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Rifiuti, clima, green economy, smart city: in linea Ecoscienza 1/2013

Dalla nuova strategia europea sui rifiuti all’applicazione del decreto sulle terre e rocce da scavo, dalla fase del protocollo di Kyoto dopo Doha alla road map italiana per la green economy e alla sfida delle smart cities, in linea il nuovo numero di Ecoscienza.

(15/03/13) 

Il primo numero del 2013 di Ecoscienza, da oggi in linea nella versione sfogliabile, è ricco di contributi su diversi temi di attualità: dalla nuova strategia europea sui rifiuti all’applicazione del decreto sulle terre e rocce da scavo, dalla fase 2 del protocollo di Kyoto dopo Doha alla road map italiana per la green economy e alla sfida delle smart cities.

A Doha è iniziata la fase 2 del protocollo di Kyoto
Alla conferenza delle Parti sul clima, che si è svolta in Qatar lo scorso dicembre, si sono raggiunti importanti risultati, ma la comunitá internazionale deve fare ancora molto per mantenere l’incremento della temperatura media sotto i due gradi °C, la soglia che separa un futuro sostenibile dal caos climatico. Prospettive poco rosee anche per finanziamento del Green climate found. Resta aperta la speranza per implementare le azioni necessarie.

Prevenire e ridurre, la sfida dei rifiuti

La gerarchia delle priorità nella gestione dei rifiuti è ben definita da ormai molti anni, sia a livello europeo che nel recepimento normativo nazionale e nella pianificazione di scala locale. Ma la prevenzione, il primo punto di quella gerarchia, è sempre stato quello più delicato da affrontare ed è sempre più attuale e necessario interrogarsi sulle scelte da compiere perché si riesca a compiere una reale riduzione, al di là di quella causata principalmente dalla crisi economica. Anche la Regione Emilia-Romagna, con il nuovo Piano di gestione dei rifiuti, vuole affrontare il problema in chiave di efficienza e sostenibilità. Attenzione all’intero ciclo di vita dei prodotti, eliminazione degli sprechi, riduzione dei materiali da smaltire e valorizzazione della filiera del recupero: sono queste le sfide poste alla nostra società e c’è bisogno del contributo di tutti gli attori per riuscire a vincerle.

Terre e rocce da scavo. Da rifiuti a sottoprodotti, l’applicazione del decreto 161/2012
Con il decreto ministeriale 161/2012, in vigore dal 6 ottobre 2012, è stato emanato un nuovo regolamento per la gestione delle terre e rocce da scavo. La materia è senza dubbio una delle più intricate in ragione della vorticosa successione delle norme di riferimento. Le finalità dichiarate sono di migliorare l’uso delle risorse naturali e di prevenire la produzione di rifiuti, stabilendo i criteri affinché i materiali da scavo siano classificabili come sottoprodotti e non rifiuti. Gli operatori del settore sono generalmente concordi sulla portata innovativa delle intenzioni, ma sottolineano alcuni aspetti critici che potrebbero sminuirne gli effetti positivi. Tra gli aspetti più controversi dubbi interpretativi e di legittimità rispetto alle norme previgenti, il rischio di un aggravio amministrativo molto oneroso e il tema delle risorse economiche destinate a coprire i costi delle ispezioni e dei controlli, più ampi e più complessi rispetto al passato.

Dovrà essere green l’economia della rinascita
Dagli Stati generali della green economy arriva la spinta per un´azione decisiva verso un pieno sviluppo dell´economia verde in Italia, come risposta alla duplice crisi, economica e ambientale. L’eco-innovazione potrebbe essere la chiave di volta per combattere la rassegnazione al declino. La costituzione del Consiglio nazionale della green economy è un primo importante passo per promuovere un confronto col nuovo governo, con particolare attenzione al ministero dell’Ambiente e a quello dello Sviluppo economico, e per realizzare accordi attuativi della piattaforma programmatica delle 70 proposte, varata nel corso degli Stati generali a Ecomondo 2012.
Tra gli esempi di buone pratiche in Emilia-Romagna il distretto ceramico di Modena e Reggio e il Centro agroalimentare Bologna (Caab).

Città intelligenti per il rilancio del paese
Da Smart city exhibition (Bologna, 2012) si è avviato il dibattito sui progetti e la realtà dell’innovazione delle città italiane. Bologna premiata come città più smart d’Italia, ma è solo il punto di partenza. Sostenibilità, semplificazione e qualità di vita: innovazione tecnologica e intelligenza digitale possono portare al contesto italiano un cambiamento radicale.
Servono una pianificazione strategica nazionale e una collaborazione tra pubblico e privato per mettere in moto le risorse necessarie.

Tra gli altri argomenti trattati in questo numero: i risutati dell´indagine in tema di diossine/furani e PCB nelle matrici ambientali e alimentari del territorio forlivese; innovazioni ambientali per le autostrade del futuro; sostenibilità e competitività: missione possibile; il controllo dei centri di pericolo; diossido di titanio e rischi per la salute; come cambia la comunicazione in Arpa, dalle app agli ebook e ai social network.

Altri argomenti di attualità nelle rubriche Legislazione news, Libri, Eventi

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