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Rischi e benefici

 

L´esposizione del corpo umano alla radiazione solare è un evento naturale e si può dire che gli organismi viventi abbiano raggiunto nel corso della loro evoluzione un delicato equilibrio tra effetti benefici e danni biologici prodotti dalla radiazione. Piccole dosi di radiazione UV sono infatti benefiche, mentre una eccessiva esposizione può avere conseguenze indesiderate per la salute. La condizione di esposizione ideale alla radiazione UV non è quindi l´assenza di esposizione bensì una "giusta" dose (vedi figura). Tale "giusta dose" varia in funzione dell´età, del sesso e del tipo di pelle.

 

 

Grafico Rischio salute

 

Effetti benefici

Gli effetti positivi dell´esposizione a corrette dosi di radiazione UV possono essere ricondotti ai seguenti ambiti:

  • Produzione di vitamina D (prevenzione dell´osteoporosi, del diabete tipo 1 delle malattie autoimmuni e di diversi tipi di tumori)
  • Produzione serotonina (prevenzione depressione)
  • Effetto disinfettante (limitazione proliferazione batteri)
  • Terapie patologie dermatologiche (cura di diverse patologie quali psoriasi, vitiligine, dermatite atopica)
  • Benessere termico e visivo

Risulta quindi evidente che livelli eccessivamente bassi di esposizione rappresentino un rischio per la salute in relazione ad aspetti di notevole importanza.  

 

Rischi per la salute

Effetti a breve termine Alcuni degli effetti avversi sulla salute umana sono visibili entro poche ore dall´esposizione. L´azione della radiazione UV sull´epidermide porta alla liberazione di sostanze (mediatori) che causano vasodilatazione ed eritema. E´ solo a distanza di alcuni giorni che si ha un aumento della pigmentazione cutanea dovuta alla stimolazione della produzione di melanina da parte dei melanociti; tale reazione è da considerare un meccanismo di difesa della cute nei confronti dell´azione degli UV.

 

L´eritema solare, cioè l´arrossamento della pelle determinato dall´effetto combinato della dilatazione dei vasi capillari (indotta soprattutto dai raggi infrarossi) e da una reazione infiammatoria protratta, può trasformarsi in ustione. L´ustione è determinata sia dagli UVB sia dagli UVA; benchè per questi ultimi sia necessaria una dose di esposizione 1000 volte superiore a quella degli UVB, dato il predominante contributo degli UVA allo spettro solare al suolo, si ritiene che essi siano responsabili di almeno il 15% della reazione eritematosa. L´abbronzatura, il cui scopo naturale è proteggere la pelle, è più rapida e meno intensa nella sua componente dovuta agli UVA, più duratura nella componente prodotta dagli UVB.

 

 


 

Altri effetti precoci legati all´esposizione alla luce solare sono rappresentati dalla comparsa di intenso bruciore agli occhi accompagnato da lacrimazione e sensazione di fastidio in condizioni di esposizione alla luce (fotofobia) causati da infiammazione della cornea e della congiuntiva.


 

 

 

Effetti a lungo termine Tra gli effetti tardivi devono essere ricordati i fenomeni di invecchiamento accelerato della cute, con perdita di elasticità della stessa e comparsa di macchie. Fenomeni di maggiore importanza sono rappresentati dalla comparsa di tumori cutanei, tra cui in particolare i carcinomi e il melanoma.  Anche l´occhio può essere oggetto di effetti a lungo termine: a distanza di tempo, infatti, può manifestarsi la comparsa di malattie tra le quali l´opacizzazione del cristallino (cataratta).

E´ da sottolineare che molte ricerche hanno messo in evidenza come causa della comparsa di tumori della pelle, oltre alla durata dell´esposizione ed alle caratteristiche delle radiazioni assorbite, anche la precocità della stessa e il numero delle cosiddette "scottature". Particolare attenzione si consiglia pertanto nell´esposizione al sole dei bambini, che risultano particolarmente sensibili alla radiazione solare, non solo rispetto agli effetti a breve termine, ma soprattutto rispetto a quelli a lungo termine.


 

 

Legato sia agli effetti a breve termine che a quelli a lungo termine è l´effetto immunodepressivo. C´è infatti una crescente evidenza che sia l´esposizione acuta, sia l´esposizione cronica alla radiazione UV possano indurre un sistematico effetto immunodepressivo. Largamente incomplete sono però le evidenze sul fatto che questo si traduca in un effetto sanitario significativo.

 

Sebbene tutti gli individui siano da considerarsi a rischio rispetto agli effetti di una eccessiva esposizione alla radiazione UV, una particolare prudenza dovrebbe essere adottata, oltre che dai bambini di cui si è già parlato, anche dalle donne in gravidanza, dalle persone con precedenti in famiglia di tumori cutanei, dalle persone che assumono farmaci fotosensibilizzanti e in generale dalle persone con fototipi bassi. 

 

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