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Progetto ADRIREEF


Utilizzo ecosostenibile
dei reef naturali e artificiali in Adriatico 

 
ARPAE Emilia-Romagna da qualche mese è partner del Progetto Adrireef finanziato nell’ambito del programma europeo Interreg Italia-Croazia 2014-2020 sull’asse Blue Innovation.

Alle attività collaborano a stretto contatto la SAC di Ravenna e la Struttura oceanografica Daphne di Cesenatico. Il progetto, della durata di trenta mesi, da dicembre 2018 a maggio 2021, vede il Comune di Ravenna nella veste di capofila. Tra gli altri partner troviamo il CNR-IRBIM di Ancona, l’ARPA Puglia, l’OGS di Trieste, l’Università di Zara, la Facoltà di Studi Marittimi dell’Università di Rijeka, l’Agenzia di Sviluppo Locale Zadra Nova di Zara, l’Associazione SUNCE di Spalato, l’Agenzia RERA di Spalato, l’Istituto Ruder Boskovic di Zagabria.

Il progetto “ADRIREEF” mira a definire un modello di business sostenibile e replicabile nell’intera area di programma con l’obiettivo di operare in più settori della cosiddetta economia “blu”, adottando tecnologie innovative e pulite. L’innovazione riguarda anche la possibilità di riuso di infrastrutture già presenti in mare, per renderle sostenibili e utili alla collettività (ricerca, biotecnologia marina, monitoraggio acque, connessione, produzione di energie pulite, turismo subacqueo, ecc.), andando a sviluppare un indotto positivo in termini di crescita intelligente e sostenibile.

Finalizzato a migliorare le condizioni per l’innovazione nei settori rilevanti dell’economia blu all’interno dell’area di cooperazione, ADRIREEF si propone di identificare le aree marine utilizzabili per scopi economici, definendo le linee guida utili agli stakeholder per lo sviluppo di attività imprenditoriali sostenibili, attraverso la mappatura e classificazione dei reef naturali e artificiali presenti nel Mare Adriatico.

Obiettivo del progetto è infatti quello di analizzare le possibilità di valorizzazione, riqualificazione e riutilizzo di questi ambienti, al fine di convertirli in strutture funzionali alla ricerca scientifica ed alla conservazione degli ecosistemi insediati intorno ad essi.

ARPAE ha in questi primi mesi identificato come caso di studio il relitto della piattaforma Paguro al largo di Lido Adriano. Questa piattaforma di proprietà dell’Agip, affondata a seguito di un incidente nel 1965, negli anni è divenuta una zona di rifugio per molti organismi marini, tanto da essere riconosciuta come Zona di Tutela Biologica nel 1995, Sito di Importanza Comunitaria (SIC) nel 2012 ed infine Zona Speciale di Conservazione (ZSC) nel 2019.

Sono previsti 5 WPs ed Arpae partecipa come Leader del WP4 ”Monitoring phase of Adriatic reefs”.

Nell’ambito di questo WP Arpae coordinerà la fase di monitoraggio sui reef selezionati dai partner croati ed italiani. Le attività in campo prevedono l’utilizzo di tecnologie non impattanti ed innovative. In particolare saranno impiegate tecniche di videoripresa subacquea 3D e stereoscopica al fine di acquisire filmati ed immagini con valore aggiunto in termini sia di qualità che di significatività per valutazioni scientifiche.

Il progetto, inoltre, intende incrementare la crescita “blu” attraverso lo studio di misure innovative sui Reef adriatici. Settori interessati saranno il turismo soprattutto legato al diving e la pesca sostenibile, nonché la protezione e salvaguardia dell’ambiente.

Per maggiori informazioni visita la pagina del Programma Interreg V-A Italia-Croazia.