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Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: piano d´azione

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e i prossimi passi

(29/03/17) 

1Il ministero dell’Ambiente ha discusso il 21 Marzo 2017 la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile con la società civile. Nell´occasione il presidente di ASviS Stefanini ha precisato l´importanza che "lo sviluppo sostenibile sia introdotto nella Costituzione, l’Istat rafforzi gli indicatori e la bozza diventi la vera strategia del paese."

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile in Italia acquista ora contorni più netti grazie alla definizione della bozza relativa, presentata fin dal 13 marzo dal ministro dell´Ambiente.



Obiettivo della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile 2017-2030 (SNSvS) è la definizione di un programma globale, in linea e come richiesto dall´Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite nel 2015, che segnali una rotta comune per orientare le politiche del Paese e iniziare ad affrontare in maniera strutturale problematiche ambientali, economiche e sociali che premono a livello nazionale e mondiale.

L´incontro, che si è tenuto a Roma presso l’Auditorium del Ministero dell’Ambiente, è stato aperto dal ministro Gian Luca Galletti, il quale ha affermato l’importanza di una strategia che reinterpreti il concetto di ambiente inquadrandolo non più come semplice custodia della biodiversità ma come grande strumento di pace e dialogo tra i popoli. Secondo il ministro, l’Italia è tra i primi Paesi a comprendere il valore sociale, culturale ed economico di questo tema, ma per vincere la sfida della sostenibilità bisognerà rivedere la governance dei processi. “Oggi il Ministero dell’Ambiente ha un compito in più”, ha dichiarato Galletti, “è diventato il ministero dello sviluppo sostenibile”.

La bozza di strategia è stata presentata anche da Francesco La Camera, direttore generale della Direzione generale per lo Sviluppo Sostenibile, per il danno ambientale e per i rapporti con l’Unione europea e gli organismi internazionali.

La metodologia alla base del documento ha tenuto conto del:

  • contesto di riferimento, ovvero la valutazione del posizionamento italiano rispetto ai 17 SDGs e 169 Target
  • individuazione di un sistema di punti di forza e di debolezza su cui costruire  gli obiettivi da perseguire, a partire dall’analisi di posizionamento
  • sistema di obiettivi strategici organizzati intorno alle aree tematiche dell’Agenda 2030: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership (5P).

A nome dell’ASviS Stefanini ha espresso l’auspicio che il concetto di sviluppo sostenibile venga introdotto nella Costituzione affinché il documento del ministero possa realmente diventare la strategia del paese. Sarebbe utile anche la trasformazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile e prevedere verifiche della strategia con cadenza annuale.
È poi indispensabile il disegno di una campagna informativa estesa e persistente per costruire nel paese una cultura consapevole e responsabile sui temi della sostenibilità, ma soprattutto l’Istat dovrebbe impegnarsi per rafforzare gli indicatori necessari allo svolgimento di un’analisi puntuale, oggettiva e rigorosa dei dati.

Nel corso dell’evento sono intervenuti anche Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia e coordinatore dei gruppi di lavoro ASviS sui goal 6, 14 e 15, e Rosanna Oliva, presidente dell’associazione Rete per la parità e coordinatrice del gruppo di lavoro sul goal 5.

I successivi passaggi istituzionali riguarderanno il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni e il Cipe, così come previsto dal collegato ambientale (legge n. 221 del 28 dicembre 2015).

 



 





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