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Incendio all’impianto di trattamento rifiuti Hera di Modena

L´intervento di Arpae e i dati definitivi sulle analisi

(13/03/19) 

A proposito dell´incendio di domenica 3 marzo 2019, presso l´impianto di trattamento rifiuti di Herambiente Spa, situato in via Caruso a Modena, di seguito sono riportati i risultati principali delle attività di Arpae.

 

L´intervento di Arpae e i primi risultati delle analisi (4 marzo 2019)

Aggiornamento (5 marzo 2019)

Aggiornamento (7 marzo 2019)

Aggiornamento (8 marzo 2019)

Aggiornamento (13 marzo 2019) - Dati definitivi di tutte le analisi

 

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Comunicato stampa di mercoledì 13 marzo 2019
Incendio impianto Hera di Modena. I risultati finali delle analisi di Arpae

 

Nella norma anche i dati delle analisi di Arpae effettuate tra il 6 e l’8 marzo a seguito dell’incendio dell’impianto di trattamento rifiuti di Herambiente SpA di Modena di domenica 3 marzo scorso.

I nuovi dati su aldeidi e Composti organici aromatici (BTX) hanno confermato quelli precedenti (raccolti tra il 3 e il 6 marzo), con concentrazioni dei singoli composti inferiori ai livelli di riferimento nazionali e internazionali definiti per l’esposizione della popolazione.

Negative anche le analisi alla ricerca di diossine/furani nel terreno: gli esiti analitici mostrano valori contenuti e inferiori ai livelli di riferimento per i suoli ad uso agricolo, residenziale e verde pubblico (10 TEQ ng/kg). Tali valori (variabili tra 0,4 e 1,1 TEQ ng/kg), risultano in linea con quelli riscontrati in analoghi monitoraggi che periodicamente sono effettuati in zone limitrofe del territorio modenese e pertanto non evidenziano significativi incrementi ascrivibili alla ricaduta dei fumi dell’incendio.

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Comunicato stampa di giovedì 7 marzo 2019

Tra tutti gli inquinanti analizzati, solo le diossine/furani - nelle prime 18 ore dall’incendio - hanno fatto registrare nel sito di via Buozzi a Modena concentrazioni superiori ai valori di riferimento e a quelli medi mensili riscontrati normalmente nell’area urbana di Modena. Considerata la breve durata del fenomeno, per gli esperti del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl è improbabile che si possano verificare effetti nocivi sulla salute delle persone. Ampiamente sotto i limiti di riferimento, e in tutti i punti di campionamento: formaldeide, acetaldeide, acroleina, butirraldeide, IPA e benzo-a-pirene.

Le analisi di qualità dell’aria eseguite da Arpae a seguito dell’incendio dell’impianto di trattamento rifiuti di Herambiente SpA di via Caruso 150 a Modena, sono iniziate già domenica 3 marzo sera, a poche ore dall’inizio dell’incendio, e proseguiranno fino alla mattinata di venerdì 8 marzo. Il rogo, che ha interessato uno dei capannoni di stoccaggio contenente rifiuti ingombranti (circa 150 tonnellate) e materiali misti costituiti da carta, cartone e materiali plastici (circa 50 tonnellate), è stato definitivamente spento nella mattinata di martedì 5 marzo.
Le prime misure istantanee eseguite da Arpae domenica sera intorno al perimetro dell’impianto e nei punti dove poi sono stati posizionati passivi e ad alto volume, hanno riguardato i più comuni inquinanti indicatori dell’eventuale ricaduta dei fumi di combustione: composti organici volatili, monossido di carbonio (CO), acido cloridrico (HCl), ossidi di azoto, ammoniaca, acido solfidrico e formaldeide.
I risultati di queste misure hanno evidenziato valori inferiori ai limiti di rilevabilità delle specifiche misurazioni e dunque inferiori ai valori di riferimento previsti in ambito ambientale e/o sanitario.
Sempre nella serata di domenica 3 marzo, Arpae ha posizionato in sei diversi punti dei dispositivi di campionamento passivo per composti organici volatili e formaldeide, e precisamente presso: B&B “La Volpe Rossa”, Modena, via Nonantolana n.1157; Ditta Nuova Eurozinco, Modena, Località Navicello di Modena, via Nonantolana 1299; Polisportiva di Albareto, Via Albareto, 586, Modena  (centralina di monitoraggio); Area industriale Modena Nord, via Belgio (centralina di monitoraggio); Modena, Via Buozzi; Polisportiva Il Torrazzo, via Papa Giovanni XXIII n.10.
Gli inquinanti analizzati nei sei punti indicati hanno riguardato le aldeidi (formaldeide, acetaldeide, acroleina e butirraldeide). Durante il primo periodo di misura - tra le 23 di domenica 3 marzo e le 17 di lunedì 4 marzo - l’incendio era ancora in corso, mentre nel secondo, tra le 17 di lunedì 4 marzo e le 11 di martedì 5 marzo, l’incendio era in via di spegnimento o definitivamente spento.
I valori registrati per i singoli composti sono risultati ampiamente inferiori ai livelli di riferimento utilizzati a livello nazionale e internazionale per valutare l’esposizione della popolazione. Nel primo periodo di misura, pur attestandosi su valori dello stesso ordine di grandezza, i composti risultano leggermente più alti rispetto al periodo successivo. I valori della formaldeide, ad esempio, durante l’incendio sono variati tra 4,2 e 5,7 µg/m3, mentre successivamente tra 3,0 e 4,2 µg/m3, a fronte del valore di riferimento per la popolazione pari a 100 µg/m3.
Nel punto di rilevamento di “via Buozzi” è stato posizionato un sistema di campionamento ad alto volume per la raccolta del particolato aerodisperso finalizzato alla determinazione dei microinquinanti organici. In particolare sono stati analizzati - sempre nei periodi: ore 23  domenica 3 marzo / ore 17 i lunedì 4 marzo e ore 17 lunedì 4 marzo / ore 11 di martedì 5 marzo - IPA totali (Idrocarburi policiclici aromatici), Benzo(a)pirene e diossine/furani.

Per quanto riguarda gli IPA, nel primo campionamento effettuato nelle ore successive all’inizio dell’incendio, è stata misurata una concentrazione pari a 5,7 ng/m3 (nanogrammi per metro cubo); tra gli IPA rinvenuti nei campioni, la concentrazione del benzo-a-pirene, è di 0,19 ng/m3. Anche nel successivo periodo di campionamento si sono evidenziate concentrazioni simili, pari a 5,7 ng/m3 di IPA totali e 0,23 ng/m3 di benzo-a-pirene. Dal raffronto con le analoghe misurazioni che vengono effettuate nelle stazioni di rilevamento della qualità dell’aria, le concentrazioni si attestano su valori inferiori alle soglie di riferimento e tipici del periodo invernale, senza evidenziare incrementi significativi dovuti alle ricadute dell’incendio.
Il monitoraggio dei Composti Organici Aromatici (BTX) con campionatori passivi, riferito alla giornata potenzialmente più critica (dalle ore 23 circa del 03/03 alle ore 17 circa del 04/03) ha mostrato livelli contenuti di Benzene, Toluene, Etilbenzene e Xileni, con concentrazioni dei singoli composti inferiori ai livelli di riferimento nazionali e internazionali definiti per l’esposizione della popolazione. I livelli dei singoli composti, pur attestandosi su valori dello stesso ordine di grandezza, risultano generalmente più alti nel primo periodo di campionamento (con incendio in corso) e, con riferimento a Benzene e Toluene, più alti di quelli registrati nella centralina di via Giardini. 

Per quanto riguarda invece le diossine/furani, nel primo campionamento della durata di 18 ore circa, effettuato nelle ore successive all’inizio dell’incendio, è stata misurata una concentrazione pari a 511 fg/m3 (femtogrammi per metro cubo), superiore ai valori di riferimento (40-300 fg/m3) e ai valori medi mensili riscontrati normalmente nell’area urbana di Modena; è pertanto ragionevole supporre che questo valore, che si riferisce al campione prelevato a partire dalla fase più intensa dell’incendio, quando ancora era presente in atmosfera una evidente nube di fumo, sia stato determinato dalla combustione del materiale di varia natura presente nel capannone. Il campionamento successivo, effettuato a partire dal tardo pomeriggio di lunedì, quando già l’incendio era sotto controllo e in via di spegnimento, mostra invece concentrazioni decisamente più contenute (16 fg/m3) e comparabili con i valori di fondo misurati in zona durante il periodo invernale.
Possibili effetti sulla salute (fonte Ausl Modena)
In considerazione della durata relativamente breve della fase di emergenza, dato che l’incendio ha avuto inizio alle ore 18 circa di domenica 3 marzo e nella giornata di martedì 5 marzo è risultato completamente spento, oltre che i livelli ambientali misurati, superiori ai valori di riferimento indicati dall’Organizzazione Mondiale Sanità, ma comunque dello stesso ordine di grandezza, si ritiene che poiché questi livelli sono riconducibili a una esposizione di breve durata, è improbabile che si possano verificare effetti nocivi sulla salute delle persone.
Il monitoraggio ambientale predisposto a seguito dell’incendio proseguirà fino alla giornata di venerdì, e appena disponibili verranno pubblicati sia i risultati definitivi delle analisi di tutti gli inquinanti.


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