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Terre e rocce da scavo, da rifiuti a sottoprodotti

Il decreto 161/2012 introduce un nuovo regolamento per la gestione delle terre e rocce da scavo. Gli operatori del settore sottolineano la portata innovativa del provvedimento, ma evidenziano alcune criticità. Il servizio in Ecoscienza 1/2013.

(10/04/13) 

Terre e rocce da scavo, l´applicazione del decreto 161/2012
Il servizio in Ecoscienza 1/2013

Con il decreto interministeriale 161/2012, in vigore dal 6 ottobre 2012, è stato emanato un nuovo regolamento per la gestione delle terre e rocce da scavo. La materia è senza dubbio una delle più intricate in ragione della vorticosa successione delle norme di riferimento. Le finalità dichiarate del decreto interministeriale sono di migliorare l’uso delle risorse naturali e di prevenire la produzione di rifiuti, stabilendo i criteri qualitativi e quantitativi da soddisfare affinché i materiali da scavo siano classificabili come sottoprodotti e non rifiuti.
Entrato in vigore il 6 ottobre 2012, da quel momento è diventata efficace l’abrogazione dell’articolo 186 del Dlgs 152/2006, la più recente normativa di riferimento per le terre e rocce da scavo.

Come emerge dal servizio pubblicato in Ecoscienza 1/2013, gli operatori del settore - enti autorizzatori e di vigilanza, costruttori, committenti di grandi opere, associazioni di categoria - sono generalmente concordi sull’importanza e la portata innovativa delle intenzioni del legislatore; tuttavia sottolineano alcuni aspetti critici che potrebbero sminuirne gli effetti positivi.
La programmazione e l’attuazione di importanti opere pubbliche, più della normale pratica edilizia, pare aver stimolato il legislatore, sottovalutando l’impatto delle nuove norme sull’edilizia diffusa e sui piccoli cantieri. Tra gli aspetti più controversi vi sono dubbi interpretativi e talvolta di legittimità rispetto alle norme previgenti, il rischio di un aggravio amministrativo molto oneroso - in particolare per i piccoli cantieri - e il tema delle risorse economiche destinate a coprire i costi delle ispezioni e dei controlli, più ampi e più complessi rispetto al passato.

Scarica il servizio Terre e rocce da scavo (pdf)

Gli articoli pubblicati
Più ispezioni e controlli per le agenzie ambientali. Rosanna Laraia (Ispra)
Terre e rocce da scavo, più sottoprodotti che rifiuti. Matteo Angelillis (Arpa Emilia-Romagna)
Qualità e quantità di rifiuti e sottoprodotti in regione. Cecilia Cavazzuti, Giacomo Zaccanti, Rosalia Costantino (Arpa Emilia-Romagna)
Qualche dubbio interpretativo anche sui piccoli cantieri. Valerio Marroni (Arpa Emilia-Romagna)
La nuova idea di tutela e valorizzazione dell’ambiente. Antonello Martino, Sara Padulosi, Valentina Gabrieli, Cecilia Castellani (Italferr, Gruppo FS)
Cosa cambia per gli enti autorizzatori. Claudio Savoia, Serena Persi Paoli (Comune di Bologna)
La burocrazia, un freno che penalizza il riuso. Rossella Degni (Autostrade per l´Italia)
Edilizia: procedure complesse e dubbi di legittimità. Carmine Preziosi (Ance Bologna)

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