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La tutela della biodiversità in Emilia-Romagna

Nell´articolo pubblicato in AmbienteInforma anche le attività di Arpae.

(26/04/17) 

Articolo pubblicato anche in AmbienteInforma del 13 aprile 2017 dedicato al tema Biodiversità, flora, fauna, habitat e specie aliene.

L’Emilia-Romagna è dotata di un ampio patrimonio naturale per quanto riguarda la fascia collinare-montana e di un patrimonio molto più frammentato, ma di grande valore conservazionistico nella pianura:
- 2 parchi nazionali condivisi con la Toscana
- 1 parco interregionale
- 14 parchi regionali
- 15 riserve naturali
A queste aree si aggiungono 4 paesaggi naturali e seminaturali protetti e 33 aree di riequilibrio ecologico.

La Regione ha, inoltre, individuato 139 SIC (siti di interesse comunitario)87 ZPS (zone di protezione speciale), in alcuni casi coincidenti, che nell’insieme formano i siti della Rete Natura 2000 regionale. La superficie complessiva protetta è circa il 16% del territorio regionale e in essa trovano le condizioni per vivere 2.700 specie di piante, oltre 350 specie di vertebrati e una grande varietà di habitat.

Un grande valore aggiunto al patrimonio naturale è dato dai due riconoscimenti di importantissime aree all’interno del programma MAB Unesco (Man and Biosphere) che sono il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e il Parco regionale del delta del Po che vedono riconosciuto il grande sforzo fatto per rendere compatibile lo sviluppo socio-economico con la conservazione di territorio prezioso.

Un’esperienza altrettanto significativa in corso è il progetto Life Natura Eremita che prevede azioni coordinate su scala regionale di conservazione di 4 specie protette di insetti (Osmoderma eremita, Rosalia alpina, Graphoderus bilineatus, Coenagrion mercuriale castellanii). Le azioni consistono nel loro monitoraggio all’interno dei siti Natura 2000, nel miglioramento dei loro habitat di vita, nella conservazione in-situ ed ex-situ con attività di allevamento delle specie e immissione in natura dei nuovi nati. Di rilevo il coinvolgimento di volontari formati che parteciperanno a tutte le attività di progetto.

Cosa fa Arpae
Tra le principali attività di Arpae sul tema e “Natura e Aree protette”, effettuate in collaborazione con enti locali e Regione si annovera la stesura di report, la divulgazione, la partecipazione a progetti Life, l’implementazione e la gestione di banche dati provinciali e regionali.
Più in generale Arpae volge il proprio sguardo alla tutela della biodiversità attraverso varie attività che vanno dai monitoraggi istituzionali, prevalentemente sulle matrici acqua (acque interne, di transizione e mare) e suolo, agli studi di incidenza e ai pareri tecnici su piani e programmi fino alle concessioni e autorizzazioni dell’uso delle acque e all’attività di vigilanza e controllo.

Con la riorganizzazione dell’Agenzia operativa da gennaio 2016, Arpae ha acquisito anche le competenze sul demanio idrico e, di conseguenza, sulle autorizzazioni e concessioni relative. Da questo deriva la possibilità di integrare fortemente le conoscenze sullo stato ambientale dei corpi idrici (chimico, ecologico, quantitativo) e l’individuazione delle aree ripariali che maggiormente necessitano di interventi di riqualificazione, derivanti dal monitoraggio ai sensi della Direttiva quadro e figlie, e le richieste di concessioni secondo i criteri definiti nella Dgr 1195/2016, direttiva concernente i criteri di valutazione delle derivazioni di acqua pubblica.

L’attività relativa agli studi di incidenza e ai pareri tecnici su piani e programmi regionali e locali si connota, invece, come una determinante azione di prevenzione a tutto tondo sulla biodiversità regionale poiché, attraverso l’analisi sito-specifica di habitat e specie, si individuano le mitigazioni e le compensazioni utili a ridurre il rischio di perdita di biodiversità potenziale causata dai piani/programmi territoriali e di settore.

Nell’ambito di una convenzione fra la Regione Emilia-Romagna e Arpa Emilia-Romagna è stata realizzata una rete dei frutteti della biodiversità. La rete dei giardini della biodiversità è formata da 7 giardini-frutteti che si trovano a Bologna, Cesenatico, Gattatico (RE), Ferrara, Alfero (FC), Piacenza, Ravenna. Tra gli obiettivi: il recupero e la valorizzazione del germoplasma di fruttiferi autoctoni dell’Emilia-Romagna, la divulgazione e la didattica sui temi connessi alla biodiversità anche nell’ambito della rete regionale Infeas, recuperare la memoria legata alla loro coltivazione, conservazione e impiego.

Ultima, ma non meno importante, a supporto della biodiversità è l’attività di vigilanza e controllo che svolgiamo storicamente e che ora si è arricchita del contributo delle guardie ambientali volontarie che Arpae coordina a livello regionale in seguito al riordino istituzionale.

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