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Il G7 Ambiente e il nostro futuro comune

In anteprima l´editoriale del ministro Galletti sul prossimo numero di Ecoscienza.

(01/06/17) 

Pubblichiamo in anteprima l´editoriale scritto da Gian Luca Galletti, ministro dell´Ambiente, per il n. 3/2017 di Ecoscienza, in uscita in occasione del G7 Ambiente di Bologna.

 

Il G7 Ambiente e il nostro futuro comune

L’attuazione dell’accordo di Parigi, la finanza sostenibile, l’uso efficiente delle risorse, la lotta agli sprechi, il contrasto dell’inquinamento marino, le politiche ambientali per l’occupazione e la cooperazione, in particolare con l’Africa. Sono questi alcuni tra i principali temi di cui si discuterà al G7 Ambiente di Bologna l’11 e 12 giugno, occasione importante per affermare a livello internazionale la centralità dell’ambiente nelle strategie mondiali di sviluppo sostenibile, come indicato dall’Agenda 2030 sottoscritta nel 2015 da 193 paesi membri dell’Onu. 

Diciassette obiettivi e 169 target, quelli delle Nazioni unite, che non sono stati mai così concreti, attuali e legati profondamente alla sfida ambientale globale. Perché è ormai chiaro a tutti il cambio di paradigma: rispettare l’ambiente non è più vissuto come un vincolo, come l’onere cui sottostare da parte di governi e imprese, ma è sempre più un elemento preponderante della crescita. Il G7 Ambiente è allora uno snodo fondamentale, l’ennesimo momento in cui la coscienza comune può ritrovarsi attorno a grandi obiettivi di sviluppo verde.

In questi mesi il ministero dell’Ambiente ha organizzato alcune riunioni preparatorie, passi di avvicinamento importanti come il G7 Workshop on Marine Litter, che si è svolto in aprile a Roma. E sono numerose le iniziative che stiamo preparando, insieme con il Comune di Bologna, l’università, il mondo della ricerca, le associazioni civiche, culturali, universitarie e ambientaliste, per fare di Bologna non solo la città di un appuntamento con la storia, ma la capitale dell’ambiente per più di una settimana e potenzialmente per molto più tempo, se la città saprà indirizzare le sue grandi competenze nella ricerca e nei big data sulle potenzialità ambientali.

Tra gli obiettivi del G7 Ambiente rientra quello di delineare una road map per un uso sempre più efficiente delle risorse. Si tratta di un punto cruciale se vogliamo correre verso l’economia circolare, quella del domani, le cui premesse dobbiamo però costruire oggi, come già sta facendo l’Italia con le tre Strategie: quella per lo sviluppo sostenibile, quella di adattamento ai cambiamenti climatici e la Sen, la Strategia energetica nazionale che abbiamo presentato nei giorni scorsi alle Camere. Integrando questi tre documenti con coerenza e con azioni conseguenti, disegneremo molto più di un piano ambientale, ma un vero orizzonte industriale duraturo per il nostro paese, su basi e premesse completamente diverse da quelle del passato. L’intesa che si troverà in quei giorni del G7, che spero possa essere forte e ambiziosa, non avrà però significato, se non arriverà dalla società la grande spinta ambientale di cui abbiamo bisogno. E non dobbiamo farlo solo per ragioni economiche, ma mai come oggi anche per ragioni etiche e morali. Lungi dalla retorica, scegliere un nuovo modello di sviluppo significa fare una scelta chiara di equità, di diritti, di avvicinamento tra i popoli.

 

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Bologna



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