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Il clima cambia, adattamento e mitigazione: in linea Ecoscienza 5/2013

Il Quinto rapporto Ipcc conferma il cambiamento climatico in atto anche a causa delle attività umane; eventi estremi, strategie di adattamento e mitigazione i temi in Ecoscienza 5/2013.

(29/11/13) 

Da Olbia alle Filippine, l´eccezione che non c´è
Mentre questa rivista stava per andare in stampa con un numero monografico su cambiamento climatico e strategie di adattamento e mitigazione, la scure del maltempo si è abbattuta sulla Sardegna e sul mondo con le vesti di un’eccezionalità che si ripete uccidendo e devastando, da Olbia agli Stati Uniti alle Filippine. Da 400 a 470 mm di pioggia in 12 ore su un’area vasta della Sardegna con devastazioni e morti. Il dramma della Sardegna colpisce in tutta la sua straordinarietà, ma questi eventi si possono già dare come acquisiti nella fenomenologia tipica dell’autunno dei prossimi anni, anche sulla scorta di quanto già avvenuto. Sono eventi che si possono definire eccezionali per una data località, ma su un territorio nazionale assumono drammaticamente i caratteri della regola.
Non è possibile attribuire ogni singolo nubifragio al cambiamento climatico, ma l’osservazione degli ingredienti fisici che concorrono alla formazione di questi eventi intensi mostra un deciso aumento delle situazioni favorevoli al loro sviluppo nell’area mediterranea. La temperatura media dei mari sta aumentando e in particolare quella del Mediterraneo nei mesi autunnali, cosi come aumenta la temperatura delle masse d’aria subtropicali. In ottobre e novembre la temperatura media superficiale del Mediterraneo è aumentata di circa 1.5°C rispetto agli anni 80-90, con un forte aumento dal 2010.
Questa condizione determina anche un aumento dell’instabilità termodinamica e il contenuto di vapor d’acqua in atmosfera, vero combustibile primario dei sistemi temporaleschi.

L´intensificazione delle precipitazioni si sta verificando anche a livello globale, con un’accentuazione della stagione monsonica o della frequenza dei tornado o dell’intensità dei cicloni tropicali, come abbiamo visto recentemente con il devastante supertifone Haiyan, che potrebbe risultare la tempesta più violenta che abbia mai toccato terra, con venti che hanno sfiorato i 320 km/h e mareggiate devastanti, con la marea salita di ben 4 metri.
Il Quinto rapporto Ipcc conferma: estati sempre più calde, lunghe e siccitose e, al contrario, l’autunno e la stagione invernale con precipitazioni sempre più violente.
Tutto ciò va messo nel conto e impone drammaticamente alla politica, alle diverse scale, tre aree d’intervento integrate fra loro sulle quali decidere in fretta: adottare strategie globali e locali di mitigazione, strategie e azioni concrete di adattamento, efficaci sistemi di allerta e di comunicazione del rischio, in grado di mettere in sicurezza le popolazioni. Lo stesso potenziamento di un sistema meteorologico efficace, diffuso a rete sul territorio e integrato con la protezione civile non è un lusso, ma una necessità primaria.
Si sa, trovare le risorse è difficile, ma non agire e riparare i danni costa di più, in un rapporto di oltre 3 a 1. La scelta è quindi obbligata e sta nell’utilizzare al meglio e al massimo i fondi strutturali europei per mitigazione e adattamento, contribuendo con ciò a rilanciare e a reindirizzare l’economia con la prevenzione di danni che gli eventi estremi drammaticamente ci riproporranno.

I temi proposti in questo numero di Ecoscienza intendono rappresentare una raccolta integrata di almeno parte del migliore sapere scientifico e del pensiero in Italia, atti a supportare una necessaria inversione di tendenza.

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