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Strategie per le energie rinnovabili ed il risparmio energetico

Fonti energetiche rinnovabili

Le fonti energetiche rinnovabili (FER) nel tempo dovranno sostituire le fonti fossili. Per definizione sono rinnovabili solo le risorse in grado di rigenerarsi più velocemente dei tassi di consumo umano e che non si esauriscono con lo sfruttamento umano (ad es. un bosco è una fonte rinnovabile di biomassa solo se il prelievo di legname ha ritmi tali da consentirne la ricrescita). Quindi si possono considerare FER le risorse idriche, geotermiche, le biomasse (fonti rinnovabili classiche), l´energia solare, l´energia eolica, a cui vanno ad aggiungersi le sperimentazioni in corso per maree, correnti e moto ondoso (nuove fonti rinnovabili). In un contesto di forte dipendenza economica dai combustibili fossili, le FER sono risorse ideali per ridurre le emissioni di gas serra; sono inoltre garanzia di facile accesso alle fonti di energia, sia per i paesi industrializzati, sia per quelli in via di sviluppo. 

L’efficienza energetica

Negli ultimi anni la crescente attenzione per l’efficienza energetica ha moltiplicato il numero degli attori interessati e delle norme. La stessa nozione di “efficienza energetica” ha assunto connotati diversi, come: “risparmio energetico”, “uso razionale dell’energia”, “uso efficiente delle risorse”, “contenimento dei consumi”, in un amalgama di definizioni non privo di ambiguità. Inoltre bisogna sempre rammentare che le politiche di efficienza, da sole, non necessariamente riducono i consumi totali, a causa del Paradosso di Jevons. 

In tutto il Pianeta le misure sulla promozione delle fonti rinnovabili e sull´efficienza energetica sono riconosciute come azioni prioritarie. In Europa l´efficienza energetica, la riduzione dei consumi e delle perdite di energia hanno assunto un´importanza notevole, non solo per ragioni ambientali, ma anche per ridurre i costi d´importazione energetica e per promuovere la competitività dell´Unione. L´UE promuove il principio della priorità all´efficienza energetica ("energy efficiency first") ed oggi l´Europa consuma meno energia del passato, grazie a buone politiche di efficientamento (anche se resta altissima la dipendenza estera di fonti energetiche fossili). È soprattutto attraverso il “pacchetto clima-energia 20-20-20” che L’UE impone agli Stati membri entro il 2020: di ridurre del 20% le emissioni di gas-serra, di incrementare del 20% il risparmio energetico e di raggiungere il 20% (17% per l’Italia) di dipendenza  dalle fonti rinnovabili. alla fine del 2016 la Commissione europea presentò un insieme di direttive chiamate “Energia pulita per tutti gli europei”, per aggiornare tutta la normativa del settore: efficienza nei vari settori, fonti rinnovabili, biocarburanti, mercato elettrico, eco-design,  etichettamento dei consumi energetici, ecc.

In Italia nell´ultimo decennio si è assistito ad una forte penetrazione delle FER nel mercato. I consumi di energia italiani si ripartiscono in quantità paragonabili fra il settore industriale, civile e dei trasporti; le scelte di risparmio energetico dovranno riguardare quindi sia gl´imprenditori industriali sia gli amministratori pubblici sia i semplici cittadini. La recente Stategia energetica italiana intende aumentare la competitività nazionale allineando i prezzi energetici a quelli medi europei, migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento e "decarbonizzando" il sistema.  

Anche in Emilia-Romagna l’uso delle FER è in continua crescita: nel 2014 la quota dei consumi complessivi d´energia coperta da fonti rinnovabili già oltrepassava quota 10%, superando così le previsioni del DM 15 marzo 2012  (5,1% nel 2014 e 8,9% nel 2020). In Emilia-Romagna i consumi energetici negli ultimi decenni sono cresciuti fino agli anni della crisi economica internazionale. Attualmente l’Emilia-Romagna resta una regione tra le più sviluppate d´Europa, relativamente energivora nonostante gli interventi d’efficientamento energetico (nel settore industriale soprattutto; i trasporti contribuiscono sui consumi complessivi per poco meno di un terzo; il settore residenziale per circa un quarto; l’agricoltura ha solo pochi punti percentuali). Il Piano energetico regionale dell´Emilia-Romagna nel suo scenario obiettivo al 2030 prevede che tutti i settori (eccetto il terziario, in leggera crescita) riducano sensibilmente i propri consumi.   

Osservatorio energia dell´Emilia-Romagna supporta queste politiche organizzando soprattutto i catasti ed i bilanci energetici. Il Centro tematico regionale energia e valutazioni ambientali complesse di Arpae inoltre partecipa a diversi progetti specifici (ad es. RES H/C SPREAD sulla promozione delle FER termiche), oltre a valutare gli effetti di piani, di progetti, di opere esistenti o di sistemi innovativi (ad es. impianti, sistemi innovativi, ecc.).