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Progetto GECO2: mercato volontario di CO2 basato sull’agricoltura

Coordinato da Arpae, il progetto si unisce alla lotta contro il cambiamento climatico e punta a un nuovo modello agricolo e industriale sostenibile.

(12/07/19) 

Il giugno più caldo mai registrato e le violente grandinate di inizio estate in Emilia-Romagna hanno purtroppo confermato i moniti della scienza: le regioni adriatiche stanno già affrontando le conseguenze più drammatiche del riscaldamento globale. Cosa possiamo fare per proteggerci e mitigare gli effetti di questa sfida epocale? L´agricoltura gioca un ruolo fondamentale, quindi “coltiviamo un clima migliore”: è questo il grido di battaglia di una nuova iniziativa europea per combattere il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, il progetto GECO2 (Green Economy and CO2).

L’incontro di presentazione tenuto a Ravenna il 27 e 28 giugno scorso è stata la prima tappa di un percorso in cui gli agricoltori delle regioni adriatiche italiane e croate saranno tra i principali protagonisti. Il progetto si concluderà nel giugno 2021 e ha un budget totale di quasi 2,5 milioni di euro, grazie al finanziamento del programma Interreg CBC Italia-Croazia.

L´idea innovativa alla base di GECO2 è quella di promuovere un mercato volontario di emissioni equivalenti di anidride carbonica (CO2e) basato sul settore agricolo. L´anidride carbonica (CO2) è il gas serra più importante. Le statistiche dicono che ogni cittadino italiano ne genera più di 7 tonnellate all´anno. L´utilizzo dei combustibili fossili è la causa principale, ma nuove e più avanzate pratiche agricole possono controbilanciare una parte delle emissioni di gas serra catturando e immagazzinando la CO2 nei campi.

Ma se un agricoltore potesse misurare e monetizzare queste attività? Chi potrebbero essere i potenziali acquirenti? «Le aziende di trasformazione, ad esempio, che vogliono identificarsi sul mercato con prodotti qualificati dal punto di vista ambientale potrebbero usare l’acquisto dei crediti per compensare le proprie emissioni e dare valore aggiunto alla propria produzione», ha detto il project manager Antonio Cinti. «Le comunità locali inoltre godrebbero di migliori condizioni ambientali e della disponibilità di prodotti più ecologici sia freschi che trasformati. Ci aspettiamo risultati vantaggiosi per tutti».

«Le popolazioni che vivono sul mare Adriatico sono state particolarmente esposte a forti ondate di calore, lunghi periodi di siccità, piogge distruttive e venti devastanti», ha dichiarato Vittorio Marletto, responsabile dell´Osservatorio sul clima di ARPAE, coordinatore del progetto GECO2. «L´accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici ha disposto l´eliminazione delle emissioni dovute ai cambiamenti climatici entro la metà del secolo, ma per contenere l´aumento della temperatura globale abbiamo bisogno di contromisure immediate, prima che sia troppo tardi».

Il mercato delle emissioni di carbonio è al centro dell´attenzione di GECO2, ma il progetto ha altri due importanti obiettivi. «Il primo è quello di creare una rete di osservatori locali per monitorare e comprendere i cambiamenti climatici nella regione adriatica. Il secondo è quello di aiutare le comunità locali a realizzare misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici», ha spiegato Francesca Montalti, Vice Presidente di Innovacoop.

I partner di GECO2 sono ARPAE (capofila del progetto), CIHEAM Bari, Regione Molise, Regione Marche, Rerasd per il coordinamento e lo sviluppo della Contea di Spalato Dalmazia, Agrra - Zara (Zara), Agenzia di sviluppo rurale della Contea di Dubrovnik Neretva e Legacoop Romagna.

All’incontro di avvio era presente anche Diana Gracin Petrovic, Programme Manager del programma europeo di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Croazia, che finanzia il progetto. «Il progetto GECO2 porterà importanti benefici per i cittadini italiani e croati», ha dichiarato.

Maggiori informazioni sul progetto e sull´incontro di presentazione sono disponibili al sito https://www.italy-croatia.eu/web/geco2/.





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