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Il Rapporto sul BES 2016 e il ruolo degli indicatori ambientali

Il Rapporto sul Benessere equo e sostenibile offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali in Italia.

(21/12/16) 

Giunto alla quarta edizione, il Rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2016 di Istat offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l´analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini. In particolare gli indicatori ambientali hanno visto consolidarsi finalmente un loro ruolo esplicito e riconosciuto di orientamento delle policy.

Quest´anno il Rapporto si lega a due importanti novità:

  • l´inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale, come previsto dalla riforma della Legge di bilancio, entrata in vigore nel settembre 2016;
  • l´approvazione da parte delle Nazioni Unite dell´Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei 17 obiettivi (SDGs nell´acronimo inglese), con i quali vengono delineate a livello mondiale le direttrici dello sviluppo sostenibile dei prossimi anni.
Le misure del Benessere equo e sostenibile presentate in questo volume, sono state implementate e sviluppate dall’Istat a partire dal 2010, a valle di un ampio e articolato dibattito che ha coinvolto istituzioni, mondo della ricerca e organismi della società civile sul tema della misurazione del benessere individuale e sociale.
Il quadro composito di misurazioni che ne è scaturito è orientato a supportare il dibattito pubblico e le scelte di policy, obiettivo rafforzato dalla nuova legge di bilancio, la quale prevede esplicitamente di misurare l’efficacia delle politiche pubbliche anche attraverso i loro effetti sugli indicatori di benessere.
Il ruolo degli indicatori statistici come strumento per orientare e influenzare i processi decisionali è un tema di grande attualità, tanto che è diventato oggetto di un documento (Lisbon Memorandum on “Indicators for decision making and monitoring”) adottato nel 2015 dai direttori generali degli Istituti nazionali di statistica.
Se alcuni indicatori di natura prevalentemente macroeconomica come il Pil, il tasso di inflazione o il rapporto deficit/PIL da lungo tempo sono entrati a pieno titolo in tutti i cicli di programmazione politica, gli indicatori di natura socio-economica e quelli ambientali hanno visto consolidarsi solo negli ultimi anni un loro ruolo esplicito e riconosciuto di orientamento delle policy, nonostante il dibattito sulla loro rilevanza sia in corso da mezzo secolo.


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