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Ricerca e sviluppo, i progetti europei di Arpae

Clima, energia, acqua e altri temi ambientali sono al centro dei progetti sviluppati da Arpae.

(09/02/16) 

Progetti LifeTrasversalmente ai vari incarichi previsti dalla normativa regionale, Arpae Emilia-Romagna svolge da diversi anni una proficua attività di progettazione, aderendo ad alcuni programmi di finanziamento della Commissione europea che soggiacciono alle politiche comunitarie in ambito di protezione e prevenzione ambientale.

La progettazione europea rappresenta per Arpae un’ottima opportunità per svolgere attività finalizzate al raggiungimento dei propri obiettivi, allineandoli al contempo a quelli europei. Il co-finanziamento da parte dell’Unione europea è infatti finalizzato a stimolare nei paesi membri l’iniziativa pubblica e privata e l’attivazione di soluzioni che generino risultati tangibili per i cittadini europei e per il processo d’integrazione fra i paesi membri. Fondamentale a tale scopo è il coinvolgimento degli attori socio-economici, degli amministratori e di tutti i soggetti che operano costantemente sul territorio.

In tema ambientale, sono molteplici gli ambiti di convergenza fra le attività che Arpae svolge sul territorio regionale e le strategie promosse dall’Ue attraverso lo stanziamento di fondi. Nel 2013 il Parlamento europeo ha approvato un budget complessivo di 1.082 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. La maggior parte di quest’ammontare viene riversato in programmi di co-finanziamento che dovranno contribuire al raggiungimento degli obiettivi del settennato (crescita intelligente, inclusiva e sostenibile). I programmi che risultano di maggior interesse per Arpae sono Life (per il quale l’Ue stanzia un budget complessivo di circa 3,5 miliardi), Horizon 2020 (81 miliardi) e la Cooperazione territoriale europea o Cte (9 miliardi).

Il programma Life è lo strumento di finanziamento per l’ambiente e il cambiamento climatico. L’obiettivo generale di Life è contribuire all’attuazione della legislazione e della politica ambientale e climatica dell’Ue; le due aree prioritarie sono Ambiente e Cambiamenti climatici.

Horizon 2020 (H2020) ha sostituito il precedente VII Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo; i tre “pilastri” strategici cui fanno riferimento i bandi di H2020 sono eccellenza scientifica, leadership industriale e sfide sociali.
Una delle 12 focus area trasversali del programma è la “Disaster-Resilience”, intesa come salvaguardia e protezione della società dagli effetti dei cambiamenti climatici.

I programmi di Cooperazione territoriale europea attingono ai fondi strutturali, volti allo sviluppo e all’integrazione fra le Regioni degli Stati membri su vari obiettivi tematici che comprendono fra gli altri il graduale passaggio alla “low carbon economy”, l’adattamento ai cambiamenti climatici con la prevenzione e gestione dei rischi connessi, nonché l’incremento dell’efficienza delle pubbliche amministrazioni.

Nell’arco della programmazione 2007- 2013, Arpa Emilia-Romagna ha preso parte a 23 progetti, co-finanziati in percentuale variabile dall’Ue. Diversi nodi di Arpae si sono attivati per la presentazione di proposte su tematiche attinenti le proprie specifiche attività. In particolare, il Servizio IdroMeteoClima (Simc) e la Direzione tecnica hanno sviluppato numerosi progetti su diverse tematiche, accumulando notevole esperienza e capacità progettuale.

Un ruolo determinante nella gestione di tutti i progetti di Arpae è svolto dalla Direzione amministrativa - Unità gestione progetti europei (Ugpe), i cui operatori affiancano i tecnici dei vari servizi per gli aspetti amministrativi e contabili.

I progetti attivi
A oggi, i progetti attivi in Arpae sono sette: tre afferenti al programma Life, due ad Horizon 2020, un progetto Interreg e uno rientrante in Intelligent Energy Europe.

I tre Life in cui è coinvolta attualmente l’agenzia sono Primes (leggi l´articolo specifico sul progetto), Climate ChangER e Gioconda.

A ottobre è partito il progetto Primes (Preventing flooding risks by making resilient communities), avviato dal Simc e coordinato dall’Agenzia di Protezione civile della Regione Emilia-Romagna. L’idea progettuale verte sul potenziamento dei sistemi di allertamento in caso di alluvioni attraverso una serie di misure: lo sviluppo di procedure e sistemi informativi omogenei e integrati a livello interregionale, la definizione di scenari di rischio e la realizzazione di uno spazio web condiviso con le comunità locali. Tutte le azioni sono volte a migliorare il coordinamento tra le istituzioni e soprattutto a sperimentare buone pratiche di autoprotezione per i cittadini.

Climate ChangER, seguito dall’Area Agrometeorologia territorio e clima del Simc, si occupa della mitigazione (riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare metano eprotossido di azoto) dei diversi fattori utilizzati nei sistemi produttivi agricoli rappresentativi (per prodotto lordo vendibile e tipicità) dell’Emilia-Romagna. Il partner coordinatore è la Direzione generale Agricoltura della Regione Emilia-Romagna.

Infine la Direzione tecnica - Centro tematico regionale Ambiente e salute e la sezione provinciale di Ravenna partecipano al progetto Gioconda, che intende coinvolgere i giovani nelle decisioni in materia di ambiente e salute rendendoli partecipi, in un’ottica di democrazia partecipativa, delle decisioni prese in questo ambito dagli amministratori a livello locale.

I due progetti di ricerca e sviluppo tecnologico, entrambi sostenuti dal Simc, sono Moses (Managing crop water saving with enterprise services) e Enhance (Enhancing risk management partnerships for catastrophic natural disasters in Europe).
L’obiettivo principale di Moses è quello di mettere in atto e dimostrare in scala reale l’applicazione di una piattaforma informativa per fornire servizi climatici (previsioni stagionali e a medio termine) a consorzi di bonifica, a distretti di irrigazione e ad altri enti di gestione delle acque, al fine di facilitare la pianificazione e la gestione delle risorse idriche a fini di irrigazione e come strumenti di adattamento al cambiamento climatico.
EnhanceEnhance analizza e sviluppa nuove metodologie atte a migliorare la resilienza della società agli impatti provocati dalle catastrofi naturali, fornendo nuovi scenari e contribuendo allo sviluppo di nuovi partenariati multi-settore per la gestione dei diversi rischi legati a ondate di calore, incendi boschivi, alluvioni, siccità, tempeste ed eruzioni vulcaniche.

Come già accennato, i precedenti progetti sono co-finanziati da fondi che rientrano nella tipologia dei fondi diretti, cioè stanziamenti vincolati a obiettivi generali della Commissione, rivolti a partenariati che rispondono a bandi europei proponendo idee progettuali in concorrenza fra loro. Per i fondi strutturali gli obiettivi sono invece legati al diverso livello di sviluppo delle regioni o all’implementazione di strategie macro- regionali europee, caratterizzate da specifiche priorità tematiche.

DeFishGearIl progetto DeFishGear si inserisce nel Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, affrontando la questione dei “rifiuti marini” per fornire una spinta strategica a livello macro-regionale e definire programmi efficaci di gestione di tali rifiuti. La Struttura oceanografica Daphne è coinvolta quale partner del progetto insieme a stakeholders operanti nei paesi che si affacciano sull’Adriatico in settori riconducibili alla problematica affrontata.

Res H/C SpreadInfine, il progetto Res H/C Spread (Renewables heating and cooling, Strategic actions development), che vede coinvolta la Direzione tecnica - Centro tematico regionale Energia e valutazioni ambientali complesse, è finanziato dal programma Intelligent Energy Europe (Iee). L’Iee, ora inglobato in Horizon 2020, ha l’obiettivo generale di sviluppare e diffondere l’uso delle fonti rinnovabili per il riscaldamento e raffrescamento, come richiesto dalla recente direttiva europea sull’efficienza energetica. Nello specifico, il progetto mira a sviluppare sei “Piani per il riscaldamento e il raffrescamento da fonti rinnovabili” in altrettante regioni pilota europee. Anche in questo caso, viene perseguita una visione di governance partecipativa multi-livello, che consente la collaborazione e il consenso di attori regionali e nazionali.

 

Lorenzo Biondani (Università di Bologna), Barbara Ramponi (responsabile Unità gestione amministrativa progetti europei, Direzione amministrativa, Arpae Emilia-Romagna).

Articolo pubblicato su Ecoscienza 6/2015

 

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