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Agricoltura, suolo e clima: casi studio in Emilia-Romagna

Tre casi studio in Emilia-Romagna su sostanza organica e sequestro del carbonio in anteprima Ecoscienza 2/2020.

(19/03/20) 

La sostanza organica del suolo svolge cruciali funzioni nel sequestrare il carbonio, contrastando le emissioni dovute alle attività umane. Tre casi studio in Emilia-Romagna su sostanza organica e sequestro del carbonio confermano l’importanza dell’agricoltura nel mitigare i cambiamenti climatici. Articolo in anteprima online per Ecoscienza 2/2020

L’urgenza dettata dai cambiamenti climatici, con la priorità di limitare le emissioni di CO2 (principale gas serra), deve essere applicata anche ai suoli che, se non gestiti in maniera sostenibile, possono emettere alti quantitativi di gas alteranti (NH3, NOx, CO2, CH4 ecc.). A scala globale, nei suoli vengono sequestrati circa 2.400 miliardi di tonnellate di carbonio organico, che sono di gran lunga superiori a quelle degli ecosistemi vegetali (Minasny et al., 2017). La sostanza organica del suolo ha importanti proprietà chimiche, fisiche e biologiche e svolge cruciali funzioni nel sequestrare il carbonio; essa deve essere pertanto preservata e incrementata per contrastare le emissioni antropiche, generalmente stimate nell’ordine di qualche miliardo di tonnellate di carbonio per anno.

La Soil Thematic Strategy [Eu-Com(2006) 231] ha individuato nella perdita di sostanza organica dei suoli (principalmente agrari), e nella conseguente perdita di biodiversità, una forte minaccia che può innescare e portare alla completa degradazione dei terreni e quindi a desertificazione.
Il ministro dell’Agricoltura francese Stéphane Le Foll, alla Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi nel 2015, ha stimato che se si riuscisse ad aumentare ogni anno del 4 per mille (4‰) la quantità di carbonio dei suoli saremmo in grado di contrastare le emissioni antropogeniche prodotte (figura 1). Sfortunatamente, si registrano invece diffuse perdite di carbonio organico dai suoli e quindi si rivela necessaria la promozione di pratiche agricole virtuose (best practices) volte alla sua salvaguardia.

La Comunità europea ha percepito la problematica suggerendo ai singoli stati e alle regioni di promuovere pratiche che conducano pertanto alla salvaguardia dei suoli attraverso lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili. In questo contesto, all’interno dello schema di Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna per il periodo 2014-2020, è stata concepita la focus area 5E Promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale, declinando il compito di sviluppare iniziative a scala regionale a gruppi operativi (GO) formati da enti di ricerca e aziende agricole.

Uno di tali gruppi operativi, denominato “SaveSOC2”, si sta occupando di studiare il quantitativo degli stock di carbonio e lo stato qualitativo dei suoli regionali in tre distinti contesti pedo-climatici e agronomici, quali l’azienda biologica I Rodi votata alla coltura dei piccoli frutti sull’appennino modenese, l’azienda biologica orto-frutticola di Carla Tassinari dell’alta pianura ferrarese e l’azienda Vivai Maccanti dedita a vivaismo nella bassa pianura ferrarese in aree di recente bonifica (Valle del Mezzano)...
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Gianluca Bianchini1, Livia Vittori Antisari2Gloria Falsone2, Mauro De Feudis2, Camilla Forti2, Claudio Natali3, Enrico Mistri1, Valentina Brombin1, Gian Marco Salani1
1. Dipartimento di Fisica e scienze della Terra, Università di Ferrara 
3. Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Firenze



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