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Nave Gokbel, si protraggono le attività di recupero del relitto

Per problemi tecnici sarà necessario tagliare la nave. La fine delle operazioni è prevista per il 7 luglio.

(23/06/15) 

Condizioni particolari stanno ritardando il recupero del relitto della nave Gokbel, affondata al largo di Ravenna. In particolare le sovrastrutture del relitto adagiate sul fondale si sono riempite di sedimento a seguito del moto ondoso e della corrente, appesantendo il relitto e impedendo le attività di parbuckling.

La società Smit Salvage B.V., incaricata dall’armatore della Gokbel al recupero, si è quindi trovata costretta a presentare un nuovo piano, basato sulla separazione del blocco degli alloggi (affossato sul fondale e pieno di fango) dallo scafo. La situazione è stata prospettata in una riunione il 22 giugno 2015 presso la Capitaneria di Porto di Ravenna, in cui si è concordato che:
- il taglio del blocco alloggi sarà eseguito mediante la trazione di una catena predisposta e vincolata al pontone Italia;
- tutte le operazioni saranno eseguite secondo le norme di sicurezza e le buone pratiche;
- verrà posta massima attenzione al fine di evitare qualsiasi fenomeno di inquinamento e il fondale sarà ripulito di tutto il materiale disperso;
- oltre ai mezzi antinquinamento disponibili nel porto di Ravenna, previa richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, saranno utilizzati altre 2 imbarcazioni della società Castalia con tutte le dotazioni antinquinamento previste (panne galleggianti/assorbenti, stimme ecc.).

I tempi di fine attività di recupero sono previsti per il 7 luglio.

Arpa Emilia-Romagna, con la Struttura Oceanografica Daphne e la Sezione di Ravenna prosegue nelle attività di controllo ambientale dell’area marina interessata.

Ad oggi tutti i controlli non hanno evidenziano alcuna problematica.

Rimozione nave Gokbel (foto Ravenna Today)

Nella foto: uscita in mare con il vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi, il Comandante in II C.V. (CP) Giuseppe Romano della Capitaneria di Porto di Ravenna e Carla Rita Ferrari, responsabile Struttura oceanografica Daphne-Arpa Emilia-Romagna (foto Ravenna Today)

 



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