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Cambiamenti climatici

Le Nazioni Unite, tramite la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change o UNFCCC o FCCC) in vigore nel 1994, hanno previsto misure di riduzione delle emissioni dei gas serra contro il cambiamento climatico secondo la teoria del Global Warming o surriscaldamento climatico. La Convenzione Quadro, infatti, utilizza il termine mutamenti climatici solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. Tra i protocolli previsti dalla Convenzione, il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore il 16 febbraio 2005 con la ratifica della Federazione Russa, prevedeva che i Paesi industrializzati, durante il primo "periodo di mandato" dal 2008 al 2012, riducessero le loro emissioni dei sei gas serra del 5% rispetto ai valori di riferimento del 1990. Per il “secondo mandato”, dal 2013 al 2020, si prevede un impegno di riduzione dei gas serra del 20% rispetto ai valori di riferimento del 1990. I valori sono previsti nell’emendamento di Doha - 2012 al protocollo di Kyoto.
E´ stata pubblicata ad agosto 2015 la Decisione (UE) 2015/1339 del Consiglio del 13 luglio 2015  concerne la conclusione, a nome dell´ Unione Europea, dell´emendamento di Doha del protocollo di Kyoto alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l´adempimento congiunto dei relativi impegni.

Nel protocollo di Kyoto sono inoltre previsti meccanismi flessibili di mercato mirati ad un’inversione di tendenza verso la riduzione delle emissioni: Joint Implementation (JI), Clean Development Mechanism (CDM) e International Emission Trading (IET), che consentono, rispettivamente, la riduzione di emissioni attraverso lo sviluppo di progetti per la riduzione di emissioni in Paesi Industrializzati, in Paesi in Via di Sviluppo e lo scambio di quote di emissioni in Paesi con vincoli.

Nel 2003, la Commissione Europea ha pubblicato la Direttiva EU/ETS 2003/87/EC sul mercato di libero scambio dei permessi di emissione avviato poi nel 2005, conosciuto come Emission Trading System (EU ETS), modificata nel 2009 con la Direttiva 2009/29/CE. Con l’ETS, l’Europa ha richiesto ai maggiori settori industriali europei, energetici e ad alta intensità energetica, responsabili di circa il 40% delle emissioni europee, la gestione delle emissioni GHG. I settori di attività regolamentati EU ETS del 2003 sono: attività energetiche e processi industriali (industria dei prodotti minerali, produzione e trasformazione dei metalli ferrosi, produzione carta e pasta di carta). Con al modifica del 2009, i settori inclusi dal 2013 sono: industria dell´alluminio, dell´ammoniaca e petrolchimica, settore della generazione dell´elettricità. Dal 2020, tutti i settori inclusi nell´ETS dovranno pagare le loro quote di emissioni. Dal 2013 al 2020, la definizione del tetto alle emissioni che gli impianti potranno complessivamente produrre e dei relativi criteri di allocazione, è delegata direttamente alla Commissione, e non più ai Paesi membri attraverso il Piano di Allocazione Nazionale (PAN).  Per perseguire il target europeo al 2020 (-20% delle emissioni rispetto al 1990) in maniera efficiente, è stato deciso che i settori ETS dovranno ridurre le proprie emissioni del 21% rispetto al 2005, mentre i settori non-ETS devono ridurre le proprie emissioni del 10%. I PAN sono sostituiti dalla vendita all’asta o dall’assegnazione libera in base a regole uniche. I gas inclusi dal 2013 sono: PFC (solo nel settore della produzione e trasformazione dei metalli ferrosi) e NO2 (per il settore dell’industria dell’ammoniaca).

A livello europeo, il pacchetto legislativo "Climate and energy package", approvato nel dicembre 2008, ha posto i seguenti obiettivi entro il 2020:

  • abbattere del 20% le emissioni da gas serra rispetto al 1990 nel settore EU ETS
  • ridurre del 20% i consumi energetici;
  • portare al 20% l´uso di energia da fonti rinnovabili.

E´ stata recentemente predisposta la proposta di Direttiva del Parlamento europeo e Consiglio UE 15 luglio 2015 Emission Trading System – miglioramento dei costi benefici della riduzione delle emissioni e degli investimenti a basse emissioni di carbonio, che propone una serie di modifiche alla Direttiva 2003/87/CE.

Nel processo negoziale UNFCCC sul clima, si sono tenute Conferenze della Parti della Convenzione sul Clima.
Tra novembre e dicembre 2015 Parigi ospiterà la XXI Conferenza sul Clima, particolarmente importante poiché si dovrà arrivare ad un accordo sul clima che dovrà essere accettato da tutte le Nazioni. 

Tra le più recenti:

Cancun (2010)    |      Durban (2011)     |      Doha (2012)      |       Varsavia (2013)       |        Lima (2014)