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Installazione e utilizzo di impianti per la climatizzazione invernale e/o estiva

Come interpretare divieti e norme previsti dall´art.24 co.1 lett.a delle norme tecniche attuative del PAIR2020

(27/06/18) 

 

Il PAIR2020 prevede il divieto di installazione di impianti per la climatizzazione estiva e/o invernale e l´utilizzo di quelli esistenti in alcune tipologie di locali (art. 24, comma 1, lettera a delle norme tecniche di attuazione del PAIR 2020):

  1. gli “spazi di pertinenza dell’organismo edilizio (quali, ad esempio, cantine, vani scale, box, garage e depositi)”;
  2. gli “spazi di circolazione e collegamento comuni a più unità immobiliari (quali, ad esempio, androni, scale, rampe)”;
  3. i “vani e locali tecnici”.

La Regione Emilia-Romagna ha successivamente specificato (vedi comunicazione in allegato) per quali tipologie vale il divieto e per quali no:

  • innanzitutto è specificato che il divieto non è riferito al complesso dei dispositivi che compongono gli “impianti per la climatizzazione invernale e/o estiva”, bensì solo alle componenti di tali sistemi che cedono agli ambienti il calore o il raffreddamento prodotto dall’impianto stesso, secondo le varie tecnologie utilizzate (dispositivi quali i radiatori, i ventilconvettori, gli split a parete, i sistemi radianti a pavimento, ecc.). Ciò significa che le altre componenti di questi impianti possono essere collocate nei locali oggetto del divieto;
  • con “spazi di pertinenza dell’organismo edilizio (quali, ad esempio, cantine, vani scale, box, garage e depositi)” e “spazi di circolazione e collegamento comuni a più unità immobiliari (quali, ad esempio, androni, scale, rampe)”, si fa riferimento ai locali che fanno parti della Superficie accessoria (SA) e delle Superfici escluse dal computo della Superficie Utile e della SA presenti nelle DTU (Definizioni Tecniche Uniformi); in particolare il divieto è valido per:

“le cantine poste ai piani superiori al primo fuori terra con altezza utile inferiore a m. 2,70”

“i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m. 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile”

“spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli”;

“le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi”;

“le parti comuni di collegamento verticale (vani ascensore, scale e relativi pianerottoli) e gli androni condominiali”;

“i corselli delle autorimesse costituenti parti comuni, anche se coperti, e relative rampe”

“gli spazi con altezza inferiore a m 1,80”.

  • Per la quel che riguarda i “vani e locali tecnici” si fa riferimento ai “vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l’accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, di canalizzazione, camini, canne fumarie, vespai, intercapedini, doppi solai)”.

Il divieto di utilizzo e/o installazione di impianti per il riscaldamento e/o raffrescamento non vale invece:   

  • nei locali di servizio condominiali che vengono utilizzati dai condomini per attività ludiche o sociali (quali, ad esempio sale per il gioco, per le riunioni condominiali, ecc.), dal momento che gli stessi prevedono la presenza prolungata delle persone;
  • negli ambienti di lavoro e, in generale, nei locali in cui è prevista la permanenza prolungata delle persone;
  • nei vani scala internialle unità immobiliari, in quanto collegano ambienti della stessa unità immobiliare;
  • nei volumi tecnici che a causa dei macchinari installati necessitano, secondo le specifiche normative tecniche di settore, di una necessaria climatizzazione per il loro corretto funzionamento;
  • i depositi in ambito commerciale/produttivo che necessitano di idonea climatizzazione degli ambienti, a causa della presenza di beni deperibili (quali ad esempio prodotti agricoli o farmaceutici, materiali tecnologici, ecc.).

Allegato: la comunicazione PG2018.0458251 del 22/06/2018 della Regione Emilia-Romagna, Direzione Generale Cura del territorio e dell´Ambiente. 



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