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Migliora la qualità delle acque di balneazione europee

Il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente analizza i dati 2015 ed evidenzia la ricaduta positiva delle misure messe in atto negli anni.

(26/05/16) 

Lo stato delle acque di balneazione europee è migliorato: nel 2015 il 96% dei siti di balneazione monitorati in Unione europea ha rispettato il valore minimo richiesto per la qualità delle acque.

Il dato positivo emerge dal nuovo rapporto annuale (dati 2015) pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) ed è riconducibile agli sforzi e alle misure messe in atto dall’Unione europea negli ultimi quarant’anni: provvedimenti legislativi, investimenti in  infrastrutture e, in generale, a ogni altra azione di riduzione dell’inquinamento. La relazione annuale appena pubblicata e i dati 2015, dimostrano l’efficacia e il merito delle scelte fatte.

A questo proposito, Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’EEA, ha dichiarato: “La nostra valutazione mostra che la qualità delle acque di balneazione è sensibilmente migliorata nel corso degli anni. Un numero sempre più alto di siti di balneazione, oltre a rispettare i requisiti minimi richiesti, ha anche raggiunto livelli di eccellenza. In alcune città è persino possibile fare il bagno in stabilimenti balneari pubblici nelle zone portuali.

Il rapporto ha considerato le analisi di campioni di acqua prelevati in oltre 21000 siti di balneazione, costieri e interni, presenti in Unione europea, in Svizzera e in Albania. I dati scendono nel dettaglio, specificando se le acque siano state contaminate o no da inquinamento fecale proveniente da acque reflue o da allevamenti. E se il 96% dei siti di balneazione soddisfa i requisiti minimi richiesti, oltre l´84% ha raggiunto il livello "eccellente", ancor più ambizioso. Non solo: numerose grandi aree e città turistiche come Blackpool, Copenaghen e Monaco di Baviera, hanno potuto constatare la ricaduta positiva degli investimenti realizzati negli anni per migliorare i sistemi fognari, che hanno consentito di godere oggi di siti di balneazione più puliti in zone portuali, in località fluviali urbane e anche nelle spiagge limitrofe.

I dati mostrano che la qualità delle acque di balneazione è migliorata nel tempo:  nel 1991 il 56% dei siti di balneazione raggiungeva gli standard più elevati, percentuale salita oggi (2015) all’87%; il trend è quindi in crescita se si considerano i circa 9600 siti di balneazione monitorati tutti gli anni durante tale periodo.

Nella stagione balneare 2015 per la prima volta tutti gli Stati membri dell’UE hanno monitorato i siti di balneazione presenti sul loro territorio secondo le disposizioni della nuova direttiva sulle acque di balneazione (2006/7/CE). La direttiva specifica se la qualità delle acque di balneazione è classificabile come "eccellente", "buona", "sufficiente" o "scarsa" a seconda dei livelli di batteri fecali riscontrati.
Ricordiamo infatti che, per le attività ricreative come il nuoto, la contaminazione fecale è fonte di preoccupazione per la salute pubblica. Nuotare in spiagge o laghi balneabili contaminati può essere causa di malattie. Le principali fonti di inquinamento sono le acque reflue e le acque di drenaggio provenienti da aziende e terreni agricoli. Tale inquinamento poi, aumenta in caso di forti piogge e inondazioni a causa della tracimazione delle fognature e del riversamento delle acque di drenaggio inquinate nei fiumi e nei mari. Quarant’anni fa nelle acque europee venivano scaricate grandi quantità di acque reflue non controllate, non trattate o parzialmente trattate.

Karmenu Vella, Commissario per l´ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato:"Le acque di balneazione europee sono al 96% di qualità accettabile e l’84% è di qualità eccellente. Questo è il risultato di 40 anni di investimenti nelle infrastrutture idriche e per la gestione delle acque reflue. È il segno del buon funzionamento della legislazione dell´Unione europea. Ed è l´esempio perfetto del fatto che aree altamente sviluppate dal punto di vista economico, come la nostra, possano produrre norme ambientali altrettanto efficaci."
 

Qualche numero (dati 2015)

  • La qualità dell´acqua è stata eccellente in oltre il 90% dei siti di balneazione di otto Stati membri: Lussemburgo (tutti gli 11 siti di balneazione considerati), Cipro (99,1% dei siti monitorati), Malta (97,7%), Grecia (97,2%), Croazia (94,2%), Italia (90,6%), Germania (90,3%) e Austria (90,2%).
     
  • In tutta Europa, nel 2015, solo in 385 siti di balneazione la qualità dell´acqua non ha rispettato i requisiti minimi sufficienti
     
  • La percentuale di siti di balneazione con qualità "insufficiente" è comunque scesa nel 2015 all´1,6% , rispetto al 1,9% del 2014.
     
  • Il numero più elevato di siti di balneazione con qualità delle acque di balneazione scarsa è stato registrato in Italia (95 siti, pari all´1,7%), Francia (95 siti, pari al 2,8%) e Spagna (58 siti, pari al 2,6%).
     
  • È in crescita il trend relativo alla percentuale di siti di balneazione con acque di balneazione eccellente: dal 78% del 2011 all´84% nel 2015.

(/RR)

Per approfondire
L’EEA ha pubblicato anche una mappa interattiva con i risultati di tutti i siti di balneazione.

Siti web:    EEA    |    Commissione europea

Notizia EEA



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