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Stati generali della green economy, il contributo di Arpae

Gli Stati generali generali della green economy e il contributo di Arpae sul reporting non finanziario delle imprese, l´articolo in Ecoscienza 5/2016.

(08/11/16) 

Il Consiglio nazionale della green economy, formato da 64 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e il ministero dello Sviluppo economico, promuove anche quest’anno gli Stati generali della green economy (Rimini Fiera, 8-9 novembre 2016), un processo di elaborazione strategico-programmatica aperto e partecipato che vede il coinvolgimento dei principali stakeholder della green economy italiana, un’iniziativa inserita nel processo che l’Unione europea ha avviato per dare attuazione agli impegni presi nella Conferenza Rio+20.

Gli Stati generali hanno l’ambizione di promuovere un orientamento dell’economia italiana verso nuove opportunità di sviluppo e di indicare la via d’uscita dalla crisi economica e climatica, concordando proposte per lo sviluppo della green economy e muovendo dall’analisi della situazione per migliorare la qualità ecologica dei settori strategici.
La consultazione sulle proposte avviene in gruppi di lavoro, eventi nazionali, confronto con i referenti istituzionali e attraverso la pubblicazione dei documenti nelle settimane precedenti l’evento finale degli Stati generali (Rimini Fiera, 8-9 novembre 2016).

Il metodo dell’elaborazione partecipata, l’ampio coinvolgimento di coordinatori ed esperti, l’attualità e l’urgenza dei temi rimandano al contesto culturale nel quale si situa l’accordo sul clima di Parigi del dicembre scorso. L’impegno delle Nazioni unite con l’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile 2030, dell’Ocse e dell’Unione europea è forte nel ridisegnare il modello economico, l’accezione di bene comune e di capitali intangibili, incoraggiando lo sviluppo di modelli integrati per la valutazione delle politiche settoriali. Anche la direttiva 2015/95/UE sul Reporting non finanziario, in recepimento, strutturata nel contesto internazionale di sviluppo di nuovi indici di misurazione della sostenibilità, richiama alla necessità di abbandonare il modello di crescita lineare.
Nella necessità poi di una strategia di sviluppo utile all’Italia e all’economia regionale, si evidenzia l’importanza di considerare lo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni: misurare e considerare in una dimensione integrata gli impatti economici ambientali e sociali e coniugare la crescita economica con la tutela dell’ambiente.

Il contributo di Arpae Emilia-Romagna

Arpae ha collaborato nei gruppi di lavoro degli Stati generali della green economy all’edizione del 2015 e del 2016. Nel 2016, grazie anche al lavoro condotto per il Rapporto integrato di sostenibilità dell’Agenzia, ha partecipato ai lavori del Gdl “Il reporting non finanziario” concentrato sul recepimento della direttiva 2015/95/UE.
Il lavoro, finalizzato a rendicontare gli ambiti di sostenibilità ambientale economica e sociale dell’Agenzia in una presentazione armonica e integrata secondo un approccio interdisciplinare, trova il proprio contesto nell’ampio dibattito internazionale sulla necessità di muoversi oltre il Pil e oltre la reportistica classica, verso nuovi indicatori di misurazione di performance, di pressioni, di impatti diretti e indiretti e del valore prodotto.
Questo Rapporto può già considerarsi parte integrante di applicazione e risposta dell’Agenzia al Collegato ambientale e del relativo percorso che porterà, entro il 2016, al recepimento della direttiva, seguendo anche le indicazioni fornite nel tempo da Ocse, Commissione e Parlamento europeo, Club di Roma e quindi dal Rapporto della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi. Il Collegato ambientale prevede la redazione di un rapporto annuale sullo stato del capitale naturale del paese, con informazioni e dati ambientali espressi in unità fisiche e monetarie, da presentare al governo e obbliga il governo all’elaborazione della Strategia italiana di sviluppo sostenibile, al fine di delineare gli interventi volti al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030, sottoscritti dall’Italia. Inoltre comporta l’elaborazione di un allegato al Documento di economia e finanza dedicato agli indicatori di Benessere equo e sostenibile (Bes).

Nei lavori del gruppo sul Reporting non finanziario sono stati integrati alcuni aspetti di struttura e contenuti della nuova reportistica dell’Agenzia per la proposta di recepimento
della direttiva 2014/95/UE. Sul sito degli Stati generali è già stato pubblicato il documento conclusivo del percorso di consultazione, che viene presentato a Rimini.
Nel nostro contesto regionale siamo così giunti a un documento che, anche nella sua versione sintetica, cerca di esprimere il valore e gli effetti diretti e indiretti dell’Agenzia nelle tre dimensioni della sostenibilità (ambientale, economica, sociale) come sintesi della sua evoluzione e del suo contributo al sistema regionale nei venti anni dall’istituzione.

Nel documento di sintesi che presentato a Ecomondo, tra le Policy recommendations:
- si assegna ampio spazio alle pratiche volontarie, come il Rapporto integrato di sostenibilità di Arpae
- si promuove lo sviluppo di strumenti di contabilità ambientale su scala regionale e nazionale
- si indirizzano le organizzazioni a esprimere un valore del capitale naturale e un sostegno all’impegno dell’Italia nei confronti dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite.

Le Policy recommendations espresse nel documento di sintesi definiscono inoltre alcune azioni fondamentali per la transizione verso una low carbon economy, tra cui l’estensione della rendicontazione non finanziaria anche alle organizzazioni che erogano servizi di pubblica utilità e che operano in settori di interesse pubblico, come le Agenzie per l’ambiente, l’introduzione di elementi migliorativi e percorsi di premialità, l’introduzione di meccanismi di internalizzazione delle esternalità ambientali per lanciare corretti segnali di prezzo sui mercati e di meccanismi di carbon pricing, lo sviluppo di strumenti adeguati per la valutazione e la misurazione degli impatti ambientali e sociali e dell’esposizione ai rischi climatici e ambientali. 

Elisa Bonazzi, Arpae Emilia-Romagna (articolo pubblicato in Ecoscienza 5/2016)

 

- Vai a documento conclusivo Reporting non finanziario delle imprese (pdf)

- Vai a Relazione sullo Stato della green economy 2016 

- Qui sono disponibili tutti i documenti finali dei Gruppi di Lavoro 2016

 



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