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Ecolabel: criteri ambientali

L´Ecolabel II (Regolamento n. 1980/00) prevedeva l´applicazione dei criteri ambientali a tutti i beni di consumo ed ai servizi, ad eccezione di alimenti, bevande e medicinali.

Con il nuovo Regolamento n. 66/2010 viene confermato il divieto di applicare i criteri ambientali, tramite il riconoscimento Ecolabel UE, ai medicinali ma viene prevista, invece, la possibilità di elaborare eventuali criteri di qualità ecologica per i prodotti alimentari e per i mangimi. In tal senso è stato realizzato uno studio richiesto dalla Commissione europea “EU Ecolabel for food and feed product feasibily study “ (pubblicato ad Ottobre 2011) sulla fattibilità di stabilire criteri affidabili relativi alle prestazioni ambientali, durante l’intero ciclo di vita, di tali prodotti. Tale studio ha individuato come primi ambiti possibili di applicazione per l’Ecolabel UE i seguenti gruppi di prodotto: latticini, pane, bevande non alcoliche, prodotti processati del pesce.

I criteri ambientali sono definiti a livello europeo per gruppi di prodotto/servizio, usando l´approccio "dalla culla alla tomba" (LCA - valutazione del ciclo di vita) che rileva gli impatti dei prodotti sull´ambiente durante tutte le fasi, iniziando dall´estrazione delle materie prime, dove vengono considerati aspetti volti a qualificare e selezionare i fornitori, passando attraverso i processi di lavorazione, dove sono gli impatti dell´azienda produttrice ad essere controllati, alla distribuzione (incluso l´imballaggio) ed utilizzo, fino allo smaltimento del prodotto a fine vita.

Gli aspetti che sono analizzati, in particolare, sono il consumo di energia e di risorse, la produzione di rifiuti, le emissioni in tutti i comparti ambientali, l´inquinamento dovuto ad effetti fisici, l´uso ed il rilascio di sostanze pericolose ed, ove opportuno, gli aspetti sociali ed etici (ad esempio facendo riferimento alle convenzioni e agli accordi internazionali in materia, quali le norme e i codici di condotta pertinenti dell´Organizzazione Internazionale del Lavoro - ILO).

Tra gli elementi che hanno un maggior impatto negativo sull´ambiente vengono individuati i più rilevanti, e per ciascuno di essi sono stabiliti precisi limiti che non possono essere superati.

I criteri così definiti sono sottoposti ad una ampia consultazione in seno al Comitato dell´Unione europea per il marchio di qualità ecologica (CUEME) che è composto dai rappresentanti degli organismi competenti di tutti gli Stati membri e dai rappresentanti di tutte le parti interessate per ciascun gruppo di prodotti: produttori, fabbricanti, importatori, fornitori di servizi, grossisti, dettaglianti, PMI, organizzazioni ambientaliste e le associazioni dei consumatori.

La Commissione, entro nove mesi dalla consultazione del CUEME, adotta misure per stabilire criteri specifici per il marchio Ecolabel UE per il gruppo di prodotti in questione. Tali misure sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell´Unione europea.

Una volta adottati, i criteri restano validi fino alla successiva revisione, che potrebbe renderli più restrittivi, in relazione al mercato e ai progressi scientifici e tecnologici, sempre al fine di migliorare le prestazioni ambientali del prodotto etichettato e di mantenere la selettività del marchio.

La Commissione europea organizza annualmente diversi incontri con le parti interessate sia per sviluppare nuovi criteri ambientali per gruppo di prodotti, sia per discutere i criteri già esistenti relativi al marchio Ecolabel UE (Meeting schedule 2018)

 

Contenuti aggiornati al 15 gennaio 2018