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Beni comuni e green society in Emilia-Romagna

Pubblicato il secondo volume di Città civili dell’Emilia-Romagna. Approfondimenti tematici sulla gestione dei beni comuni e sostenibilità

(05/12/18) 

On line la versione digitale della pubblicazione che fotografa le pratiche green society dell’Emilia-Romagna, tra cittadinanza attiva e beni comuni. Si tratta del secondo volume di “Città Civili dell’Emilia-Romagna”, nato da un progetto regionale di Arpae Emilia-Romagna e Ceas Multicentro BAC del Comune di Bologna.

La pubblicazione offre approfondimenti tematici sul rapporto tra gestione dei beni comuni e sostenibilità: nei fatti sono trattate 80 le buone pratiche selezionate da una mappatura di oltre 400 esperienze studiate su tutto territorio regionale, sui principali strumenti amministrativi che gli enti locali emiliano romagnoli hanno introdotto per promuoverle.

Un lavoro ottimamente curato nei minimi dettagli dal Centro Antartide che testimonia come l’Emilia-Romagna è una regione tra le più effervescenti dal punto di vista delle pratiche di gestione collaborativa dei beni comuni, anche sul fronte ambientale. Dalla gestione del verde ai progetti di resilienza, dalle biblioteche degli oggetti alle bici di quartiere - scrive lo stesso Centro studi bolognese accreditato come Ceas d’eccellenza della rete regionale Res.

Sono sempre di più i Comuni e cittadini che si muovono in questo senso ed è proprio su questi temi che è intervenuto il progetto Educazione alla Cittadinanza, che ha proposto momenti formativi e di rete sul territorio, un’attività di indagine regionale ed ha prodotto infine una ricchissima pubblicazione che fa il punto (a 5 anni dal promo volume del 2013) su uno scenario in rapida evoluzione.

Una pubblicazione - afferma l´Assessora regionale Ambiente Paola Gazzolo - che mette a disposizione di tutti una preziosa ricerca-azione sulla green society, la cura dei beni comuni praticata dai cittadini e dalle comunità locali. I nostri Centri di educazione alla sostenibilità, che ne sono stati protagonisti, si confermano un attore che facilita il cambiamento responsabile.

Il volume include un contributo di Vittorio Cogliati Dezza, che delinea ragioni e dimensioni anche nazionali del fenomeno della green society anche in riferimento al ruolo dei CEAS, accanto ad alcuni saggi di Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer di Milano (sul rapporto tra resilienza e beni comuni), di Elena Carmagnani, Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale OrtiAlti  (che analizza il ruolo dei cittadini attivi nella cura del verde) di Roberta Paltrinieri, direttrice scientifica del Cescocom (che inquadra le esperienze di consumo responsabile come pratiche di cittadinanza attiva). In ultimo, ma non certamente per importanza, l’approfondimento di Donato Di Memmo, Responsabile unità operativa terzo settore e promozione della cittadinanza attiva del Comune di Bologna, sugli strumenti amministrativi per gli enti locali finalizzati a favorire l’intervento della cittadinanza attiva nella gestione dei beni comuni.

Le tematiche riguardano aree verdi e resilienza, condivisione e consumi, rigenerazione urbana, mobilità, beni culturali e memoria e innovazione sociale.

Il progetto “Educazione alla cittadinanza e beni comuni”, dal quale è nata la pubblicazione, si è sviluppato nell’ambito del Programma regionale alla sostenibilità 2017/2019 e vede protagonisti l´ARPAE, l´Agenzia per l´ambiente regionale e la rete dei CEAS, i Centri di Educazione alla Sostenibilità dell´Emilia-Romagna.

L’assessora all’Ambiente del Comune di Bologna Valentina Orioli si dice “soddisfatta perché la pubblicazione evidenzia l’attenzione per i temi della sostenibilità di una città come Bologna, la vitalità dei tanti soggetti che in essa operano e, più in generale, conferma il ruolo fondamentale dei CEAS come moltiplicatori di idee, incontri, relazioni, iniziative e progetti”.

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