della Rete Regionale della Qualità dell’Aria (D.G.R. n°1614 del 26/10/2009, D.G.R. n° 2278 del 28/12/2009, D.G.R. n°10082 del 16/09/2010) e ha provveduto ad attuare a livello regionale il D.Lgs. 155/2010 con la D.G.R. n° 2001 del 27/12/2011 e ss. mm. ii. (D.G.R. n 1998 del 23/12/2013), attraverso la quale ha operato una nuova suddivisione del territorio in unità sulle quali eseguire la valutazione e applicare le misure gestionali (Allegato DGR 2001/2011- Zonizzazione della Regione Emilia-Romagna) e ha proceduto alla revisione del programma di valutazione (Allegato DGR 2001/2011- Revisione del sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria). Quest’ultimo, come previsto dal D.Lgs. 155/2010, è stato riesaminato nel corso del 2018. Il nuovo programma di valutazione è stato approvato con D.G.R. n 1135 del 08/07/2019.

Ai fini del risanamento delle qualità dell’aria, la Regione Emilia-Romagna ha risposto agli adempimenti richiesti inizialmente mediante programmi di interventi attivati dagli Accordi di programma sulla qualità dell’aria fra Regione, Comuni capoluogo e Comuni con popolazione superiore ai 50000 abitanti, sottoscritti a partire dal 2002, successivamente con il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) dell´Emilia-Romagna, approvato con deliberazione dell´Assemblea Legislativa n 115 dell’11 aprile 2017 ed entrato in vigore il 21 aprile 2017 e mediante l’applicazione dell’Accordo di Programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano con D.G.R. n 795 del 5/6/2017.



Emissioni in atmosfera

Le emissioni in atmosfera sono regolamentate da:

  • D.Lgs. n° 81 del 30/5/2018, provvedimento che attua quanto previsto dalla direttiva 2016/2284/Ue (direttiva NEC), che prevede la limitazione delle emissioni di sostanze inquinanti ad effetto acidificante ed eutrofizzante e dei precursori dell´ozono, stabilendo un sistema di limiti massimi nazionali (tetti) in merito alle emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili (COV) ed ammoniaca (NH3);
  • D.Lgs n° 152 del 3/4/2006 e ss. mm. ii. (D.Lgs. 183/2017, recepimento della Direttiva 2015/2193/Ue, Legge n. 167 20/11/2017, D.Lgs. 128/2010, D.Lgs 46/2014, recepimento della Direttiva 2010/75/Ue) L’attuale disciplina nazionale di riferimento è rappresentata dalla Parte V, - Norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera - suddivisa in 3 titoli: prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività, impianti termici civili, combustibili. Nel corso del tempo ne è stato ridisegnato il contenuto: sono stati semplificati i procedimenti del regime autorizzatorio, sono stati rivisti i limiti di emissione ed è stata aggiornata la disciplina sanzionatoria.
    L’autorizzazione integrata ambientale ha visto modifiche da parte del D.Lgs 128/2010 e del D.Lgs 46/2014, attuazione della Direttiva 2010/75/Ue per uniformarsi ai principi Ippc. La direttiva si prefigge lo scopo di prevenire, ridurre e per quanto possibile eliminare l’inquinamento dovuto alle attività industriali, mediante le Bat e mediante il la disciplina delle emissioni industriali.
  • D.Lgs. n° 30 del 13/3/2013 e ss. mm. ii. (recepimento Direttiva 2008/29/Ce) che disciplinano il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea (ETS, Emission Trading System), elemento su cui si fonda la politica della Ue di contrasto ai cambiamenti climatici e strumento essenziale per la riduzione delle emissioni di gas serra nell’ambito dell’applicazione del Protocollo di Kyoto.

Sono poi presenti numerosi provvedimenti e norme di settore riguardanti la regolamentazione di emissioni di taluni inquinanti per specifiche fonti emissive. A livello locale la Regione Emilia Romagna ha emanato diversi provvedimenti legati alle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ai sensi del D.Lgs. 152/2006: