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Incendi Mezzano: la sintesi del 2015

Incendi Mezzano: la sintesi del 2015

(15/06/16) 

In ampie zone dei territori delle province di Ferrara e Ravenna sono stati segnalati dai cittadini odori persistenti, soprattutto nelle ore notturne. La causa è da attribuire alla combustione che da inizio agosto interessa i terreni di natura torbosa nel Mezzano ferrarese.

I controlli straordinari sulla qualità dell´aria, visto l´esaurirsi del fenomeno, si sono conclusi il 21 ottobre 2015. Successivamente, sono stati resi noti i risultati delle indagini effettuate sul terreno

In questa pagina riportiamo gli eventi, gli interventi e i controlli effettuati da Arpa Emilia-Romagna.

 

Le prime segnalazioni e i primi interventi

MezzanoI primi giorni di agosto sono stati segnalati dai cittadini odori persistenti nelle ore notturne nella zona dei Lidi Ferraresi. L’odore acre, simile a quello della plastica bruciata, creava parecchia apprensione nella popolazione residente e nei villeggianti, rendendo l’aria irrespirabile in particolari momenti della notte.

I sopralluoghi effettuati da Arpa Ferrara in data 03/08/2015 hanno evidenziato la presenza di sterpaglie bruciate nella zona del Mezzano. Durante il sopralluogo, si è accertato che l´area interessata è di notevole dimensione (circa 30 ettari), costituita da terreno incolto di natura torbosa, dal quale fuoriuscivano fumi acri e pungenti molto fastidiosi.

Pur non essendo presenti focolai attivi in superficie, l’emissione di fumo e le elevate temperature del terreno erano sintomi evidenti della presenza di combustione della torba al di sotto della superficie, che formava uno strato di braci.

Per fronteggiare l’emergenza, Arpa Ferrara ha convocato in data 5 agosto una riunione degli Enti interessati, durante la quale è stato costituito un gruppo di coordinamento e di intervento (coordinato dal sindaco di Ostellato), costituito da Arpa, Ausl, Consorzio di Bonifica, Protezione Civile, Comuni di Comacchio, Ostellato, Portomaggiore, Argenta, che ha pianificato la realizzazione di argini sul bordo dell’area interessata e il successivo allagamento.

L’intervento, durato circa 7 giorni, ha permesso di spegnere qualsiasi attività di combustione presente nell’area e contemporaneamente sono cessate le segnalazioni da parte dei cittadini.

 

I nuovi incendi

MezzanoIn data 23/08/2015 è stato segnalato un nuovo incendio che interessava un´area boschiva, sempre nel Mezzano. Durante il sopralluogo si è constatato che l´incendio era ancora in atto e coinvolgeva un´area di vaste dimensioni (circa 58 ettari); l’incendio è stato spento alle ore 18.

Durante il sopralluogo del giorno successivo, sono state osservate moderate esalazioni fumose che si alzavano dal terreno bruciato. Da allora si sono succeduti ripetuti interventi, quasi giornalieri, da parte dei vigili del fuoco, per la presenza di nuovi focolai.

I tecnici di Arpa hanno continuato a svolgere ulteriori sopralluoghi, tra cui quello del personale di Ravenna che ha “seguito” le tracce odorose fino al Mezzano, verificando che l´odore proveniente dal fumo della torba nel Mezzano coincide con quello avvertito anche nel territorio ravennate.

 

Il 19 settembre 2015 è iniziato il lavoro di allagamento della zona del “boschetto” da parte del Consorzio di Bonifica e della Protezione Civile. I lavori si sono protratti per diversi giorni, data l´estensione dell´area, fino a completo allagamento della zona. Le pompe usate allo scopo, sono state mantenute in loco per poter riallagare man mano che l´acqua drena attraverso il terreno.

Il 22 settembre Arpa ER, in collaborazione con l´Università di Bologna, ha effettuato un rilievo termografico con drone allo scopo di visualizzare le eventuali zone ancora problematiche dal punto di vista dell´incendio.

Il 6 ottobre verranno effettuati da Arpa Ferrara e dal Servizio Geologico della Regione Emilia-Romagna, i previsti sondaggi dei terreni con relative analisi chimiche.

 

I controlli di Arpa sulla qualità dell´aria

Arpa Ferrara ha presidiato con misure in continuo, realizzate con un’apposita postazione mobile della rete regionale della qualità dell’aria, posizionata in prossimità della costa (S. Giuseppe di Comacchio), tutto il periodo segnalato dai cittadini.

I dati analitici sono stati periodicamente pubblicati e commentati (v. notizie correlate in fondo a questa pagina). Visti i risultati delle ultime misurazioni, la campagna con il mezzo mobile a Comacchio è stata conclusa il 21 ottobre 2015.

I dati rilevati non hanno mai superato i limiti normativi, o di riferimento, per tutti i parametri valutati (NO2, Benzene, Toluene, CO, SO2, Diossine e Furani, IPA e PCB), e le valutazioni congiunte con l’Ausl ha permesso di escludere un rischio per la popolazione.

Aggiornamento situazione al 27 ottobre 2015 

 

Perché i cattivi odori si sentono di notte?

Le segnalazioni maleodoranti venivano segnalate principalmente di notte e alle prime ore del mattino, situazione confermata dai valori rilevati con la strumentazione installata.

L’analisi meteorologica permette di comprendere le cause della presenza degli odori nelle ore notturne; infatti i giorni di segnalazione dei fenomeni sulla costa o nelle aree interne, anche non prossime all’area interessata dalla combustione, sono stati caratterizzati da inversione termica nelle ore notturne, con ventosità medio bassa, direzione prevalente verso la costa, ma anche con cambi di direzione durante la stessa notte.

L’analisi combinata dei valori di qualità dell’aria e dei dati meteorologici ci permette di confermare che il disagio olfattivo riscontrato su vasta parte del territorio ferrarese e ravennate, è da attribuire alla combustione che da più di un mese interessa il Mezzano.

 

Le analisi del terreno

Nessun rifiuto trovato, nessuna movimentazione di terreno, alcuni inquinanti compatibili con gli incendi e la natura del terreno interessato: queste in sintesi le conclusioni delle analisi sul terreno effettuate nella Valle del Mezzano condotte da Arpa e Regione Emilia-Romagna (Servizio Geologico, sismico e dei suoli).

L´indagine aveva diversi obiettivi: da un lato verificare l’eventuale presenza di rifiuti interrati, di corpi estranei o di eventuali fenomeni di rimaneggiamento del terreno, dall´altro eseguire il campionamento e l’analisi dei terreni coinvolti dall’incendio per verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti.

Sono stati eseguiti 4 scavi mediante escavatore meccanico, con una profondità massima di circa 2 metri, nella cosiddetta “zona Vasche”. I punti di prelievo sono stati scelti seguendo il criterio di massima rappresentatività dell’area e tenendo anche conto delle caratteristiche topografiche della zona.
Non è stata riscontrata la presenza di rifiuti interrati o di corpi estranei, né alcun fenomeno di rimaneggiamento del terreno, per cui non si è ritenuto necessario scendere a una profondità maggiore.
Sugli scavi è stata effettuata un´analisi del profilo stratigrafico, che ha mostrato la corrispondenza con le conoscenze pregresse sui suoli della zona (strati di torba e argilla).

Il laboratorio Arpa di Ravenna ha poi eseguito un´approfondita analisi sui campioni prelevati per analizzare l´eventuale presenza di sostanze inquinanti (metalli, IPA, diossine, fitofarmaci, idrocarburi ecc.). I parametri analizzati sono stati circa 130 per ogni campione.
Gli unici superamenti dei limiti di legge riscontrati (Concentrazioni Soglia di Contaminazione per le aree agricole, pari a quelle dei siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale) sono relativi a Stagno (Sn) e Cromo esavalente (Cr VI). I valori che superano i limiti sono comunque molto prossimi ai limiti di legge.
Un valore alto di Stagno è spesso riscontrabile nei suoli della pianura emiliano-romagnola, in particolare dove sono presenti terreni con molta sostanza organica (proprio come le torbe), anche per l´utilizzo in aree agricole, fino al 2002, di fitofarmaci legati alla coltura di barbabietole da zucchero.
La presenza del cromo esavalente in quantità leggermente superiore ai limiti di legge, invece, può essere ragionevolmente attribuita ai fenomeni di combustione come quelli avvenuti nel Mezzano: il calore, infatti, può ossidare l’elemento Cromo a Cromo esavalente, come conferma il trattamento termico eseguito in laboratorio su alcuni dei campioni prelevati.

Le analisi chimiche hanno escluso la presenza di sostanze inquinanti diffuse nel sottosuolo.

 

Superamenti dei limiti riscontrati nel terreno

CAMPIONE

PARAMETRO

VALORE DEL RAPPORTO DI PROVA

INCERTEZZA DI MISURA

GUARD BAND

RISULTATO

LIMITE DI LEGGE (CSC)

   

(mg/Kg)

(mg/Kg)

(mg/Kg)

(mg/Kg)

(mg/Kg)

Scavo P1A

(0-70 cm)

Cromo esavalente

2,4

0,7

0,57

1,83

2

Scavo P1B

(70-160 cm)

Cromo esavalente

3,0

0,8

0,66

2,34

2

Stagno

1,4

0,3

0,25

1,15

1

Scavo P2A

(0-30 cm)

Stagno

3,3

0,7

0,57

2,73

1

Scavo P2B

(30-150 cm)

Stagno

1,5

0,3

0,25

1,25

1

Scavo P3A

(0-20 cm)

Cromo esavalente

3,2

0,9

0,74

2,46

2

Stagno

2,0

0,4

0,33

1,67

1

Scavo P3B

(60-150 cm)

Stagno

1,8

0,4

0,33

1,47

1

Scavo P4A

(0-110 cm)

Cromo esavalente

2,1

0,6

0,49

1,61

2

Selenio

3,1

0,6

0,49

2,61

3

Stagno

1,9

0,3

0,25

1,65

1

Scavo P4B

(110-200 cm)

Stagno

2,0

0,4

0,33

1,67

1

Secondo la Linea Guida di ARPA Emilia-Romagna, la Guard Band è calcolata moltiplicando lIncertezza di misura per 0,82 mentre il Risultato è ottenuto sottraendo al Valore del Risultato di Prova (RDP) la Guard Band.

 

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Vai alla pagina dedicata agli incendi nel Mezzano

 

Video

I tecnici di Arpa che hanno effettuato il sopralluogo del 10 settembre 2015 hanno girato un video che mostra la zona interessata dagli incendi

 

Estense.com ha pubblicato un video realizzato con un drone che mostra l´area allagata per spegnere i primi incendi.



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