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Molte centrali a carbone lavorano in perdita

Secondo un’analisi di Carbon Tracker sarebbero in perdita oltre il 40% delle centrali a carbone presenti nel mondo

(14/12/18) 

L’analisi di “Carbon Tracker”, un think tank londinese sulla transizione energetica, sostiene che oltre il 40% delle centrali a carbone del mondo lavora in perdita. Questa sarebbe la prima analisi globale su un campione di migliaia di centrali a carbone, che rappresenta il 95% di tutta la capacità operativa presente sul pianeta.

La causa delle perdite degli impianti riguarda soprattutto gli alti costi del carbone e la riduzione dei prezzi dell’elettricità fornita dagli impianti a fonti rinnovabili. Il trend futuro sarebbe ancora più sensazionale: nel 2040 le centrali a carbone in perdita potrebbero superare il 70%. Secondo lo studio nei prossimi anni costruire nuove centrali pulite sarà più conveniente che far operare le attuali centrali a carbone. Ad esempio lo studio riporta che la Cina potrebbe risparmiare 389 miliardi di dollari chiudendo gli impianti, in linea con l´Accordo di Parigi, invece di continuare a sfruttarli; l´UE potrebbe risparmiare 89 miliardi, gli Stati Uniti 78 e la Russia 20.



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