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Ozono: superata la soglia d’informazione in Emilia-Romagna

Valori oltre i 180 microgrammi/m3 in 9 località della regione

(27/06/19) 

Mercoledì 26 giugno sono stati registrati in Emilia-Romagna alcuni superamenti della soglia di informazione per l’ozono (media oraria 180 µg/m3) in 9 stazioni di monitoraggio dell’area centro-occidentale della regione.

Le concentrazioni hanno raggiunto i 202 µg/m3 a Piacenza (Parco Montecucco); 200 µg/m3 a Castellarano (Re); 198 µg/m3 a Reggio Emilia (San Rocco); 192 µg/m3 a Colorno, Pr (Saragat); 185 µg/m3 a Langhirano, Pr (Badia); 184 µg/m3 a Parma (Cittadella) e Reggio Emilia (San Lazzaro); 183 µg/m3 a Carpi, Mo (Remesina) e Bologna (via Chiarini).

Almeno fino a venerdì i valori di ozono rimarranno elevati evidenziando superamenti diffusi soprattutto nell´area centro occidentale della regione. Sabato 29, una massa d´aria di poco più fresca rispetto all´attuale, proveniente dai quadranti nord orientali porterà ad una leggera diminuzione delle temperature e a una maggior ventilazione. Siccome il campo rimarrà di tipo anticiclonico i valori delle concentrazioni di ozono tenderanno lievemente a diminuire rimanendo su valori comunque elevati. 

Con tali valori delle concentrazioni dell’ozono, i soggetti a rischio (bambini, persone con malattie respiratorie o particolarmente sensibili a questo inquinante) devono evitare di svolgere attività fisica anche moderata all’aperto nelle ore più calde e di massima insolazione della giornata (in questi giorni i valori più elevati si sono registrati tra le 14 e le 18). Per tutti vale comunque il consiglio di evitare attività fisica intensa all’aperto nelle ore di massima insolazione.



 

Bollettino ozono

 

Ozono


Che cos´è

L´ozono (O3) è una forma speciale e altamente reattiva di ossigeno ed è composto da tre atomi di ossigeno. Nella stratosfera, uno degli strati più alti dell’atmosfera, l’ozono ci protegge dalle pericolose radiazioni ultraviolette provenienti dal sole. Ma nello strato più basso dell’atmosfera - la troposfera - l’ozono è, di fatto, un’importante sostanza inquinante che influisce sulla salute pubblica e l’ambiente. L’ozono è reattivo e fortemente ossidante. Alti livelli di ozono corrodono i materiali, gli edifici e i tessuti vivi. L’ozono riduce la capacità delle piante di eseguire la fotosintesi e ostacola il loro assorbimento di anidride carbonica. Indebolisce inoltre la crescita e la riproduzione delle piante, con il risultato di minori raccolti e di uno sviluppo ridotto di boschi e foreste. Nel corpo umano provoca infiammazioni ai polmoni e ai bronchi. Non appena esposto all’ozono, il nostro corpo cerca di impedirne l’entrata nei polmoni. Questa reazione riduce l’ammontare di ossigeno che inaliamo. Inalare meno ossigeno rende il lavoro del cuore più difficile. Quindi per le persone che già soffrono di disturbi cardiovascolari o respiratori, come l’asma, picchi di ozono possono essere debilitanti e persino fatali.


Come si origina

L’ozono a livello del suolo si forma come risultato di reazioni chimiche complesse tra gas precursori, come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili diversi dal metano. Anche il metano e il monossido di carbonio giocano un ruolo nella sua formazione. Le reazioni chimiche che producono ozono sono catalizzate dalla radiazione solare, di conseguenza questo inquinante è tipicamente estivo e assume valori di concentrazione più elevati nelle estati contrassegnate da alte temperature e elevata insolazione. L’immissione di inquinanti primari (prodotti dal traffico, dai processi di combustione, dai solventi delle vernici, dall’evaporazione di carburanti, etc.) favorisce quindi la produzione di un eccesso di ozono rispetto alle quantità altrimenti presenti in natura durante i mesi estivi. Gran parte dell’ozono presente in Europa è dovuto all’inquinamento, sebbene alcuni processi naturali, come i fulmini o l’intrusione dalla stratosfera, possano aumentare la concentrazione di ozono al suolo. Anche i composti organici volatili, uno dei principali gruppi di gas precursori dell’ozono, sono in parte di origine naturale. Si stima che in Emilia-Romagna circa il 20% di composti organici volatili sia di origine naturale.









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