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L’Europa verso l’adattamento ai cambiamenti climatici

L´Unione europea ha iniziato un processo verso una strategia comunitaria di adattamento. L’Italia, pur in un’area con i maggiori impatti attesi, non ha ancora adottato una propria strategia nazionale di adattamento. L´articolo di Sergio Castellari in Ecoscienza 2/2012.

(31/07/12) 

Nell’ultimo decennio la comunità scientifica internazionale ha assunto la consapevolezza che il nostro pianeta dovrà affrontare vari impatti dei cambiamenti climatici imputabili sia a cause naturali, sia all’azione dell’uomo. Alcuni impatti sono già in corso (esempio: la banchisa artica, i ghiacciai della Groenlandia, i ghiacciai alpini e le ondate di calore in varie aree del pianeta), mentre altri potranno accadere in un futuro a breve e medio termine, anche se le emissioni dei gas-serra saranno ridotte significativamente nei prossimi decenni tramite l’applicazione di politiche di mitigazione su scala globale.

Secondo i risultati evidenziati nell’ultimo rapporto di valutazione dell’Ipcc Ar4-WgII1, pubblicato nel 2007, nei prossimi decenni l’area europea meridionale e l’area mediterranea potranno far fronte a impatti dei cambiamenti climatici particolarmente negativi, i quali, combinandosi agli effetti dovuti alle pressioni antropiche sulle risorse naturali, potranno trasformare queste aree tra quelle più vulnerabili.

Secondo gli scenari climatici Ipcc-Sres2, nelle due summenzionate aree saranno indicatori degli impatti negativi attesi nei prossimi decenni: un innalzamento eccezionale delle temperature (soprattutto in estate), un aumento della frequenza di eventi estremi (ondate di calore, siccità ed episodi di precipitazioni piovose intense), riduzione delle precipitazioni annuali medie e dei flussi fluviali con conseguente calo della produttività agricola e perdite di ecosistemi naturali.

In Italia le aree e i settori più vulnerabili agli impatti presenti e attesi dei cambiamenti climatici sono:
- le zone costiere e gli ecosistemi marini
- la regione alpina e gli ecosistemi montani
- le aree a rischio di desertificazione
- le aree soggette a rischio idrogeologico
- il bacino del fiume Po
- l’agricoltura
- l’energia (in particolare quella idroelettrica)
- il turismo
- la salute.

In generale, i cambiamenti climatici rischiano di amplificare le differenze regionali sia in Europa, sia in Italia, in termini di qualità e disponibilità delle risorse naturali e degli ecosistemi.

L’adattamento ai cambiamenti climatici in Europa
In Europa sono già avvertite la necessità di adattamento ad alcuni impatti dei cambiamenti climatici e l’urgenza di iniziare una pianificazione di strategie e piani di implementazione a corto/medio termine a livello europeo, nazionale e regionale, al fine di far fronte a questa emergenza climatica. La comunità scientifica ha evidenziato che interventi a corto e medio termine che diminuiscano la vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici e aumentino la capacità adattiva a livello europeo saranno molto meno onerosi dei danni causati da questi impatti.

L’Europa si è attivata in tema di adattamento3 con la pubblicazione nel 2007 da parte della Commissione Europea del Libro verde4 “L’adattamento ai cambiamenti climatici in Europa, quali possibilità di intervento per l’Ue”5, ove sono esposte le linee dell’intervento comunitario per l’adattamento dell’Ue ai cambiamenti climatici e viene posta una serie di quesiti per le parti interessate (Paesi membri e vari stakeholder). Sulla base dei contributi e delle reazioni al Libro verde da parte di questi soggetti interessati (trasmessi entro il 30 novembre 2007), la Commissione ha potuto stabilire l’orientamento futuro delle sue azioni.

Tra i punti principali evidenziati dal Libro verde sono da menzionare i seguenti:
- le azioni di adattamento devono essere realizzate al livello più adeguato ed essere complementari, specialmente tra le autorità pubbliche
- livello nazionale: miglioramento della gestione dei disastri, prevenzione dei rischi ed elaborazione di strategie di adattamento
- livello regionale: pianificazione territoriale
- livello locale: modalità pratiche di gestione e di utilizzo del suolo e sensibilizzazione delle popolazioni.

Infine, il Libro verde delinea quattro linee d’azione su scala comunitaria:
1. intervento immediato nell’Ue nei settori in cui le conoscenze sono adeguate
2. integrazione dell’adattamento nell’azione esterna dell’Ue
3. miglioramento delle conoscenze laddove sussistano lacune
4. partecipazione di tutte le parti interessate all’elaborazione di strategie di adattamento

segue in Ecoscienza 2/2012 , articolo di Sergio Castellari, responsabile del gruppo di ricerca “Relazioni istituzionali e politiche di adattamento”, Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Focal point nazionale Ipcc

Note
1Parry M.L., O.F. Canziani, J.P. Palutikof, P.J. van der Linden and C.E. Hanson, eds., 2007, Climate Change 2007: Impacts, Adaptation and Vulnerability. Contribution of Working Group II to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, Cambridge University Press, Cambridge, Uk, 982 pp.
2 http://bit.ly/clima01

3 “L’adattamento punta a ridurre il rischio e i danni derivanti dagli impatti negativi (presenti e futuri) del fenomeno in maniera efficace dal punto di vista economico oppure a sfruttare i potenziali benefici della situazione... L’adattamento può comprendere strategie nazionali o regionali e anche interventi pratici a livello di collettività o di singoli individui. Le misure di adattamento possono anticipare il fenomeno o reagire ad esso. L’adattamento interviene sia sui sistemi naturali che umani” (da Libro verde L’adattamento ai cambiamenti climatici in Europa - quali possibilità di intervento per l’Ue, http://bit.ly/clima02)

4 Libro verde: documento di discussione inteso a stimolare un dibattito e ad avviare un processo di consultazione. Libro bianco: relazione autorevole che affronta un problema specifico e indica come risolverlo; segue spesso un Libro verde. (da http://europa.eu/documentation/faq/index_it.htm)

5 http://bit.ly/clima03



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