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Il mare Adriatico nel 2015 in buone condizioni

I risultati del monitoraggio Arpae presentati in una conferenza stampa a Cesenatico.

(10/02/16) 

Conferenza stampa Cesenatico

Buone condizioni del mare Adriatico nel 2015, con poche fioriture di alghe, qualche caso di spiaggiamento di pesci, assenza di mucillagini e della pericolosa microalga Ostreopsis ovata e nessun caso di inquinamento rilevato. Particolarmente impegnativo, ma risolto senza impatti per l´ambiente marino, è stato il recupero della motonave Gokbel.
È questo in sintesi il risultato del monitoraggio della Struttura Daphne di Arpae delle acque marine costiere dell´Emilia-Romagna nel 2015.


I risultati del monitoraggio sono stati presentati a Cesenatico, presso la sede della Struttura Oceanografica Daphne di Arpae Emilia-Romagna, alla presenza di Carla Rita Ferrari (direttore Arpae-Daphne), di Paola Gazzolo (Assessore all´Ambiente, difesa del suolo e della costa e protezione civile della Regione Emilia-Romagna), del Comandante di vascello della Capitaneria di porto Aurelio Caligiore (responsabile del Reparto ambientale marino del Ministero dell’Ambiente), dell´Ammiraglio della Capitaneria di porto Giuseppe Meli (direttore marittimo dell’Emilia-Romagna e Comandante del Porto di Ravenna) e di Giannantonio Mingozzi (vicesindaco del Comune di Ravenna).

“Il nostro mare è in buona salute, anche grazie agli scarsi apporti di acqua dolce dai bacini costieri e alle frequenti mareggiate che si sono verificate lo scorso anno - ha affermato l’assessore Gazzolo -. Non sono stati registrati casi di inquinamento né nell’acqua, né nei sedimenti. Siamo soddisfatti anche di come si sono svolte le complesse operazioni di recupero della motonave turca Gokbel: tutti i controlli effettuati da Arpae hanno confermato che non c’è stato alcun impatto ambientale. Per attuare la ‘Crescita blu’, sostenibile ed ecocompatibile che l’Europa ci pone come obiettivo e che la Regione persegue con convinzione, la tutela del mare rappresenta un presupposto indispensabile”.


“L´area settentrionale dell’Adriatico - ha spiegato Carla Rita Ferrari - si conferma la più sensibile ai fenomeni eutrofici, sia per la vicinanza agli apporti del bacino del Po, sia per le particolari condizioni di scarso ricambio delle acque. Qui si sono rilevate zone con carenza di ossigeno degli strati di fondo. Si conferma anche quest´anno come questa area di mare presenti un´ampia variabilità di condizioni, strettamente legate alle pressioni antropiche derivanti dai fiumi che sfociano in mare”.

 

Lo stato del mare nel 2015

Monitoraggio rifiuti spiaggiati - foto Katia Zaghini

Fenomeni ipossici/anossici delle acque di fondo

Lo sviluppo di fenomeni eutrofici e la concomitanza di condizioni di mare calmo, con innalzamento delle temperature delle acque, hanno favorito la formazione di aree ipossiche/anossiche (cioè con carenza/assenza di ossigeno disciolto) negli strati di fondo.

Condizioni che si sono manifestate in maniera discontinua tra luglio e agosto. Le aree ipossiche/anossiche si sono formate prevalentemente nella parte settentrionale della costa, area più sensibile ai fenomeni eutrofici, e in seguito allo spostamento delle masse d’acqua da Nord verso Sud hanno coinvolto anche le restanti aree, da costa fino a oltre i 20 km al largo.

Le correnti (prevalenti da Nord verso Sud) e il variare dei venti con presenza anche di garbino/libeccio che si sono manifestate il 13-14 agosto, hanno favorito lo spiaggiamento localmente in alcune zone della costa emiliano-romagnola (in particolare sulla costa ferrarese) di esigui quantitativi di pesce e organismi di fondo.

La carenza di ossigeno crea condizioni non idonee alla vita degli organismi che vivono a stretto contatto dei fondali, causando stati di sofferenza, migrazione degli organismi più mobili e moria di quelli sessili (fissi). Il verificarsi di fenomeni di anossia crea problemi anche alle attività di pesca, in quanto i pesci modificano i loro areali di distribuzione allontanandosi dalle aree che presentano condizioni sfavorevoli alla loro vita.

Mucillagini

Nel 2015 non sono state riscontrate presenze di materiale mucillaginoso lungo le coste dell’Emilia-Romagna. Il fenomeno non si è manifestato in nessuna parte dell’Adriatico nord-occidentale.

Ostreopsis ovata

Anche nel 2015 non si è rilevata la presenza di Ostreopsis ovata, microalga che può causare disturbi alle prime vie respiratorie e stati febbrili ai bagnanti. La microalga è presente lungo tutte le coste italiane fatta eccezione per le regioni del nord Adriatico (Veneto ed Emilia-Romagna). La Struttura Daphne, di concerto con il Servizio di Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, effettua il monitoraggio per verificarne la presenza, fino a oggi mai riscontrata.

Altri eventi

Meduse: segnalata in giugno la presenza di Aurelia aurita o Medusa quadrifoglio (specie non urticante, chiamata così per gli evidenti 4 cerchi delle gonadi ben visibili sul dorso). In luglio sono state riscontrate sporadiche presenze della cubo medusa Carybdea marsupialis, (specie urticante).

Tartarughe: nel 2015 sono state recuperate lungo la costa emiliano-romagnola 444 tartarughe morte spiaggiate e 63 tartarughe vive. Le tartarughe vive sono state ospedalizzate e successivamente liberate dalla Fondazione Cetacea Onlus di Riccione che raccoglie tutti i dati. L´elevato numero di ritrovamenti dimostra ancora una volta come nell´Adriatico centro settentrionale siano presenti molte tartarughe marine per la ricchezza di cibo e fondali bassi.

Il recupero della motonave Gokbel

La motonave Gokbel di bandiera turca è affondata il 28 dicembre 2014, a circa 3 miglia dall’imboccatura del porto di Ravenna, a seguito di collisione con la motonave Lady Aziza, di bandiera Belize. Ci sono stati 4 morti e 2 dispersi dell’equipaggio. La Gokbel trasportava un carico di circa 1500 t di barite contenuta in sacchi e conteneva 25 t di gasolio marino e 600 l di olio lubrificante. Lo scafo si è adagiato sul fondale ad una profondità di circa 14 m.

Per coordinare la rimozione del relitto e minimizzare i rischi di impatto sull’ecosistema marino circostante, il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha istituito un Tavolo tecnico presso la Prefettura di Ravenna a supporto della locale Direzione Marittima, a cui ha partecipato attivamente anche la Struttura Oceanografica Daphne. Arpae (Struttura Daphne e Sezione Provinciale Ravenna) ha svolto attività di monitoraggio e controllo ambientale in questo ambito.

Le complesse operazioni di recupero della motonave si sono concluse il 18 agosto 2015 e il relitto della Gokbel ha lasciato la rada di Ravenna a rimorchio del rimorchiatore Marine Tug diretto ad Aliaga (Turchia).

Tutti i controlli effettuati nel corso delle attività di recupero e alla loro conclusione hanno permesso di evidenziare che non c´è stato alcun impatto ambientale.

Il recupero è avvenuto con modalità e tempi degni di nota, ma soprattutto senza alcun costo per la collettività.



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