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COVID-19 Rischio incidenti al riavvio degli impianti dopo il lockdown

Edizione straordinaria del Lessons Learned Bulletin della Commissione Europea sui rischi di incidente durante la riapertura a seguito del lockdown di siti industriali in cui sono presenti sostanze pericolose

(03/06/20) 



La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto globale e continua a influenzare la vita delle persone in tutto il mondo. Le misure imposte dai governi per controllare la diffusione del virus hanno comportato l’interruzione o la riduzione delle attività anche nelle industrie che trattano sostanze pericolose e una sostanziale riduzione del personale presente negli impianti. Sia la fase di arresto che la fase di avvio, in particolare negli impianti chimici e petrolchimici, sono condizioni che necessitano di particolare attenzione per prevenire il verificarsi di incidenti.

L’edizione staordinaria del Lessons Learned Bulletin a cura dell’ufficio Major Accidents Hazard Bureau (MAHB) del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea, destinata a sensibilizzare sui rischi associati alla fermata e riavvio di siti industriali in cui sono presenti sostanze pericolose, affronta in particolare la problematica dei rischi di incidente durante la riapertura delle attività a seguito del lockdown per l’emergenza COVID-19. 

Due casi di incidenti recentemente accaduti, in una azienda di lavorazione di materie plastiche ad Ottaviano (NA) il 5 maggio 2020 e in un impianto di produzione polimeri in India il 7-8 maggio 2020, dimostrano perché dovrebbero essere presi in considerazione particolari accorgimenti al riavvio di un impianto dopo la fermata a causa della pandemia di COVID-19.

Oltre alla descrizione dei due incidenti nel bollettino sono contenute alcune raccomandazioni che i gestori dovrebbero considerare, in caso di interruzioni prolungate delle produzioni ed assenza del personale operativo, a cui sono associati potenziali pericoli, ancor più in periodi di pandemia come quella attuale. Si evidenzia come le fermate impiantistiche prolungate potrebbero comportare variazioni e modifiche all’interno del sito produttivo. Ad esempio potrebbero essere variate le condizioni di stoccaggio delle sostanze pericolose: sia in termini di grandezze fisiche, come temperatura e pressione, sia come stabilità chimica delle sostanze presenti che possono mutare nel tempo o a contatto con altre sostanze (es. umidità, ruggine), sia come presenza del livello di polmonazione con azoto atto ad evitare il rischio di esplosioni. 

E’ importante infine non affrettare la ripresa dell’attività produttiva senza aver prima verificato le condizioni ottimali per la sicurezza delle apparecchiature, dei processi e della presenza del personale, per evitare il rischio di una nuova diffusione del contagio. In questa fase diventa influente anche il ruolo delle autorità competenti per supportare ed agevolare la corretta riapertura degli stabilimenti.

 

Lessons Learned Bulletin Special Issue May 2020

 

Fonte 

MAHB 





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