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Monitoraggio chimico e biologico dell’invaso del Brasimone

Le acque dell’invaso artificiale del Brasimone, in comune di Camugnano (Bologna), sono state oggetto nel 2018 di 6 campagne di monitoraggio di Arpae, secondo un piano che ne prevede  il controllo dei parametri chimico-fisici e biologici (fitoplancton) nel corso di 12 mesi.
Il monitoraggio attua quanto previsto dalla Direttiva 2000/60/CE (Water Framework Directive) - recepita in Italia dal Dlgs 152/06 (e dai successivi Decreti attuativi) - che intende istituire un quadro di gestione delle acque per proteggere e migliorare gli ambienti ed ecosistemi acquatici e, in particolare, dalla delibera di Giunta 350/2010 della Regione Emilia-Romagna.
Con la Delibera la Regione ha istituito la rete di monitoraggio dei corpi idrici lacustri con una singola stazione di controllo con una superficie di almeno 0,5 km2, e ha individuato nel proprio territorio il lago di Brasimone, afferente al Distretto idrografico Appennino settentrionale.

Le sei campagne di monitoraggio effettuate da Arpae nelle acque hanno compreso prelievi per la determinazione della componente biologica (fitoplancton) e chimico-fisica (clorofilla, ossigeno disciolto, indicatori di inquinamento organico, microinquinanti), eseguiti nell’arco dei 12 mesi, così da coprire tutte le condizioni stagionali.
La prima fase del monitoraggio, svolta nei giorni precedenti l’effettuazione del campione, riguarda attività propedeutiche all’esecuzione del prelievo:

  • comunicazione preventiva del monitoraggio ai diversi laboratori deputati all’analisi dei campioni;
  • preparazione dei materiali, degli strumenti e di tutti i mezzi tecnici da utilizzare;
  • recupero di informazioni logistiche su accessibilità e condizioni meteo-climatiche dell’area interessata.

La seconda fase riguarda l’esecuzione dei monitoraggi, con cilindri campionatori, tramite misure dirette e campionamento delle acque del lago a varie profondità, in un punto dell’invaso a poca distanza dal muro di paramento della diga, effettuando:

  • 1 misura della trasparenza dell’acqua tramite Disco di Secchi;
  • 3 raccolte del campione di acqua, tramite bottiglia di campionamento, per analisi dei parametri analitici previsti, a diverse profondità della colonna d’acqua, rispettivamente in superficie (- 0,5 m c.a.), sul fondo (- 25 m c.a.) e nella zona sottoeufotica (a seconda della trasparenza del giorno di misura comunque sempre entro i 10 – 15 m c.a.);
  • 1 raccolta del campione di acqua tramite bottiglia integratrice per analisi fitoplancton e clorofilla (entro la zona eufotica, a seconda della trasparenza del giorno di misura e comunque sempre entro i 10 – 15 m c.a.);
  • 4 misure delle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua (pH, O2, COND, T) eseguite con sonda multiparametrica per ciascuno dei prelievi eseguiti alle varie profondità.

A tali operazioni, segue il rientro alla riva, con smontaggio delle attrezzature, imbottigliamento dei campioni di acqua negli appositi contenitori contrassegnati ognuno con proprio codice a barre di riconoscimento analisi, e successiva consegna dei campioni stessi ai laboratori specifici.
Per necessità analitiche i campionamenti (prelievi e analisi in situ) devono essere svolti al centro del lago, in corrispondenza all’incirca del punto più profondo dell’invaso raggiungibile da un natante a motore. Al fine di garantire l’attività degli operatori Arpae in totale sicurezza, dal 2017 è stata attivata una convenzione tra Arpae e il Comando provinciale di Bologna del Dipartimento dei Vigili del fuoco grazie a cui i vigili del fuoco mettono a disposizione un’imbarcazione e relativo equipaggio. La Sezione di Bologna di Arpae provvede a dotare l’imbarcazione con la strumentazione e le attrezzature di propria proprietà necessarie all’effettuazione dei prelievi.


A partire dal 2018 Arpae ha inoltre avviato nello stesso invaso la fase sperimentale del campionamento delle diatomee bentoniche.
Il campionamento delle diatomee di norma viene eseguito sui corsi d’acqua superficiali, nel caso dei laghi non può essere eseguito con le stesse procedure a causa delle troppe fluttuazioni di livello, pertanto si è deciso di utilizzare per la sperimentazione i cosiddetti sedimenti artificiali: comuni mattonelle in gres legate ad un cavo a cui sono attaccate 3 piccole taniche di plastica vuote per mantenere la tavoletta sempre sommersa a pochi centimetri dal pelo libero dell’acqua così da permettere la colonizzazione della tavoletta stessa da parte degli organismi bentonici (diatomee).
 
Nei primi mesi del 2018 è stato eseguito un sopralluogo in collaborazione con Enel ed Enea per la verifica e la disponibilità a piazzare i sedimenti artificiali in corrispondenza di manufatti di pertinenza degli enti suddetti.
Sono stati quindi posizionati 3 sedimenti artificiali in corrispondenza di altrettante catenarie di delimitazione di anse in corrispondenza della riva sud del lago.
 
I sedimenti artificiali vengono lasciati in acqua e in occasione dei campionamenti chimico-fisici si procede anche al campionamento delle diatomee stesse che prevede:

  • sollevamento dei sedimenti avendo cura di non rovinare la superficie degli stessi;
  • spazzolatura delle mattonelle con apposita strumentazione e raccolta del campione (diatomee miste ad acqua) in apposita vaschetta;
  • riempimento dei contenitori con il campione raccolto e successiva aggiunta di un’analoga quantità di alcool, necessaria per la conservazione del campione;
  • etichettura con codici a barre e indicazione di corpo idrico, data e luogo di prelievo per la successiva consegna al laboratorio di analisi.

 
Di norma il campionamento delle diatomee prevederebbe 3 campioni all’anno, ma per la sperimentazione in atto si è proceduto al prelievo delle stesse tutte le volte che le condizioni logistiche lo hanno permesso per cui, nel 2018, si è arrivati fino a 4 campioni per un punto di prelievo.

 

Brasimone

 

L’invaso artificiale del Brasimone, nel territorio di Camugnano (Bo), all’interno del Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone, si è formato a seguito della costruzione agli inizi del Novecento di una diga alta 40 metri lungo il torrente Brasimone, principale affluente di sinistra del fiume Setta. Completato nel 1911, è situato a un’altitudine di circa 850 m, ha un bacino imbrifero di 73,7 km², ed è il più antico dei quattro invasi (Brasimone, Suviana, Pàvana e Santa Maria) costruiti dalle Ferrovie dello Stato per l’alimentazione della linea ferroviaria Bologna-Pistoia. La sua funzione principale è quella di produrre energia, grazie alla gestione dell’Enel, attraverso continui scambi di notevoli masse d’acqua con il confinante bacino di Suviana e per questo motivo il livello dell’acqua può subire variazioni nell’arco di poche ore.
Inserito in una cornice di boschi e montagne d’interesse naturalistico, grazie alle sue acque spesso limpide e cristalline il lago è molto frequentato dagli amanti della pesca che qui possono praticarla con diverse tecniche: dallo spinning alla pesca all’inglese, dalla bolognese alla roubasienne, dallo striscio alla ledgering e ovviamente il carpfishing.



Dott. Christian Vian, Dott.ssa Simona Coli
Arpae. Servizio Sistemi ambientali Area metropolitana