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Studio sugli effetti delle ricerche petrolifere offshore

Ispra analizza il rumore sottomarino causato dalla tecnica "airgun"

(13/04/18) 

 

L’Ispra ed il Ministero dell´Ambiente hanno pubblicato un aggiornamento della ricerca sull’airgun, il metodo usato dalle compagnie petrolifere per le ricerche geologiche sottomarine. In pratica si tratta di un dispositivo che produce vibrazioni subacquee, attraverso potenti emissioni d’aria verso il fondo del mare; registrando gli echi prodotti dai colpi si scoprono quali formazioni geologiche possono contenere giacimenti petroliferi. L’airgun è usato da tempo; di recente è stato contestato soprattutto dai movimenti ecologisti ed anche da alcuni enti locali delle zone costiere che temono danni per l’ecosistema marino.

Periodicamente l’Ispra ed il Ministero dell´Ambiente pubblicano studi in merito all’airgun. In sintesi nell’ultimo aggiornamento di Ispra si sostiene che l’airgun non danneggia la pesca in modo significativo, ma crea problemi al plancton: “non vi sono evidenze che la sorgente di rumore “airgun” sia causa di alterazioni sensibili agli equilibri ecosistemici marini. Purtuttavia, studi e osservazioni mostrano la potenzialità che taluni effetti li minaccino”. Tra questi, in particolare:

- alcuni mammiferi marini e pesci hanno evidenziato alterazioni comportamentali (risposta di allarme, cambiamento negli schemi di nuoto, disturbo della comunicazione acustica, deviazione dalle abituali rotte migratorie, ecc.);

- alcuni invertebrati, soprattutto Cefalopodi, hanno mostrato di subire danni fisiologici, in particolare a carico degli statocisti, organi di senso statico costituiti da una vescicola rivestita di cellule ciliate collegate al sistema nervoso e contenente una o più concrezioni saline organiche o inorganiche (statoliti), determinando alterazioni nel nuoto;

- popolamenti planctonici hanno subito mortalità causata dall’airgun sino a una distanza di circa un chilometro dalla sorgente.

Nello studio di Ispra si segnala inoltre che rappresentanti della comunità scientifica italiana, riunitisi in un workshop nell’aprile 2017, hanno prodotto un “white paper” per proporre alle autorità italiane linee guida ed uno studio sistematico degli effetti del rumore sottomarino sulla fauna nei mari Italiani.



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