Temi ambientali
Arpae in regione
Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae /

5 giugno, Giornata mondiale dell´ambiente, sconfiggi la plastica

La lotta alla plastica al centro dell´impegno di quest´anno. Le attività di Arpae sulle plastiche in mare.

(05/06/18) 

World environment Day 2018Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell´ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per incoraggiare la consapevolezza e l’azione a livello mondiale per la protezione dell´ambiente.

Il tema scelto per il 2018 è la lotta alla plastica monouso. Lo slogan scelto è "Beat Plastic Pollution. If you can’t reuse it, refuse it".



Al tema della lotta alla plastica è dedicato il numero speciale di AmbienteInforma, newsletter del Sistema nazionale di protezione dell´ambiente (Snpa) del 5 giugno 2018

------------

 

L´impegno di Arpae contro il marine litter

(articolo pubblicato su AmbienteInforma)

plasticaIl marine litter è un problema complesso e multidimensionale con importanti implicazioni per l’ambiente marino e per le attività dell’uomo in tutto il mondo. Ne consegue che valutazioni e azioni urgenti sono richieste sia a livello regionale che globale.

Il Mar Mediterraneo è stato definito come uno dei mari maggiormente affetti dai rifiuti marini: in esso il problema è aggravato dagli scambi limitati che il bacino ha con gli altri mari/oceani, dall’alta densità di popolazione sulle coste, dal turismo costiero, dai traffici marittimi e da altri addizionali apporti di rifiuti che, tramite i fiumi, arrivano dalle aree interne urbanizzate al mare. Le attività umane generano considerevoli quantità di rifiuti al punto da arrivare ad avere in questo mare i più alti valori di rifiuti solidi urbani generati in un anno procapite (208-760 kg/anno, http://atlas.d-waste.com/).

Nella società moderna, la principale componente dei rifiuti è la plastica, ormai ubiquitaria, che può arrivare a costituire fino al 95% dei rifiuti accumulati lungo le spiagge, sulla superficie del mare o sui suoi fondali. Le fonti dei rifiuti marini sono tradizionalmente classificate come provenienti da terra o dal mare a seconda del luogo di origine dell’immissione in mare, ma stimarne il punto preciso è piuttosto complicato, poiché una volta immessi possono percorrere lunghe distanze spinti dal vento, dal sistema delle correnti e dall’azione delle maree prima di essere spiaggiati o depositarsi sui fondali marini.

La Struttura Oceanografica Daphne di Arpae, durante il Progetto IPA Stategico denominato DeFishGear (2013-2016), ha stimato per più di tre anni la presenza di rifiuti marini nei diversi compartimenti marini (spiaggia, fondali marini, superficie del mare, biota), applicando protocolli di monitoraggio armonizzati e contribuendo ad ottenere una stima dell’impatto provocato a livello di macroregione Adriatico-Ionica. La densità media di 0.67 oggetti/km2 riscontrata è considerata essere relativamente alta se confrontata con altri precedenti studi condotti nella stessa area. La composizione dei rifiuti ritrovati (http://www.defishgear.net) è costituita da oggetti di plastica per il 91% sia sulle spiagge che sulla superficie del mare, 89.4% sui fondali, 98% nel biota. Tutto ciò riflette la forte presenza della plastica nella società moderna. Sempre a livello di regione Adriatico-Ionica tra i primi 20 oggetti rinvenuti in tutti i compartimenti troviamo piccoli pezzi di plastica (da 2.5 a 50 cm), piccoli pezzi di polistirolo, bastoncini cotton fioc, tappi di plastica, mozziconi di sigarette, reti per l’allevamento dei mitili, buste di plastica.

I risultati del progetto hanno chiaramente mostrato come la maggior parte dei rifiuti che arrivano in mare (76%) provengono da terra e sono trasportati dai fiumi, la restante parte è imputabile ai settori dei trasporti marittimi e della pesca. Davanti a questi numeri risulta evidente come le azioni per combattere il fenomeno debbano essere rivolte soprattutto a risolvere ciò che accade sulla terra ferma. Il miglioramento della raccolta dei rifiuti a terra, l’incremento della differenziata, del riuso, del riciclo sono tutte azioni che vanno perseguite. A livello di singolo cittadino, ciò che possiamo fare è acquisire consapevolezza della reale esistenza del problema e iniziare a compiere scelte consapevoli nella vita di tutti i giorni, compiendo acquisti consapevoli che prediligano prodotti con pochi imballaggi, prefissano l’uso del vetro al posto della plastica e che diminuiscano gli acquisti uso e getta. Pensare all’ambiente in cui viviamo, riflettere sul destino che avrà l’oggetto appena comprato una volta finito il suo ciclo di utilizzo sono le azioni che servono a cambiare la rotta che, ahimè, abbiamo sfortunatamente intrapreso.

Al momento Arpae-Struttura oceanografica Daphne e tutte le altre Agenzie costiere sono coinvolte ormai da più di tre anni nei monitoraggi condotti in ottemperanza del D.Lgs 190 noto anche comeStrategia Marina. In ben 58 aree per i rifiuti spiaggiati e 49 transetti per le microplastiche vengono quantificati e catalogati i rifiuti, una gran mole di dati che vanno ad implementare una banca dati che per frequenze, numero di campioni e copertura del territorio costiero rappresenta sicuramente un esempio unico a livello di tutto il Mediterraneo.

Cristina Mazziotti
Arpae Emilia-Romagna
Struttura Oceanografica Daphne





Versione stampabileVersione stampabile