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Bortone: Fare sistema usando al meglio le eccellenze esistenti

Giuseppe Bortone, direttore generale di Arpae, commenta la legge che istituisce il Sistema nazionale di protezione ambientale. Anteprima Ecoscienza.

(28/06/16) 

L’Agenzia ambientale dell’Emilia-Romagna ha sempre creduto nella necessità della riforma del sistema di protezione ambientale. Fare sistema, utilizzando al meglio le eccellenze esistenti, è l’unica risposta possibile per assicurare efficacia ed efficienza e per migliorare la qualità delle risposte. L´articolo in corso di pubblicazione in Ecoscienza 3/2016.

Arpae nel nuovo Sistema nazionale a rete

Quello che stiamo vivendo è sicuramente un periodo importante di riforma, direi quasi “costituente”, per il settore ambientale. La legge sugli ecoreati, con i suoi strumenti innovativi e strategici per l’azione ambientale, il collegato ambientale con la corretta lettura e il coordinamento con i fattori di sviluppo e del green, e adesso, dopo un iter parlamentare lungo e complesso, la legge sul Sistema nazionale delle agenzie ambientali che consente di migliorare l’azione e il coordinamento unitario delle Agenzie regionali e di Ispra a livello paese.
Fare sistema: unica risposta possibile per consentire efficacia ed efficienza, per migliorare il livello qualitativo delle risposte, in una sfida complessa come quella ambientale e dello sviluppo sostenibile. Noi di Arpae oggi, di Arpa ieri, abbiamo sempre creduto nella necessità di questa riforma. Il contributo tecnico e strategico assicurato attraverso il Consiglio federale di Ispra e AssoArpa, è stato importante e non si è mai attenuato nel tempo, nonostante un iter parlamentare oggettivamente molto lungo. è importante in questo momento mettere in valore il percorso effettuato in Parlamento e a livello tecnico.

L’esito della votazione finale alla Camera, con  l’approvazione quasi all’unanimità - solo 15 astenuti - restituisce bene la percezione della forza del mandato che ora è affidato al ministero dell’Ambiente e al Sistema agenziale. In altre parole vuol dire che l’indirizzo politico è definito, ritenuto necessario e unico in termini interpretativi e strategici, e che adesso è necessario avviare un percorso tecnico coordinato di tutti i soggetti che dovranno produrre i decreti e i regolamenti attuativi. Su questo è necessario mettersi al lavoro subito, il tempo non è una variabile trascurabile. Troppi i temi che il paese deve e può affrontare con competenza e celerità di azione. L’Ilva, la Basilicata, le procedure di infrazioni comunitarie, le bonifiche dei siti industriali, la corretta declinazione del rapporto ambiente-salute, solo per citare alcune priorità, necessitano di una risposta di qualità, espressione del meglio che il sistema paese possa esprimere.
Arpae è pronta a dare il proprio contributo; la nostra Agenzia vuole essere partecipe e sentirsi uno dei poli di riferimento del sistema nazionale delle Agenzie. Questo per diverse motivazioni, sia legate alla tradizione sia agli aspetti di innovazione che adesso è chiamata a mettere in atto a seguito della legge regionale di riordino istituzionale, nel nuovo assetto di funzioni e competenze.

I Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) rappresentano lo strumento principe per quantificare l’offerta delle prestazioni erogate dalle Agenzie e il loro conseguente finanziamento. Esperienza chiave in questo settore è quella svolta dalla nostra Agenzia a partire dai primi anni 2000, quando sono stati sviluppati indici di pressione territoriale, con l’obiettivo di valutare e pianificare la necessità di risorse umane per l’attività istituzionale, sulla base delle caratteristiche fisiche, demografiche e industriali del territorio. Adesso, con il nuovo assetto Arpae, stiamo estendendo questo anche alle altre funzioni di amministrazione attiva (autorizzazioni e concessioni), stiamo ragionando in termini moderni di tariffazione unica, di  passaggio dal “catalogo delle prestazioni” a una vera e propria “carta dei servizi”. Credo che questo impegno sul fronte regionale potrà qualificare ulteriormente il nostro contributo all’attuazione della legge nazionale.
Lo vogliamo fare anche nell’ambito dell’erogazione dei cosiddetti “servizi specifici” ai sistemi nazionali e regionali preposti agli interventi di protezione civile, sanitaria e ambientale, rendendo disponile l’esperienza e le attività dei nostri centri di eccellenza come il Servizio IdroMeteoClima, la Struttura oceanografica Daphne e i Centri tematici che si occupano di ambiente e salute e tossicologia ambientale, che crediamo possano rappresentare punti focali del nuovo sistema nazionale. Così come i nostri laboratori di eccellenza per le diverse matrici ambientali e analitiche vogliamo rappresentino un valore aggiunto per l’intera rete.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità, divenuta sempre più urgente e oggi con l’approvazione della legge finalmente confermata, di istituzionalizzare le figure di Ufficiale di polizia giudiziaria (Upg) dei tecnici delle Agenzie. Questo è pienamente in linea con l’approccio innovativo introdotto dalla già citata legge sugli ecoreati, dove sono proprio quelle figure a rappresentare lo snodo per un’azione efficiente e coordinata tra Magistratura e i corpi di Polizia giudiziaria. Su questo credo che l’esperienza dell’Emilia-Romagna con il Protocollo d’intesa in materia di reati ambientali con le Procure della regione, l’Arpae, la Capitaneria di porto di Ravenna, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e il Comando regionale del Corpo forestale dello Stato sia molto importante (v. articolo a pag. 10 in Ecoscienza 3/2016 in pubblicazione). Anche in questo caso, l’aspetto più di rilievo è la convinta volontà di tutte le parti firmatarie di raggiungere una piattaforma omogenea e unitaria, ancora una volta in una logica di sistema.

Esistono poi delle convergenze importanti tra i programmi strategici di Arpae e gli strumenti resi disponibili dalla legge del Sistema nazionale delle Agenzie. Si può da oggi contare sul fatto che il Sistema agenziale è la fonte ufficiale su tutto il territorio nazionale dell’informazione, dei dati di monitoraggio, di analisi e valutazione ambientale. Era un passaggio necessario, quasi obbligato, che forse ancor più di altri conferirà al Sistema la necessaria autorevolezza. Affermato questo, bisognerà proseguire con la migrazione delle nostre banche dati verso sistemi informativi sempre più accessibili, user friendly; insomma, in altre parole procedere verso il nuovo mondo degli open data.

In tutto questo le risorse economiche sono fondamentali. Avremmo auspicato capitoli e fondi di bilancio dedicati, nella consapevolezza che la miglior azione di prevenzione svolta attraverso il sistema nazionale delle Agenzie può agire da leva di sviluppo e di efficienza economica. Così non è stato, è prevalsa la condivisibile preoccupazione del legislatore legata alla congiuntura economica. Credo che le Agenzie dovranno dimostrare sul campo una grande capacità di razionalizzazione e ottimizzazione della spesa.
Arpae ormai da diversi anni sta procedendo con un programma corposo di riduzione e di efficientamento della spesa, che è capace di generare utili di gestione a parità di prestazioni. Il sistema nazionale non potrà che agevolare ulteriormente questi percorsi.
Alle Agenzie, ad Arpae in particolare, dovrà essere lasciata la possibilità di reinvestire queste risorse per l’adeguamento e il rinnovamento delle proprie dotazioni strumentali.
Questo è necessario per il mantenimento e il rafforzamento dell’autorevolezza che passa indubitabilmente attraverso la qualificazione tecnico-scientifica del proprio personale, delle strutture e delle strumentazioni. 

Giuseppe Bortone
Direttore generale Arpae Emilia-Romagna

Vai a testo della legge approvata (sito Ispra)

Bratti: Regole e controlli per ambiente, legalità e impresa (Ecoscienza 3/2016, anteprima)

Manassero: Sistema nazionale, un passo importante per l’ambiente (Ecoscienza 3/2016, anteprima)

Nasce il Sistema nazionale per la protezione dell´ambiente

Vai a Ecoscienza (hp)

Altre risorse

Da "collegato ambientale" a legge sulla green economy  (Ecoscienza 6/2015)

I nuovi reati ambientali. Legge 68/2015, cosa cambia per gli organi di polizia ambientale (Ecoscienza 4/2015)


/DR





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