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In Italia aumenta la produzione di rifiuti speciali

Presentato ieri il rapporto nazionale annuale prodotto dall´Istituto superiore di protezione ambientale. Ue, l´Italia tra i primi per riciclo.

(07/07/16) 

Per quantità sono oltre quattro volte superiori a quelli urbani e una parte è costituita da rifiuti pericolosi. I dati relativi ai rifiuti speciali – tutti quelli non urbani, prodotti da industrie e aziende – sono stati diffusi da Ispra nel Rapporto rifiuti speciali. Edizione 2016 presentato ieri a Roma. Nel 2014 in Italia sono stati prodotti circa 130,6 milioni di tonnellate di “speciali” a fronte di 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.
Si registra un consistente aumento nella produzione rispetto sl 2013 (+5%). La crescita è imputabile prevalentemente ai rifiuti speciali non pericolosi da operazioni di costruzione e demolizione e da quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.

I rifiuti speciali pericolosi si mantengono sostanzialmente stabili (+0,3%); sono soprattutto le attività economiche legate alle costruzioni e demolizioni a produrre rifiuti speciali (39,7%). L´Italia si conferma tra le prime in Europa per riciclo degli speciali (oltre 75%). L´importazione è maggiore dell´esportazione (import 6,2 milioni/tonn, export 3,2 milioni/tonn) e si tratta soprattutto di materiali ferrosi che vengono trattati dalle industrie del Nord.

I rifiuti speciali pericolosi sono soprattutto prodotti dal settore manifatturiero (39%), seguito dal trattamento dei rifiuti e attività di risanamento ambientale (29,9%) e dal settore dei servizi, del commercio e del trasporto (20,7%). Nell’ambito del comparto manifatturiero, il 27% proviene dal settore della metallurgia, seguito della fabbricazione di prodotti chimici (18,4%), di prodotti farmaceutici di base e preparati (12,5%) e dalla fabbricazione di coke e dei prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio (11,5%).

Il rapporto illustra anche le modalità di gestione e smaltimento (recupero energetico o di materia, discarica), l´andamento dei rifiuti contenenti amianto (in calo), dei pneumatici fuori uso (troppo riscorso all´export), dei veicoli fuori uso (stabili, ma lontani dal target di riuso).

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/DR



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