Temi ambientali
Arpae in regione
Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae /

Manassero: Sistema nazionale, un passo importante per l’ambiente

Legge istitutiva del Sistema nazionale di protezione ambientale, l´articolo di Patrizia Manassero per Ecoscienza 3/2016.

(21/06/16) 

E´ finalmente arrivata l’approvazione definitiva di una legge attesa da molto tempo, istitutiva del Sistema nazionale di protezione ambientale, che ha l’obiettivo di unificare regole e garanzie ambientali per cittadini e imprese in tutto il paese. I livelli di tutela ambientale dovranno essere uguali da nord a sud e saranno più efficaci le azioni di repressione degli ecoreati. L´articolo di Patrizia Manassero, relatrice del provvedimento in Senato. In pubblicazione su Ecoscienza 3/2016.

Sistema nazionale, un passo importante per l’ambiente

Il voto favorevole del Senato e l’approvazione alla Camera della legge che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa) e la disciplina dell’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) rispondono a una discussione nel paese che dura da almeno otto anni.
L’istituzione del Sistema nazionale, del quale fanno parte l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale e le Agenzie regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la protezione dell’ambiente (Arpa/Appa), mira ad assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica.

Il Sistema nazionale, attraverso l’introduzione di innovazioni organizzative e di funzionamento, concorre al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo del suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità dell’ambiente e della tutela delle risorse naturali, nonché alla piena realizzazione del principio, di derivazione europea, del chi inquina paga.

La legge disciplina anche i cosiddetti Lepta (Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali), il livello minimo omogeneo su tutto il territorio nazionale delle funzioni che il Sistema nazionale è tenuto a garantire, anche ai fini del perseguimento degli obiettivi di prevenzione in materia di livelli essenziali dell’assistenza sanitaria. I Lepta costituiscono i parametri funzionali, operativi, strutturali, quantitativi e qualitativi delle prestazioni. I relativi aspetti organizzativi, gestionali e finanziari, riferibili a costi standard per tipologia di prestazione, sono definiti tramite l’adozione di un catalogo nazionale dei servizi.

Nei mesi scorsi abbiamo approvato la legge sui reati ambientali e il collegato ambientale, strettamente correlati con questo provvedimento. Con l’inserimento nel codice penale dei delitti contro l’ambiente (inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento di controllo e omessa bonifica) si è introdotta una maggiore tutela punendo più severamente questi reati. Coerentemente dobbiamo attivare e garantire migliori controlli, più coordinati, puntuali ed efficaci ed è questo l’obiettivo della legge. Nel collegato ambientale si sono introdotte norme su rifiuti, bonifiche e rischio idrogeologico. A cittadini e imprese dobbiamo garantire che i controlli e le autorizzazioni su queste materie non siano soggetti a velocità e interpretazioni difformi nelle diverse aree del nostro paese.

Un’opportunità per controlli omogenei su tutto il territorio
In un clima di crescente preoccupazione riguardo ai temi dell’ambiente, della salute, dei cambiamenti climatici, che la Cop21 di Parigi ha riportato al centro del dibattito politico internazionale, è richiesta una risposta da parte delle istituzioni fondata sulla conoscenza, sulla trasparenza, sulla professionalità e sull’etica degli organi tecnici. Solo cosi sarà possibile restituire totalmente l’autorevolezza indispensabile a riconquistare la fiducia dei cittadini e delle imprese, per farli sentire tutelati nel bene più importante, che è la loro salute, ma anche nell’esercizio della libertà di impresa.

Dal 1994, anno della loro costituzione, le Agenzie hanno rappresentato un punto di riferimento per imprese e cittadini, anche se con una risposta difforme su tutto il territorio nazionale. Se pensiamo in particolare al Sud del paese e ai nomi dei siti oggetto di inquinamento e danno ambientale, percepiamo chiaramente una forte disomogeneità di trattamento e i relativi squilibri.
La terzietà e l’autonomia scientifica, la multireferenza nei confronti dei soggetti che operano in questi ambiti e un nuovo sistema di finanziamento sono i principi ispiratori che caratterizzano e qualificano la nuova legge. I cittadini e le imprese dovranno quindi poter contare su un sistema certificato e “terzo” rispetto alle istituzioni, di produzione di dati e analisi sulle matrici ambientali e di relativa informazione ambientale e sanitaria, come già avviene in molte parti del nostro paese, dopo che è stata svolta anche un’azione di riduzione e di riqualificazione della spesa in tal senso, che non ha sacrificato esperienze e competenze.

Questo provvedimento prova a dare più autonomia alle Agenzie e a Ispra, definisce in maniera chiara il rapporto tra controllore e controllato, chiede più coordinamento e lavoro in rete, più professionalità a chi dovrà dirigere quelle organizzazioni che, pur rimanendo strutture tecniche strumentali, formuleranno pareri che saranno vincolanti per le autorità. Resta immutata la completa autonomia dei livelli regionali e si realizzano sinergie tra gli enti, che furono anticipate con la nascita dell’Associazione delle Arpa nel 2001, come ulteriore tassello verso la costituzione formale del Sistema nazionale.
Già il decreto del Presidente della Repubblica Dpr n. 207 del 2002 aveva istituito il Consiglio federale delle Agenzie ambientali quale sede di coordinamento, ma senza sancire, né regolare esplicitamente, l’esistenza e il funzionamento di tale Sistema nazionale. Solo successivamente, nel 2008, con la nascita di Ispra questa volontà viene ulteriormente confermata, riprendendo un’organica programmazione delle attività, che dopo una positiva esperienza iniziale, in particolare con i progetti dei Centri tematici nazionali, erano proseguite stancamente e prive di una reale linea di indirizzo. Ora questa esperienza diventa rete vera: dovranno essere messi in rete i numerosi laboratori provinciali e integrate le specializzazioni tecniche maturate all’interno delle singole Agenzie. Si determineranno così dei livelli di tutela ambientale di base uguali da nord a sud del paese. I magistrati, impegnati sul fronte delle ecomafie, hanno sottolineato come questo nuovo sistema servirà a rendere più efficaci anche le azioni di repressione entrate in vigore con la legge sugli ecoreati.

Siamo dunque riusciti, dopo un lungo iter, a delineare in questo paese un sistema per la protezione ambientale più forte, dando una organizzazione moderna e innovativa in grado di affrontare le complesse sfide che oggi ci impegnano. Resta aperto e centrale anche il tema delle risorse ma, accanto all’approvazione del provvedimento, è stato anche votato un ordine del giorno che chiede l’impegno adeguato e congruo del governo su questo fronte.
Sono convinta che il tema di questa legge sia cruciale non solo per la protezione ambientale del paese, ma possa portare, se correttamente perseguito, a migliori condizioni di lavoro e di sviluppo. Fattori decisivi per la civiltà di uno stato, ma anche carte da giocare per una crescita economica che si sviluppi sui territori italiani nel rispetto di regole condivise.

Patrizia Manassero
Senatrice, gruppo Pd, Relatrice della legge al Senato

Vai a testo della legge approvata (sito Ispra)

Vai a Ecoscienza (hp)


Altre risorse

"Regole e controlli per ambiente, legalità e impresa", Alessandro Bratti per Ecoscienza 3/2016

Da "collegato ambientale" a legge sulla green economy  (Ecoscienza 6/2015)

I nuovi reati ambientali. Legge 68/2015, cosa cambia per gli organi di polizia ambientale (Ecoscienza 4/2015)


/DR





Versione stampabileVersione stampabile